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Apprendimento operoso 1

Apprendimento operoso

«L’essere umano apprende affiancando chi è operoso e inserendosi, integrando con la propria, quell’operosità», così afferma Andrea Canevaro nel testo inedito inviatoci nel novembre 2021 (che citeremo anche negli altri due contributi di questo intervento) per individuare il cuore del significato relativo a quello che definisce apprendimento operoso. Per essere una persona operosa, certamente, è necessario un periodo di apprendimento che può avvenire attraverso la messa in campo di diversi metodi e la scelta di diverse strade.

L’apprendimento legato al lavoro è stato affrontato anche da quella che viene chiamata formazione sul lavoro intesa come un’occasione di crescita professionale e personale per chi lavora: «Tali politiche vanno inoltre ad agire su un soggetto che ha una propria traiettoria di vita personale e professionale (passata, presente e futura) e che in funzione di questo reinterpreta il senso delle occasioni formative presenti nel lavoro [...] il processo di attribuzione di senso dipende anche dalla capacità del soggetto di perseguire i propri motivi di sviluppo e di esercitare una funzione di controllo e valutazione sulla coerenza dei percorsi formativi aziendali, rispetto alle proprie aspirazioni» (Federighi, 2010, p. 134). Negli ultimi anni, la formazione sul lavoro è fortemente incentrata sulla promozione di percorsi che sviluppino competenze nelle persone in grado di produrre, poi, cambiamenti nell’organizzazione stessa, non solo dal punto di vista di un’assimilazione di nozioni, ma di una sostenibile produzione di conoscenze. L’approccio pedagogico, in questo senso, è indispensabile, in quanto in grado di individuare aspetti dell’esperienza individuale professionale quali la motivazione, i valori, le credenze profonde, le rappresentazioni e i significati attribuiti al mondo nel quotidiano (Massa, 1992) che avranno ricadute nel contesto lavorativo. Tale capacità e arguzia permette di definire chiaramente i bisogni formativi della persona nonché fabbisogni dell’organizzazione, di promuovere tipologie di apprendimenti e metodologie sempre più calzanti, originali e coerenti con le esigenze di formare, mediando fra le necessità delle aziende e dei destinatari del percorso formativo, creando un circolo virtuoso. «In questo contesto organizzativo così ambizioso e che richiede sempre meno addestramento e sempre più processi di cambiamento profondo e di connessione con il saper essere, la pedagogia del lavoro può rappresentare insomma un contributo capace di fare la differenza» (Palma, 2018, p. 42).

Oltre alla formazione sul lavoro in cui è possibile apprendere in modo operoso si può citare anche l’apprendimento che avviene direttamente attraverso il lavoro. Col suo carattere non strutturato (Federighi, 2010) tale apprendimento è influenzato da fattori di contesto che non riguardano direttamente l’apprendimento ma solo elementi che riguardano essenzialmente aspetti cardine del famoso «saper lavorare» (Lepri e Montobbio, 1994) come potrebbero essere le relazioni lavorative, le regole organizzative, i modi di operare, il modo di affrontare le difficoltà e i successi.

Massa sottolinea come il lavoro, quale situazione così estesa, pervasiva e continua della vita, sia il sistema educativo più impattante e strutturante per la personalità e la soggettività della persona; ribadendo che «il lavoro umano in genere, e tutte le forme specifiche in esso, ha sempre avuto un significato educativo» (1977, p. 33). Perciò, il lavoratore che entra a far parte di un’organizzazione è formato dalla sua intrinseca cultura e ne assume i principi, i valori e i modi di agire (Schein, 2010) compiendo, a tutti gli effetti, un percorso di apprendimento operoso.

Bibliografia

Federighi P. (2010), L’educazione incorporata nel lavoro, «Open Journal of Education», vol. 12, n. 1/2, pp. 133-151.

Lepri C. e Montobbio E. (1994), Lavoro e fasce deboli. Strategie e metodi per l’inserimento lavorativo di persone con difficoltà cliniche e sociali, Milano, FrancoAngeli.

Massa R. (1977), L’educazione extrascolastica, Firenze, La Nuova Italia.

Massa R. (1992), Istituzioni di pedagogia e scienze dell’educazione, Bari, Laterza.

Palma M.L. (2018), Verso una pedagogia del lavoro: spunti di riflessione per pensare il rapporto tra formazione e lavoro, «Journal of Theories and Research in Education», vol. 13, n. 3, pp. 27-54.

Schein E.H. (2010), Organizational Culture and Leadership, San Francisco, Jossey-Bass.

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