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Pensare storicamente e l’alfabetizzazione storica  1

Pensare storicamente e l’alfabetizzazione storica

Se c’è una controversia stantia nelle scuole, è quella fra i sostenitori del metodo e i sostenitori dei contenuti. Se ne trovano le tracce dalla metà dell’Ottocento e perfino in vari programmi di quel secolo, con i quali i legislatori invitavano i docenti a insegnare a ragionare, piuttosto che imparare a memoria fatti del passato. Identica nella sostanza, questa polemica si è ripresentata periodicamente con nomi diversi. Nell’Ottocento era la lotta contro lo «psittacismo», o «l’apprendere a pappagallo». Negli anni Cinquanta del secolo scorso diventò la lotta contro il «nozionismo», che un paio di decenni dopo, divenne la battaglia per le abilità contro i contenuti, e via di seguito, fino alla recente disputa fra tifosi delle conoscenze contro fan delle competenze. Negli anni Settanta, uno storico, Giuseppe Ricuperati, aveva coniato una formula che aveva riscosso un grande successo presso i gruppi di ricerca didattica spontanei che allora sorgevano come funghi in Italia: «La didattica si risolve nella ricerca». Una formula che indicava che l’aula doveva diventare una sorta di laboratorio storico, nel quale gli studenti dovevano imparare non solo i fatti storici, ma il modo con il quale questi venivano ricostruiti. Il laboratorio, in effetti, era stato il punto di incontro di tutti coloro che si occupavano di didattica della storia alla fine del secolo scorso. Ma a cosa doveva servire? A diventare «un piccolo storico»? O a «imparare a ragionare storicamente»? In ogni caso, si trattava sia dei fatti, sia della capacità di rielaborarli. Dall’altra sponda dell’Atlantico — siamo nel XXI secolo — Sam Wineburg lanciava il programma Thinking like a Historian, secondo il quale il pensiero dello storico si articola in diverse operazioni, come la contestualizzazione e il confronto, sulle quale l’allievo si può esercitare. Queste possono valere per i documenti: ma quando si tratta delle conoscenze (quelle, per intenderci, che si trovano sul manuale)? Qui ci può venire in aiuto il concetto di alfabetizzazione storica. Formulato intorno agli anni Ottanta del secolo scorso, e via via rielaborato, oggi lo possiamo definire come un percorso in cinque fasi, che sintetizzo in questo schema.

 Analfabetismo

Non sa individuare cos’è importante e cosa secondario in un testo

Alfabetizzazione nominale

Conosce i termini ma non sa collegarli in un discorso scientifico, ne conosce a stento il significato

Alfabetizzazione funzionale

Usa il linguaggio scientifico, lo sa usare in un contesto scolastico (per esempio in una prova d’esame), ma non in altre situazioni

Alfabetizzazione concettuale e procedurale

Pratica un uso dei testi e un lavoro sui documenti che richiedono una comprensione approfondita dei testi, sa mettere in relazione i concetti

Alfabetizzazione multidimensionale

Sa connettere passato, presente e futuro, di conseguenza sa connettere il suo sapere storico con eventi, fatti e problemi che appartengono ad altri contesti, anche extrascolastici

 

Come si vede da questo schema (e da altri analoghi) i cosiddetti «metodi» non possono essere disgiunti dalle «conoscenze». Ma queste, da sole, non ti fanno varcare la soglia dell’analfabetismo storico. Chi non sa individuare cos’è importante in un testo, sarà portato a sottolinearlo per intero. Ne saprà dire a voce pagine e pagine, ma ciò non toglierà che resterà un analfabeta storico: a meno che non riesca a connettere le conoscenze in modi diversi da quelli indicati nel testo. E la sua buona conoscenza storica non sarà dimostrata dal numero dei dettagli di quel fatto che riesce a riferire, ma dai collegamenti che saprà stabilire fra quel testo ed eventuali documenti, o dal fatto che saprà individuarvi le tracce di questa o di quella scuola storiografica. Brevi esempi, sufficienti per dimostrare che quel dibattito plurisecolare dovrebbe definitivamente essere chiuso. In attesa, naturalmente, che si ripresenti con parole nuove.

Autore

Antonio Brusa

Presidente della Sididast, Società italiana di didattica della storia.

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