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Produzione operosa 1

Produzione operosa

«In un’azienda l’operosità è finalizzata a una precisa produzione», ci ricorda Canevaro. E l’operosità si esplicita attraverso azioni lavorative che hanno significati profondi per ogni persona.

Nel corso della storia, il lavoro ha incontrato cambiamenti di varia entità e un noto filone di ricerca — che in letteratura internazionale è denominato The meaning of work — ne studia i significati ad esso attribuiti. Questi studi riguardano l’importanza assegnata al lavoro e il senso del lavoro per le persone e, più in generale, si connettono con gli studi sulla dimensione valoriale intesa in senso ampio e in riferimento ai valori lavorativi nello specifico (Bellotto, 2007).

Il significato del lavoro, per le persone con disabilità, va ben oltre la semplice indipendenza economica: per molte, il lavoro si traduce in uno degli unici modi, se non — con più probabilità — l’unico, di potersi realizzare in quanto persone e cittadini, uguali alle altre nei diritti e nei doveri, creando finalmente qualcosa che mobiliti le proprie risorse (Friso, 2020a). La pratica lavorativa, infatti, essendo «strettamente connessa con dimensioni ab-intra — cioè sul versante intra-psichico e di rafforzamento della percezione di sé — e ab-extra, per quanto riguarda, invece, la costruzione di un progetto di vita futuro, la socializzazione, l’autonomia dalla famiglia di origine» (Caldin e Scollo, 2018, p. 7), consente un cambiamento radicale nella persona: un processo di sviluppo. La pratica lavorativa restituisce la possibilità di acquisire un’immagine di sé che si discosta e si emancipa dall’immaginario infantile che viene portata dietro quale stigma dall’immaginario collettivo, rendendo la persona con disabilità consapevole delle proprie potenzialità e della propria condizione di persona adulta.

Il lavoro, inoltre, è una fra le dimensioni principali dell’adultità e, in tal senso, un vettore trasformativo per la persona, un training per la vita adulta; fa sentire utili, bene con se stessi, mobilitando processi di progettualità per il proprio futuro e creando ricadute positive sulla creazione di un’identità capacitante e sulla comunità di riferimento (Lepri, 2020).

Dunque, la produzione operosa non è da intendersi solo per quella parte di aspetto economico che la persona matura attraverso la propria opera. Attraverso opportunità e sostegni che il contesto è in grado di offrire, la persona potrà essere produttiva mettendo in atto un’operosità che le permetterà di «giocare» ruoli adulti e di contribuire con le capacità che ha al benessere comune.

Non è mai inutile esplicitare come, per la realizzazione di attività di produzione operosa, sia necessario il coinvolgimento di una rete che veda, tra i protagonisti, la presenza dei centri per l’impiego negli uffici di collocamento; degli enti di formazione accreditati dalle Regioni; della rete dei servizi socio-assistenziali; dei CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti); dei soggetti accreditati ai servizi per il lavoro e degli organi centrali della Regione (in particolare, l’Agenzia regionale per il lavoro e la Direzione di Economia del lavoro e della conoscenza). Il percorso necessita di fasi di accompagnamento dove l’elemento educativo e le professionalità legate a questa disciplina siano fortemente coinvolte in un atteggiamento di co-progettazione partecipata (Friso, 2020b).

Bibliografia

Bellotto M. (2007), Introduzione alla Psicologia dei Valori Lavorativi, «Risorsa Uomo», vol. 13, n. 2.

Caldin R. e Scollo S. (2018), Inclusione lavorativa, disabilità e identità. Riflessioni e rappresentazioni, «Studium Educations».

Friso V. (2020a), La visione adulta della persona con disabilità nei processi di inserimento lavorativo. In G. Amatori, Disability Management e Pedagogia Speciale. Nodi concettuali e declinazioni professionali, Lecce, Pensa Multimedia, 2020, pp. 71-80.

Friso V. (2020b), Educazione degli adulti e autonomia nella quotidianità. In V. Friso e A. Ciani, Includere e progettare. Figure professionali a sostegno della disabilità adulta, Milano, FrancoAngeli, pp. 48-57.

Lepri C. (2020), Diventare grandi. L’identità adulta delle persone con disabilità intellettiva, Trento, Erickson.

Autrice

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