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Come cambia la psicoterapia a tempi del Coronavirus

Le restrizioni attuali obbligano terapeuti e pazienti a utilizzare mezzi di comunicazione in sostituzione delle sedute vis à vis. Ciò implica un adattamento, ma non possiamo escludere che la video-seduta diventi lo standard del futuro.

Quando il Coronavirus è apparso in Cina a dicembre, nessuno in Europa o in America si è sentito minacciato né preoccupato. Agli occhi di tutti sembrava un evento lontano. Neppure le Istituzioni europee sembravano vedere pericoli imminenti.

Invece, la situazione è drammaticamente precipitata e improvvisamente la vita è drasticamente cambiata per tutti. Siamo stati costretti a una rapida rimodulazione delle nostre abitudini quotidiane.

Da un giorno all’altro, sono state seriamente limitate le nostre libertà personali, non potendo più uscire di casa se non in caso di stretta necessità. L’impatto che questo ha avuto sulla maggioranza delle nostre attività, compreso quelle lavorative, è stato impressionante, senza considerare le conseguenze psicologiche che ci saranno quando l’emergenza sarà terminata.

L’impatto del Coronavirus sulla psicoterapia

Anche gli psicoterapeuti e i loro pazienti hanno dovuto fare i conti con il Covid-19. Da un lato la psicoterapia, essendo attività sanitaria, non poteva essere sospesa; dall’altro doveva tenere conto delle necessità di tutelare il terapeuta e il paziente dal rischio di contagio.

In questo senso l’Ordine Nazionale degli Psicologi ha dato chiara indicazione di promuovere l’uso degli strumenti digitali per continuare l’erogazione delle sedute psicoterapeutiche, invitando all’uso di software adeguati per le videochiamate.

Il passaggio dalla seduta tradizionale - vis à vis - a quella attraverso lo schermo di un computer ha un impatto molto significativo, che obbliga in qualche modo il terapeuta e il paziente a un cambiamento nelle modalità di gestione della stessa.

La presa in carico di nuovi pazienti

Difficile immaginare in questo momento particolare l’avvio di vere e proprie terapie psicologiche senza aver mai conosciuto prima il paziente.

Non a caso, l’indicazione è per il momento di limitarsi a fornire supporto emotivo a chi in questo momento necessita di un aiuto psicologico. In questo senso, da parte di diverse istituzioni pubbliche o private, sono stati attivati servizi di supporto telefonico o in videochiamata, generalmente gratuiti, che prevedono una o poche sessioni, con lo scopo di dare brevi, generiche e immediate indicazioni per affrontare emotivamente la situazione.

Il passaggio alla psicoterapia online

Per le psicoterapie che erano già in corso, la maggior parte dei colleghi hanno cercato di proporre una temporanea prosecuzione degli incontri tramite videochat. Vediamo quali possono essere alcuni accorgimenti necessari o utili per affrontare al meglio questa necessaria trasformazione.

La prima considerazione che vale la pena fare è che l’uso degli strumenti di videochiamata deve essere considerato e proposto in modo esplicito come temporaneo, rappresentando al momento la soluzione più adeguata per continuare il lavoro terapeutico.

Inoltre è importante che il terapeuta esplori tutte le remore che il paziente può avere circa l’uso di questi software. Molti infatti sono diffidenti circa la possibilità di mantenere la medesima atmosfera delle sedute vis à vis. Preoccupazione legittima e comprensibile che va accolta senza forzare nessuno. È importante però che il clinico cerchi di spiegare l’importanza della continuità del lavoro terapeutico, anche attraverso l’uso della videochiamata.

Le peculiarità del setting online

Una volta stabilito e accordato il nuovo setting è importante che vengano presi in considerazione alcuni punti.

Un potenziale rischio è che il clima domestico possa influenzare la seduta stessa. Deve essere invece chiaro che il fatto di essere a casa propria non significa potersi presentarsi in pigiama alla seduta.

Sarebbe opportuno che il terapeuta andasse comunque nel proprio studio, mantenendo gli stessi standard e gli stessi comportamenti di una seduta convenzionale, e che il paziente affrontasse la videoseduta abbigliato come di consueto, avendo premura di mettersi in una stanza adeguata per poter svolgere la seduta in tranquillità e con privacy. Se, ad esempio, vive con altre persone, dovrà chiedere di non essere disturbato durante la seduta.

Stabilito un setting appropriato, è importante, per il mantenimento della continuità della terapia, che il terapeuta cerchi di non cambiare troppo la struttura o le tecniche solitamente impiegate nella terapia. Infatti, la quasi totalità delle tecniche (in questa sede mi riferisco alla psicoterapia cognitivo comportamentale) può essere utilizzata anche tramite videochat.

Una terapia a distanza deve comunque prevedere una maggior direttività del terapeuta nello svolgimento della seduta, poiché sono più alti i rischi di distrazione sia per il terapeuta stesso che per il paziente. Questo vuol dire che il primo deve cercare di organizzare la seduta con strumenti e tecniche definiti e chiari. Sarebbe opportuno che le sedute avessero un loro ordine del giorno, che il paziente prendesse appunti su quanto emerge durante le sedute e che venissero condivisi compiti tra una sessione e l’altra.

Vantaggi e svantaggi della terapia online

Pur desiderando tutti un rapido ritorno alla normalità e dunque anche alle sedute tradizionali, non possiamo non valutare i pro e contro dell’uso della tecnologia per lo svolgimento della psicoterapia.

È possibile affermare che il vantaggio più evidente è l’immediatezza dell’accesso a una risorsa importante come la psicoterapia.

Poter ricevere supporto e psicoterapia anche se impossibilitati allo spostamento (magari, in questa fase, perché in quarantena) o perché residenti in aree geografiche svantaggiate è sicuramente un punto di forza eccezionale di questo nuovo modo di fare psicoterapia.

Inoltre, anche al di là dell’attuale momento, è uno strumento che potrebbe permettere l’accesso alla psicoterapia a soggetti con particolari difficoltà relazionali, come le persone che presentano ritiro sociale.

Lo svantaggio più evidente, a mio avviso, è rappresentato dalla mancanza del contatto diretto tra paziente e terapeuta. Infatti la nostra specie, come ben evidenziato dalla psicologia evoluzionista, ha bisogno di creare relazioni e ha bisogno di socialità diretta, cioè di contatto umano. Tale bisogno è ancora più evidente quando una persona è sofferente e cerca accudimento. Questo è forse l’aspetto che rende più difficile l’utilizzo delle videochiamate in terapia e rende le persone poco inclini o tendenzialmente diffidenti verso questa pratica.

E in futuro?

Nonostante tutto, è evidente che la digitalizzazione della vita quotidiana ha portato cambiamenti nelle abitudini personali ed è altamente probabile che, in futuro, anche la psicoterapia dovrà tenere conto di questi cambiamenti.

Possiamo quindi aspettarci che la pratica della videochiamata possa diventare diffusa e usuale nel futuro, superando l’innata diffidenza accennata prima; forse potrà diventare una pratica che permetterà di offrire aiuto e supporto psicologico a persone che non sarebbero state in grado, perché impossibilitate o perché impaurite, di recarsi presso lo studio di uno psicoterapeuta.

In fondo, noi esseri umani ci siamo adattati, nel corso della nostra evoluzione, a tutti i cambiamenti che noi stessi ci siamo imposti. Non c’è motivo di dubitare che ci adatteremo anche alla psicoterapia via internet.

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