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3° Global Strike For Future, studenti in sciopero per fermare la crisi climatica

Il MIUR supporta i giovani che scenderanno in piazza per manifestare. Il nostro punto di vista: puntare sull'educazione per promuovere la cittadinanza attiva tra le nuove generazioni.

Dall’estate 2018, la sedicenne Greta Thunberg ha deciso di scendere in campo ogni venerdì per manifestare davanti al Parlamento svedese e protestare per l’assenza di politiche concrete contro il cambiamento climatico. Ha dato vita così al movimento Fridays for Future che, proprio in quest’ultima settimana, ha proposto una serie di iniziative per sensibilizzare la popolazione mondiale sulle tematiche ambientali.

Oggi, venerdì 27 settembre, è la giornata conclusiva in cui si terrà il 3° Global Strike For Future, uno sciopero globale durante il quale migliaia di studenti in tutto il mondo si uniranno a Greta per chiedere ai loro governi azioni più efficaci per far fronte ai cambiamenti climatici che stanno colpendo il nostro Pianeta.

Il Ministro dell’Istruzione dell'Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti, ha sollecitato le associazioni studentesche e le istituzioni scolastiche a promuovere progetti e momenti condivisi con gli studenti in occasione di questa settimana di mobilitazione globale. Inoltre, in vista dello sciopero, ha emanato una circolare dove invita tutte le scuole a giustificare l’assenza degli studenti che parteciperanno alla manifestazione.

Fioramonti si schiera dalla parte degli studenti affermando che la lotta ai cambiamenti climatici nasce dalle iniziative che mettiamo in pratica quotidianamente, a partire dalla scuola, dalle accademie e dalle università.

Come Ricerca&Sviluppo Erickson riteniamo fondamentale il ruolo della scuola nel promuovere la cittadinanza attiva attraverso l’educazione delle nuove generazioni. È necessario formare cittadini responsabili e in grado di partecipare pienamente alla vita sociale. L’educazione alla cittadinanza può fornire ai giovani strumenti, competenze e conoscenze necessarie per comprendere il mondo che li circonda, per conoscere i loro diritti e doveri, per fare scelte consapevoli affinché possano contribuire al benessere e allo sviluppo della società in cui vivono.

 

 

A tal proposito, la scuola non ha solo il compito di istruire, ma anche quello di formare ed educare l’individuo. Il Rapporto UNESCO della Commissione internazionale sull’educazione per il XXI secolo (1996) afferma che “il fine centrale dell’educazione è la realizzazione dell’individuo come essere sociale”. 

Per questo bisogna aiutare i giovani a sviluppare quelle abilità fondamentali “di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione”, così cita la Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’UE (2006) riferendosi alle otto competenze chiave per l’apprendimento permanente.

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