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La Didattica digitale integrata per la scuola secondaria di secondo grado

Come impostare una DDI efficace alla scuola secondaria di secondo grado, anche tenendo conto di quanto appreso dall’esperienza di lockdown dell’anno scorso

Per la scuola secondaria di secondo grado, la Didattica Digitale Integrata si è trasformata soprattutto in didattica a distanza, almeno per gran parte del primo trimestre dell’anno scolastico 2020/2021. La sfida è sfruttare la presenza a scuola per: aiutare studenti e docenti a consolidare la relazione educativa; migliorare le interazioni negli ambienti digitali online; attivare un efficace peer tutoring; stabilire con chiarezza gli obiettivi educativi da raggiungere; identificare i criteri di valutazione del processo e del risultato degli apprendimenti.

Il documento del MIUR «Linee Guida per la DDI» pone l’attenzione su sei punti: l’analisi del fabbisogno, gli obiettivi, gli strumenti, l’orario delle lezioni, le metodologie e la valutazione. Dopo aver monitorato le strumentazioni tecnologiche a casa e a scuola (anche in modalità BYOD, cioè ognuno con il proprio dispositivo) e dopo aver verificato la connettività necessaria, andrebbe organizzato un orario che prevedesse sempre le giuste pause tra un’attività e l’altra. Le energie andrebbero poi investite nella promozione di metodologie didattiche innovative e inclusive a scuola, nella progettazione di un lesson plan coerente con i tempi attentivi e con la motivazione degli studenti e infine nell’individuazione di routine da garantire anche in caso di improvviso trasferimento negli ambienti online. Assegnare un formato ai percorsi di apprendimento e all’organizzazione dello studio individuale è una strategia utile a supportare tutti gli studenti e le studentesse, soprattutto coloro che hanno bisogni educativi speciali.

L’esercizio della cittadinanza passa anche attraverso un uso consapevole del web e della propria identità in rete: a questa età gli studenti e le studentesse possono lavorare non solo nella prospettiva di consolidare la propria autonomia e responsabilità di apprendenti, ma anche per supportare lo sviluppo della loro comunità di apprendimento, che è la classe. Una buona strategia per realizzare un’effettiva collaborazione tra pari e consolidare il dialogo con i docenti è assegnare incarichi precisi, che mirino al buon esito delle attività proposte, anche in situazione di emergenza temporanea. Si suggerisce di adottare il criterio della diarchia: ogni ruolo verrà ricoperto da due persone (un ragazzo e una ragazza, laddove sia possibile, per contribuire al rispetto dell’identità di genere e delle pari opportunità). Si possono assegnare ai ragazzi, ad esempio, i ruoli di animatori digitali, coordinatori dei lavori di gruppo a distanza, regolatori dei tempi di connessione, cronisti delle attività. I ruoli andrebbero assegnati casualmente, per non dare l’impressione di aver categorizzato in partenza gli studenti in base alle loro caratteristiche o al loro impegno: far incrociare le aree di sviluppo prossimale non può che generare nuove competenze e nuovi interessi.

Il lockdown dell’ultima primavera ha insegnato quanto la lezione frontale non sia più efficace e ha mostrato i limiti di una valutazione orientata solo alla verifica delle conoscenze. Gli schermi hanno svelato infine tutte le debolezze e le incongruenze di modelli di insegnamento superati e disallineati con le esigenze formative di cui si deve occupare la scuola contemporanea. Soprattutto nelle scuole secondarie di secondo grado, quindi, vanno promosse strategie in cui la valutazione sia vista come apprendimento, cioè esperienze in cui gli studenti si autovalutano e imparano anche a comunicare i loro percorsi, per porsi domande di senso, individuare criticità e soprattutto sfide future, da affrontare senza ansia, ma con grinta e determinazione.

Si possono realizzare portfolio digitali individuali e di classe, non solo per raggiungere una fluency digitale, ma anche per imparare a «guardare in faccia» i propri progressi, le prove e le tappe che si sono attraversate e superate per ottenere un risultato soddisfacente. Concordare dei limiti è un’esperienza necessaria e coerente con lo sviluppo emotivo e cognitivo degli adolescenti, e gli insegnanti assumeranno con particolare sensibilità educativa il compito di farsi «sponde». La dualità degli ambienti di apprendimento va pensata come una dimensione unica, nella quale accogliere anche le fragilità dei ragazzi e delle ragazze per evitare che si trasformino in tratti caratteriali o, peggio, in disagio psichico o emotivo. Si suggerisce di creare degli «spazi cerniera», una sorta di sportelli online gestiti dagli studenti stessi, che risponderanno a eventuali problemi o criticità incontrate dai compagni o proporranno temi o lavori da svolgere in classe. Soddisfare la naturale esigenza di indipendenza degli studenti è possibile, se si coltivano responsabilità e autonomia. La didattica ha il compito di anticipare i problemi che potrebbero sorgere nell’insegnamento/ apprendimento e di rispondere con proposte educative solide e solidali.
Per collegare percorsi differenti può inoltre essere utile ricorrere a un ambiente di gamification oppure a uno scenario autentico, nel quale immergere attività e compiti.

Cosa tenere presente

Concordare prima le regole, i limiti delle proposte didattiche e le reciproche responsabilità è necessario per ottenere la fiducia degli studenti e stringere un’alleanza educativa con loro. La didattica a distanza e le procedure di sicurezza del protocollo Covid non ci permettono troppi momenti informali: attenzione a recuperare il dialogo educativo anche altrove, sfruttando le possibilità degli incontri digitali.

Come passare all’applicazione

Si raccomanda di raccogliere i desiderata degli studenti sulla gestione e l’organizzazione della didattica, sulle loro aspettative e su come intendono contribuire alla costruzione della comunità di apprendimento attraverso un form di Google o realizzando un brainstorming con Mentimeter (https://www.mentimeter.com/). Si può inoltre sollecitarli a creare un portfolio digitale con Wakelet (https://wakelet.com/).
Per gli incontri a distanza un suggerimento potrebbe essere quello di offrire uno spazio settimanale (anche a rotazione tra i docenti), che gli studenti possono frequentare liberamente: per chiedere, chiacchierare, incontrarsi.

Per approfondire
Di Donato D. (2020), Didattica a distanza e digitale: un bilancio per progettare la scuola di domani, «Agenda Digitale.eu», 29 luglio 2020, https://www.agendadigitale.eu/scuola-digitale/didattica-a-distanza-e-uso-del-digitale-prove-dibilancio-per-progettare-la-scuola-di-domani/ (consultato il 15 gennaio 2021).
Di Donato D. (2020), Dalla Dad alla DDI: cosa hanno fatto le scuole (e cosa si può fare meglio), «Agenda Digitale.eu», 26 ottobre 2020, https://www.agendadigitale.eu/scuola-digitale/dalla-dad-alla-ddi-cosa-hanno-fatto-le-scuole-e-cosasi-puo-fare-meglio/ (consultato il 15 gennaio 2021).
Manca S. e Sarti L. (2019), Comunità virtuali per l’apprendimento e nuove tecnologie, http://geca.area.ge.cnr.it/files/332289.pdf (consultato il 15 gennaio 2021).
MIUR (2020), Linee guida per la Didattica Digitale Integrata, https://www.miur. gov.it/documents/20182/0/ALL.+A+_+Linee_Guida_DDI_.pdf/f0eeb0b4-bb7e1d8e-4809-a359a8a7512f?t=1596813131027 (consultato il 15 gennaio 2021).

Questa proposta è tratta dal volume 101 idee per una didattica digitale integrata, a cura di Laura Biancato e Davide Tonioli.

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