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I mini gialli dei dettati 2
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L’approccio montessoriano all’insegnamento della letto-scrittura

Un approccio in tre fasi che pone al centro dell’attenzione le fasi preparatorie alle attività di lettura e scrittura

L’assunto che è all’origine di tutte le questioni didattiche e metodologiche sull’apprendimento della letto-scrittura, che anche Maria Montessori riconosce, è l’assoluta innaturalità della pratica scrittoria, che si trasforma anzi in uno dei primi tormenti culturali per l’animo infantile il quale, fino a quel momento, aveva vissuto senza sforzo l’avventura dell’apprendimento e della crescita.

Al contrario di altri approcci, quello montessoriano ha al suo centro l’attenzione alle fasi preparatorie e non scrittorie o decifrative, per concludersi poi con una «esplosione» della competenza letto-scrittoria. Gli aspetti fondamentali del metodo sono costituiti:

  1. dal lavoro di sintesi che svolge la mente del bambino;

  2. dal ruolo delle attività preparatorie;

  3. dal ripensamento della prospettiva da cui affrontare il problema, che deve mirare agli obiettivi d’apprendimento a partire dalla conoscenza della fisiologia e psicologia infantili e non dall’idea di competenza alfabetica e di grafema/ fonema come elemento di base del processo.

Maria Montessori propone un metodo grazie al quale i bambini arrivano a scrivere e leggere in tre fasi.

Innanzitutto nell’ambiente scolastico svolgono attività finalizzate al raffinamento della mano (cucire, infilare, annodare, estrarre, ecc.), poi la indirizzano anche a tracciare le forme delle lettere (ma senza dover leggere o scrivere alcunché) e infine la preparano a tenere lo strumento scrittorio con cui segnarle (sia facendolo scorrere sulla forma della lettera, sia disegnando figure geometriche con degli incastri di ferro che esercitano la forza, la presa, la leggerezza del tratto), ma non scrivono mai.

Successivamente, imparano ad abbinare le lettere e i loro suoni.
In una terza fase, infine, iniziano a manipolare delle lettere di carta o plastica che si raccolgono in un casellario e a compitarle, aiutandosi con immagini o oggetti.

Quando queste tre fasi sono state portate a termine positivamente, il bambino scriverà e leggerà, semplicemente riunendo e sintetizzando quelle abilità (raffinamento della mano, conoscenza delle lettere e dei loro valori fonici, conoscenza della costruzione della parola secondo le regole ortografiche).

È evidente che in tutto questo processo l’adulto, oltre a preparare l’ambiente e i materiali, li presenta anche ai bambini in modo che ne imparino l’uso corretto: ci sono quindi molte lezioni per mostrare il movimento corretto della mano, il valore fonico della lettera, le difficoltà ortografiche, ecc.

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