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I mini gialli dei dettati 2
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Il baskin: uno sport per tutti

I principi alla base del baskin che lo rendono uno sport aperto e fruibile da tutti

Il nome baskin nasce in origine dall’unione di due termini: «basket» e «integrazione». Il basket è la disciplina ispiratrice e da essa si estrapolano le principali regole e i fondamentali del baskin, nel quale i giocatori con disabilità sono messi nelle condizioni di poter esprimere le proprie potenzialità senza favoritismi e concessioni che non siano previste dal regolamento. Possono, quindi, partecipare persone con e senza disabilità, età e sesso differente. Il baskin è un gioco di squadra basato sulla collaborazione, senza tempi morti, durante il quale ciascun giocatore può realizzare un canestro. Il baskin coinvolge due universi:

  • lo sport, rappresentato dal basket;

  • l’inclusione, volta a perseguire l’inserimento sociale di persone con e senza disabilità in un contesto in cui ognuno, mediante la propria personale crescita, possa contribuire a quella collettiva.

Il baskin è uno sport inclusivo perché è concepito idealmente aperto e fruibile da chiunque.

Al gioco possono partecipare persone con differenti caratteristiche e abilità, che hanno l’obiettivo comune di svolgere attività motoria nel rispetto individuale, non escludendo l’agonismo, la sana competizione e l’aspirazione alla vittoria. L’attività sportiva comporta, infatti, spirito competitivo, spirito di sacrificio, desiderio di migliorarsi, affermazione individuale e di gruppo, sicurezza psicologica, successo e insuccesso. L’educazione riesce a utilizzare il momento sportivo a fini inclusivi senza perdere di vista le caratteristiche dello sport. Partendo dall’individuo, nel rispetto delle sue caratteristiche, delle sue capacità e dei suoi limiti, lo sport diventa veicolo di valorizzazione e di cultura.

Il baskin nasce con l’intento di permettere a un maggiore numero di persone di partecipare al gioco tramite tre principi fondamentali.

Il primo principio è l’adattamento delle regole e delle strutture di gioco ai giocatori, affinché ognuno di essi possa esprimersi
Nel campo di baskin, i canestri non sono due come nel basket, ma sei con due punti d’attacco e due di difesa. Questa caratteristica porta dinamismo e imprevedibilità: né gli spettatori né i giocatori possono sapere quale canestro sarà utilizzato. Le due zone situate lateralmente a centro campo sono riservate ai giocatori con difficoltà motorie tali da non permettere la corsa, che altrimenti sarebbero esclusi dal gioco. La loro posizione laterale e centrale permette che vengano coinvolti nel gioco con prontezza e tempestività. Queste aree sono riservate ai giocatori nei ruoli 1 e 2, chiamati pivot.

Il secondo principio è la differenziazione delle regole in base ai ruoli
Un esempio è che i giocatori nel ruolo 5, con le maggiori abilità di gioco, possono effettuare al massimo tre tiri a canestro per tempo. Tale limitazione obbliga il giocatore a riflettere sulle possibili azioni da compiere per sé e per i compagni, sviluppando la capacità di prendere delle decisioni ponderate. Un altro esempio è che solo i giocatori nei ruoli 1, 2 e 3 possono tirare nei canestri laterali a metà campo, tiro che deve comunque avvenire in modo tempestivo senza rallentare il ritmo del gioco. L’ingresso nelle zone protette, ossia le aree dei canestri laterali, dove stazionano i pivot, è consentito esclusivamente per portare la palla ai compagni. Il tiro deve avvenire entro un tempo massimo di 10 secondi senza difesa.

Il terzo principio è la libertà di giocare mettendo in campo le proprie abilità e competenze, senza pietismi e regali
Il baskin è uno sport vero, in cui tutti hanno il diritto di essere protagonisti, ma devono impegnarsi per esserlo. La potenzialità inclusiva del baskin si percepisce dal fatto che ogni ruolo è esaltato dalla presenza dell’altro. Una squadra è costituita da giocatori molto diversi tra loro, che insieme valorizzano le diverse abilità. Le regole strutturano il gioco di squadra e permettono il pieno rispetto della dignità, rendendo ogni giocatore indispensabile se motivato e allenato.

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