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Nasce CBT-Italia, la nuova Società Italiana di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Aperta a tutti i professionisti, e futuri professionisti, che hanno scelto la psicologia cognitivo comportamentale come modello di riferimento clinico

La psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT – Cognitive Behavioral Therapy) è l’approccio terapeutico ormai più diffuso al mondo, grazie alle innumerevoli evidenze sperimentali a supporto dei suoi modelli e dell’efficacia delle sue tecniche. Oltre il 25% degli psicologi italiani, nonché un buon numero di psichiatri, si è formato o si sta formando a questo approccio, che per Erickson costituisce il paradigma scientifico di riferimento sia per quanto riguarda l’editoria che la formazione.

Il 5 dicembre 2019 è stata costituita CBT-Italia - Società Italiana di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, ad opera dei suoi soci fondatori, clinici e accademici con una storia importante alle spalle e la voglia di scriverne una nuova nei prossimi anni: Roberta Borzì, Giovanni Lo Savio, Nicola Lo Savio, Nicola Marsigli, Gabriele Melli, Paolo Michielin, Paolo Moderato, Antonella Montano, Giovanni Maria Ruggiero, Ezio Sanavio e Sandra Sassaroli.

Perché è nata CBT-Italia

Nel panorama italiano sono già presenti due storiche associazioni di terapia cognitivo-comportamentale, ma queste sono legate a doppio filo con le reciproche scuole di formazione affiliate (meno della metà di quelle esistenti in Italia) e accolgono soltanto gli psicoterapeuti formati da queste. Esse raggruppano inoltre esponenti con visioni e approcci alquanto eterogenei, talvolta lontani da quello che è il panorama internazionale della CBT e da un’idea della clinica strettamente ancorata alla ricerca, che invece ha reso questo approccio il più diffuso al mondo, il più riconosciuto e accettato dal mondo medico/scientifico e il più richiesto dagli utenti.

CBT-Italia è quindi aperta a tutti i professionisti, e futuri professionisti, che hanno scelto la CBT come modello di riferimento clinico (a prescindere dalla scuola frequentata), che condividano i principi ispiratori della società e vogliano sentirsi ben rappresentati, rimanendo costantemente aggiornati e in contatto con tutti gli altri colleghi italiani.

L’intento di CBT-Italia è infatti quello di diventare un polo di interesse e riferimento nazionale per tutti coloro che hanno a che fare, a vario grado e titolo, con la pratica e la teoria della CBT, nelle sue varie ramificazioni interne ma condivise e riconosciute a livello internazionale e ancorate a rigorosi processi di validazione empirica delle teorie e dei metodi utilizzati. Si propone di offrire una casa comune ai terapeuti formati nelle varie scuole italiane non afferenti alle società esistenti (ma anche a tutti coloro che non si riconoscono più in altre associazioni), dando spazio alle varie voci e alle varie generazioni che popolano l’arcipelago cognitivo-comportamentale.

Gli scopi fondamentali di CBT-Italia

  • favorire lo sviluppo di una rete di professionisti che condividano prospettive epistemologiche, principi e modelli teorici, buone prassi cliniche e di ricerca coerenti con l’approccio cognitivo comportamentale e con elevati standard di qualità, grazie alla promozione dell’aggiornamento degli associati e favorendo il contatto e lo scambio tra di loro;

  • organizzare, patrocinare e/o promuovere congressi, seminari, corsi di formazione, workshop, convegni, per la formazione continua e l’aggiornamento professionale degli psicoterapeuti di orientamento cognitivo-comportamentale;

  •  fornire ai propri associati informazioni e materiale, di respiro internazionale, per un costante aggiornamento scientifico, attraverso il sito web, la mailing list e la newsletter societari;

  • facilitare la formazione di gruppi regionali e di interesse così da fornire un servizio specifico agli associati;

  • promuovere la divulgazione e la conoscenza della psicoterapia cognitivo-comportamentale, nelle sue varie declinazioni, e degli studi scientifici a supporto della sua efficacia attraverso forte attività pubblicistica e editoriale;

  • promuovere il dialogo con le istituzioni per favorire la diffusione di interventi basati sull’evidenza;

  • collaborare con altre associazioni nazionali e internazionali che abbiano fini analoghi, nonché con tutti gli organismi istituzionali e non che abbiano come fine la regolamentazione dell’attività psicoterapeutica sulla base di adeguati titoli professionali a difesa dell’utenza e della dignità della disciplina;

  • facilitare e supportare lo svolgimento di ricerche cliniche e sperimentali nei campi sopra individuati, anche in collaborazione con Università, enti di ricerca pubblici e/o privati e altre istituzioni in genere, nazionali e internazionali.

Il Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è composto da: Paolo Moderato (Presidente), Antonella Montano (Vice-Presidente), Gabriele Melli (Segretario/Tesoriere), Nicola Lo Savio (Consigliere), Sandra Sassaroli (Consigliere).

Sul sito Internet della Società www.cbt-italia.it sono disponibili tutte le informazioni a riguardo e le modalità per richiedere l’ammissione alla stessa.

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