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Estate… tempo di non-compiti

L’estate è una grande occasione, sia per i piccoli che per i grandi, per dedicarsi ai propri interessi esercitando la capacità di «imparare a imparare»

L’estate è un momento importante per l’apprendimento perché, in qualche modo, smette di essere il tempo del «devo» per lasciare finalmente spazio al tempo del «posso» o del «mi interessa». In realtà in una scuola che, seguendo le Indicazioni nazionali, «continua a valorizzare le esperienze con approcci educativi attivi» dovrebbe sempre essere così. Non solo perché un bravo insegnante sa far cogliere il lato interessante di quello che propone ma, soprattutto, perché è in grado di accompagnare il bambino a costruire le sue competenze partendo dagli interessi personali (il riferimento principale per chi vuole approfondire questo tema è l’esperienza del pedagogista francese Célestin Freinet).

Lasciamo da parte per un momento gli alunni; se pensiamo alla nostra esperienza di adulti, anche per la maggior parte di noi l’estate è il tempo in cui si può, finalmente, fare qualcosa per puro interesse, avere tempo per approfondire un tema il più possibile, esplorarne gli aspetti più vari, sperimentare senza fretta o pressioni utilitaristiche… Questo modo di lavorare, riportato in un contesto educativo, è un potente stimolo allo sviluppo dell’autonomia: se qualcosa mi interessa lo faccio — sopportando la fatica e mantenendo la concentrazione anche per lungo tempo — senza che nessuno mi debba costringere (quanto è diverso dalla situazione di «guerriglia» che si vive in molte case quando c’è da assicurarsi che siano stati fatti tutti i compiti per il giorno dopo!). Potendo sviluppare gli interessi personali, il bambino scopre che imparare è bello, e rinforza continuamente quella competenza che l’Europa ci indica come «capacità di imparare a imparare». Se ben accompagnata (e soprattutto non contrastata) è un’occasione unica per sviluppare un habitus mentale — molto importante in una società in continua e rapida evoluzione come la nostra — caratterizzato da curiosità, voglia di esplorare e desiderio di scoprire sempre qualcosa di nuovo.

Questa forse è la grande innovazione chiesta oggi alla scuola italiana: smettere di concentrarsi sull’insegnare le risposte corrette e dedicarsi a educare i bambini a farsi le domande giuste. E l’estate è il tempo propizio per iniziare a fare qualche piccolo esperimento in questa direzione.

L’articolo completo “Estate… tempo di non-compiti” è disponibile sul numero di maggio 2021 della rivista Erickson “DIDA

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