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Come cambia la scuola con didattica a distanza  - Erickson.it 1

«È arrivato il momento di ristabilire un’alleanza educativa tra alunni e insegnanti»

Come cambia la scuola con didattica a distanza secondo Daniela Lucangeli

L’attuale situazione di chiusura delle scuole su tutto il territorio italiano, dovuta all’emergenza Coronavirus, con il passaggio repentino e inaspettato a forme di didattica a distanza, sta avendo importanti ripercussioni sul piano educativo sia per gli insegnanti, che per gli alunni e le loro famiglie.

Come cambia il modo di fare scuola in questo contesto? E qual è il ruolo che ha la tecnologia? 

A rispondere a queste domande è Daniela Lucangeli - docente di psicologia dello sviluppo e prorettrice dell’Università di Padova, molto nota anche nel mondo della scuola per il suo impegno di formatrice e divulgatrice di buone pratiche educative, oltreché come autrice di numerosi testi didattici - nel corso di un intervento in streaming durante il Primaria Day organizzato da Rizzoli e Erickson .

«Se avessi risposto qualche settimana fa a una domanda sul ruolo che hanno le tecnologie nella vita dei nostri ragazzi, avrei detto che c’è il rischio che i nostri ragazzi si chiudano nella tecnologia per fuggire all’umano, un umano che non riesce a essere, agli occhi dei ragazzi, significativo tanto quanto un gioco, o un’app. Fino a tre settimane fa la tecnologia era non un mezzo, ma un fine: un fine di compagnia, di autogratificazione.
Cosa sta accadendo, in questa emergenza? I bambini, i ragazzi, gli studenti universitari in questo momento, attraverso la tecnologia, cercano il contatto con un altre persone: la maestra, il professore, i compagni di classe. Questo perché ne sentono la mancanza: sentono la mancanza del viso, della voce, della presenza dell’insegnante e dei compagni, cioè dell’elemento umano.

In questo momento dunque la tecnologia sta facendo quello che deve fare, cioè fa lo strumento, il mezzo per ottenere un fine, e non il fine stesso».

Che ripercussioni ha sul piano educativo il cambiamento didattico in corso?

«Quello che sta accadendo ora è che, invece di essere i ragazzi che vanno a scuola, è la scuola che va ai ragazzi.
Questi giorni, questi momenti che stiamo vivendo ora tracceranno in maniera potentissima le memorie dei ragazzi, perché incidono sulle loro emozioni. Il mio consiglio agli insegnanti è questo: quel po’ di tempo che avete a disposizione adesso per i vostri ragazzi, che sia nella didattica online o nella didattica mediata da tecnologie, ci sta dando una grande occasione per cambiare il sistema di alleanza educativa. Infatti, dal punto di vista dei ragazzi, colui che prima troppo spesso mi giudicava, adesso è diventato il mio alleato. E questo mio alleato, che prima non si fidava di me, adesso invece si deve affidare, e fidare che quello che mi dà da studiare io lo studio, altrimenti mi perdo e non riesco più a seguire il passo successivo.
Cerchiamo di utilizzare al meglio questo momento, perché le emozioni stanno facendo sì che in questo momento venga completamente cambiato il sistema di alleanza e se non sfruttiamo questa connessione che c’è adesso, tra alunni e insegnanti, tra studenti e docenti, noi questo momento lo sprechiamo».

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