La proposta di legge
In Italia, gli studenti plusdotati sono stati inclusi nei bisogni educativi speciali nel 2019 (Ministro dell'Istruzione, Nota n. 562 del 3 aprile 2019). Solo di recente, due iniziative legislative italiane, il disegno di legge n. 180 e il disegno di legge n. 1041, sono stati presentati al Senato italiano, discussi ed esaminati dalla VII Commissione del Senato che ha istituito audizioni formali di esperti del settore, tra cui l'autrice di questo articolo, per raccogliere pareri e apportare le opportune modifiche (emendamenti). La VII Commissione ha poi deciso di unire i due disegni di legge n. 180 e n. 1041 per formare un unico testo, presentato e dibattuto al Senato il 7 ottobre 2025, che ha approvato il testo unificato della Proposta di Legge n. 2654: “Disposizioni in favore degli alunni e degli studenti ad alto potenziale cognitivo e delega al Governo per il riconoscimento dei medesimi”. In Italia, affinché una proposta di legge diventi legge, il testo identico deve essere approvato sia dal Senato che dalla Camera dei Deputati. L'iter legislativo è quindi entrato nella sua seconda fase; se la Camera approva il disegno di legge senza appore emendamenti, il Presidente della Repubblica promulga la legge. Essa entra quindi in vigore dopo essere stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, diventando quindi obbligatoria per tutti.
Un PDP per studenti ad alto potenziale
La proposta di legge n. 2654 definisce l’alunno ad alto potenziale cognitivo come "uno studente che, nel corso degli studi, abbia manifestato, in una o più aree, una maggiore e più veloce capacità di apprendimento e un precoce raggiungimento di livelli specifici di competenze rispetto ai coetanei con un medesimo grado di istruzione, compreso l’alunno o lo studente con doppia o multipla eccezionalità". Tale definizione riconosce quindi il diritto allo studio degli studenti ad alto potenziale cognitivo e agli alunni doppiamente eccezionali che necessitano di opportunità di apprendimento commisurate alle potenzialità di cui sono dotati, includendoli di fatto nell’ambito dei bisogni educativi speciali. Per tali discenti è quindi prevista una personalizzazione degli apprendimenti che vede l’adozione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP) per adeguare la didattica alle necessità formative di questi alunni e studenti, affinché possano:
- sviluppare appieno il loro potenziale
- raggiungere il successo scolastico
- prevenire il sottorendimento scolastico (contribuendo così a una parziale riduzione del tasso di abbandono scolastico)
- riconoscere i loro bisogni sociali ed emotivi
Per raggiungere questi obiettivi, la proposta di legge prevede la formazione professionale degli insegnanti e sottolinea come la redazione del piano didattico personalizzato debba avvenire attraverso la cooperazione tra scuole, specialisti e famiglie.
Due azioni chiave: ricerca e formazione
Infine, la proposta di legge promuove la ricerca scientifica nel campo dell’alto potenziale, condotta da scuole italiane che si candidano a partecipare a un piano triennale sperimentale di attività per l’inclusione scolastica degli alunni e degli studenti ad alto potenziale cognitivo. Il progetto prevede, nel primo anno, attività di formazione docenti finalizzate all’acquisizione di specifiche competenze per il riconoscimento degli alunni e degli studenti ad alto potenziale cognitivo (tenendo conto delle eventuali certificazioni già in essere) e per l’acquisizione di metodi, tecniche e strategie didattiche per rispondere ai loro bisogni educativi speciali. Tali competenze consentiranno l’attivazione di interventi educativi idonei alla personalizzazione degli apprendimenti per alunni ad alto potenziale cognitivo che ne agevolino l’inclusione, da svolgere nel secondo e nel terzo anno della sperimentazione.
Possibilità di accelerazione del percorso scolastico
L’approvazione al Senato della Proposta di Legge n. 2654 in tema di alto potenziale cognitivo ha inaspettatamente investito anche la Legge 23 settembre 2025, n. 132: ‘Disposizioni e Deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale’, entrata in vigore in data 10/10/2025. La Legge n. 132 fa un esplicito riferimento agli studenti ad alto potenziale cognitivo nell’ Art. 22, Comma 2 che recita: “Nel piano didattico personalizzato (PDP) adottato dall'istituzione scolastica secondaria di secondo grado nell'ambito della propria autonomia, per le studentesse e gli studenti ad alto potenziale cognitivo possono essere inserite attività volte all'acquisizione di ulteriori competenze attraverso esperienze di apprendimento presso le istituzioni della formazione superiore (…) I crediti formativi acquisiti nell'ambito delle attività di cui al primo periodo sono valutati nell'ambito dei percorsi formativi della formazione superiore intrapresi dopo il conseguimento del titolo di cui al medesimo primo periodo.” Questa forma di accelerazione del percorso scolastico degli studenti ad alto potenziale cognitivo fino ad ora non era contemplato dalla normativa e rappresenta una ulteriore conquista.
Una svolta storica in Italia
Sebbene la proposta di legge n. 2654 sia perfettibile sotto molti aspetti, come qualsiasi proposta di legge, rappresenta una svolta storica del nostro Paese, auspicata da molto tempo da parte di esperti, professionisti, educatori e famiglie e colma, auspicabilmente nel breve termine, un vuoto legislativo.
L'identificazione degli studenti ad alto potenziale cognitivo è un aspetto storicamente critico della Gifted and Talented Education. In molti Paesi i governi prevedono un sistema nazionale di valutazione del potenziale cognitivo di tutti i discenti all’ingresso della scuola primaria o addirittura all’ultimo anno della scuola dell’infanzia per meglio comprendere il percorso educativo che possa soddisfare al meglio i bisogni educativi, sociali ed emotivi di ogni discente. La proposta di legge stabilisce che l'identificazione degli studenti ad alto potenziale debba essere effettuata nell’ambito delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale (SSN) che storicamente fornisce diagnosi e certificazioni di disturbi dell'apprendimento e del neurosviluppo (nelle quali il QI viene raramente riportato). L’auspicio è che il Servizio Sanitario Nazionale riesca a implementare un nuovo servizio per la valutazione del profilo di funzionamento dei bambini e ragazzi ad alto potenziale cognitivo e doppiamente eccezionali e al contempo di far fronte alle già numerose richieste che il sistema fatica a gestire nel rispondere alle crescenti richieste dei cittadini. La preoccupazione è che la mancata o lenta risposta del servizio sanitario potrebbe determinare conseguenze considerevoli in termini di equità e accessibilità delle diagnosi.
Più equità per tutti gli studenti gifted
Attualmente, molte famiglie di bambini e ragazzi ad alto potenziale cognitivo si rivolgono ai pochi psicologi privati specializzati in plusdotazione (e ancor più raramente in doppia eccezionalità) che, oltre a conoscere tali ambiti, utilizzano test psicometrici standardizzati aggiornati, come il WISC-V (Wechsler Intelligence Scale for Children - 5ª Edizione) ma anch’essi presentano lunghe liste d'attesa. Il fatto che alcuni genitori non abbiano le risorse finanziarie per intraprendere un iter valutativo presso dei privati solleva problemi di equità nell'istruzione, poiché solo un numero limitato di discenti potrebbe avere la possibilità di essere formalmente identificato come discente ad alto potenziale cognitivo e doppiamente eccezionale (2e). Il rischio è quello di privare le popolazioni svantaggiate culturalmente ed economicamente dell'opportunità di beneficiare di opportunità educative in linea con il loro potenziale. In America, a nessun bambino potenzialmente gifted vengono negati i servizi per bambini gifted solo perché non ha superato un test di valutazione.
Una comprensione più ampia della plusdotazione
I tempi di emanazione della proposta di legge n. 2654 sono difficili da prevedere ma questa legge contribuirà in modo significativo a creare una comprensione più ampia e profonda della plusdotazione e, auspicabilemente, della doppia eccezionalità. Nel contesto internazionale, tali ambiti della ricerca scientifica erano noti fin dalla metà del secolo scorso e la ricerca scientifica sulla Gifted and Talented Education aveva dato vita a correnti di pensiero, modelli e buone pratiche in grado di attenzionare questi discenti. Tuttavia, questo filone della ricerca scientifica internazionale non sembra avere particolarmente influenzato la ricerca italiana della pedagogia, della pedagogia speciale, della psicologia dello sviluppo e dell’educazione, della didattica e della didattica speciale, almeno fino alla fine degli anni Novanta del secolo scorso. Tale aspetto risulta difficilmente comprensibile poiché proprio in seno alla grande tradizione della ricerca italiana sul tema dell’inclusione scolastica avrebbe dovuto gemmare un filone di ricerca sulla doppia eccezionalità, che avrebbe potuto fungere da «anello mancante» (Milan, 2025, p. 100) tra il mondo delle fragilità e il mondo dell’alto potenziale.
Perché molti studenti 2e non vengono identificati?
L’esistenza degli studenti doppiamente eccezionali è nota da moltissimi anni e Betts e Neihart (1988) hanno chiaramente menzionato gli alunni 2e tra i sei diversi profili di studenti gifted e di talento. Sebbene gli studenti 2e possano essere considerati un sottogruppo degli alunni gifted, essi presentano un insieme unico di bisogni educativi, sociali ed emotivi che li distinguono sia dai bambini gifted che da coloro che ricevono servizi di educazione speciale. Si stima che gli studenti doppiamente eccezionali costituiscano il 2-9% degli studenti con disturbi del neurosviluppo, ma spesso non vengono identificati a causa dell'effetto mascheramento, in cui un'eccezionalità maschera l'altra, in quanto le loro notevoli capacità compensano le aree di fragilità (Yssel et al., 2020).
Armstrong (2017) osserva come l’educazione speciale non sembri avere fornito agli insegnanti di educazione speciale molti strumenti, metodi, protocolli o procedure formali o informali per valorizzare i punti di forza degli studenti neuroatipici ed evidenzia come l’unico ambito dell’educazione che si è occupato di valorizzare i doni e i talenti degli studenti sia stato quello della Gifted and Talented Education (Milan, 2025). L’approccio basato sulla neurodiversità mira a progettare interventi educativi basati sulla recente letteratura scientifica che suggerisce di individuare e nutrire punti di forza, talenti, capacità e interessi. (Mottron, 2011; Diehl et al., 2014)
Un'educazione basata sui punti di forza
Il primo passo per realizzare concretamente una rivoluzione educativa per valorizzare la neurodiversità e permettere a tutti gli studenti di sviluppare il proprio potenziale, al di là delle etichette e di stringenti valutazioni psicometriche del quoziente intellettivo, consiste nel maturare una piena consapevolezza che tutti i bambini beneficiano della partecipazione a programmi per lo sviluppo del talento e del potenziale, basati sulla ricerca, per sviluppare i propri doni e talenti (Milan et al., 2019). Il presupposto fondamentale dell’educazione basata sui punti di forza è che il potenziale esiste in tutti gli studenti e che la scuola deve offrire i tipi di esperienze di apprendimento che possono aiutare gli studenti a realizzare appieno questo potenziale (Lopez & Louis, 2009). Negli Stati Uniti non pochi studiosi ritengono che l’attenzione eccessiva al rimedio del deficit dell’educazione speciale e le strategie compensative e dispensative siano state in gran parte un fallimento, che ha contribuito ad abbassare il livello di sfida dei programmi curricolari degli studenti con disturbi del neurosviluppo (Fredricks et al., 2004; Wirt et al., 2003). Nel corso degli ultimi quarant’anni, l’inestimabile contributo della ricerca scientifica condotta da un numero sempre crescente di esperti, tra i quali il Prof. Joseph Salvatore Renzulli e la Professoressa Sally Reis dell’Università del Connecticut, ha permesso di spostare la visione stringente e elitaria della Gifted Education alla visione allargata della Gifted and Telented Education. Le pratiche restrittive di identificazione degli studenti gifted che nel passato (e in parte anche oggi) hanno riservato l’accesso ai Gifted Programs a un numero limitato di studenti con punteggi elevati nei test cognitivi (il 2% della popolazione), ha escluso un gran numero di studenti, fra i quali gli studenti doppiamente eccezionali che potrebbero non avere i requisiti stringenti dei cut-off richiesti. La visione allargata della Gifted and Telented Education promuove la valorizzazione del talento e del potenziale di tutti e di ciascuno, in un’ottica inclusiva, rispondendo contestualmente ai bisogni educativi, sociali e emotivi degli studenti gifted e 2e. La pedagogia del Modello di Arricchimento Scolastico (Renzulli, Reis, Milan, 2021) risponde proprio a questa visione poiché offre a tutti gli studenti risorse, opportunità e incoraggiamento per sviluppare le proprie doti e i propri talenti. Il Modello SEM ha permesso di offrire agli studenti con bisogni educativi speciali l’opportunità di sviluppare alti livelli di creatività che non avrebbero potuto realizzare nei tradizionali programmi di educazione speciale (Renzulli, 2010).
Il Modello SEM e una prospettiva realmente inclusiva
In tal senso, la ricerca di Renzulli e Reis e i dati di ricerca sull'implementazione del Modello SEM nelle scuole italiane (Milan & Reis, 2020; Milan et al., 2024) hanno evidenziato come la pedagogia dello sviluppo del talento, così come i relativi strumenti e approcci pedagogici, non vadano a beneficio esclusivo degli studenti gifted, gifted underachiever e twice exceptional, bensì dell'intera classe, in una prospettiva realmente inclusiva che potrebbe attuare un rinnovamento scolastico generalizzato a beneficio di tutti gli studenti, senza eccezioni (Milan, 2025). Implementando il SEM, gli insegnanti possono creare un ambiente di insegnamento e apprendimento sicuro e stimolante in cui il processo creativo possa emergere e svilupparsi (Milan & Reis, 2020). Per quanto riguarda le problematiche di identificazione, il SEM si basa su un sistema di identificazione multicriterio che fornisce una varietà di misure, tra cui: le Renzulli Rating Scales (Renzulli et al., 2002), test di profitto, candidature da parte di insegnanti e genitori, autocandidature, nonché percorsi alternativi che consentono agli insegnanti di identificare il 15-20% degli studenti con capacità superiori alla media o elevate. Questo sistema di identificazione risulta molto utile in un Paese come il nostro in cui non esiste un sistema di identificazione nazionale.
Il SEM offre a tutti gli studenti opportunità differenziate, arricchite e accelerate per scoprire i propri doni e talenti, in cui gli insegnanti che hanno conseguito una formazione nel SEM possono agire come talent scout per individuare quelli che Pfeiffer (2013) definisce diamanti grezzi che hanno il potenziale per eccellere. Allo stesso tempo, il SEM offre opportunità di apprendimento stimolanti e coinvolgenti per coinvolgere gli studenti ad alto potenziale cognitivo in attività sfidanti. Infatti, alcuni componenti del modello SEM sono specificamente progettati per soddisfare le esigenze degli studenti ad alto potenziale cognitivo e alto-performanti: ad esempio, la compattazione del curriculum, che è uno dei metodi di differenziazione più studiati e praticati (Reis et al., 2016), evita la ripetizione di contenuti che gli studenti gifted spesso padroneggiano in anticipo rispetto ai loro coetanei e che, pertanto, possono essere sostituiti da opzioni arricchite/accelerate che consentono un utilizzo più stimolante e produttivo del tempo dello studente (Renzulli et al., 2021). In questo modo, il Modello SEM è compatibile con le pratiche e i modelli di accelerazione (Colangelo et al., 2004).
Un'applicazione concreta del Modello SEM in Italia
Uno studio di ricerca più recente sull'implementazione triennale del Modello SEM in una scuola italiana (Milan et al., 2024) descrive l'impatto positivo sugli studenti e sugli insegnanti che hanno beneficiato degli approcci educativi del SEM allo sviluppo dei talenti.
Nell'implementazione triennale del SEM presso l’Istituto Salesiano Don Bosco di Varese, tutti gli studenti della scuola sono stati coinvolti in attività SEM; in tal senso, la pedagogia del Modello SEM supera le richieste della proposta di legge n. 2654 di riconoscere e personalizzare gli apprendimenti degli studenti APC e di promuovere la loro inclusione all’interno delle classi italiane perché le competenze, le strategie e i componenti del Modello SEM sono progettati per offrire ad ogni discente l’opportunità di sviluppare appieno il proprio potenziale a scuola, inclusi gli studenti APC. Nella sperimentazione triennale attuata presso questo Istituto di scuola secondaria di primo grado, è stato utilizzato un componente inclusivo del Modello SEM, i Cluster di Arricchimento (Renzulli, 2014), che sono stati progettati dall'autrice sulla base degli interessi degli studenti. Le attività SEM hanno esposto gli studenti a una vasta gamma di interessi e aree disciplinari che non sono tipicamente trattati nel curriculum regolare. Tali attività costituiscono anche un prezioso servizio di orientamento, poiché gli studenti hanno potuto scoprire i propri punti di forza e talenti che possono aiutarli a fare scelte di percorsi scolastici e professionali più consapevoli, progettando il loro futuro. Oltre alla partecipazione a queste attività di gruppo, agli studenti ad alto potenziale cognitivo sono state offerte ulteriori attività arricchite/accelerate e differenziate che hanno permesso loro di essere opportunamente stimolati, prevenendo così il sottorendimento e l'abbandono scolastico. Nello studio di ricerca trieannale, a tutta la popolazione scolastica di 194 alunni è stato somministrato uno strumento di valutazione per misurare i livelli di creatività di ogni studente con un pre-test e un post-test che ha dimostrato come la creatività complessiva degli studenti italiani nella scuola SEM Italy sia aumentata dal 65° percentile all'86° percentile, con un aumento di 0,8 deviazioni standard.
La speranza è che i dati di ricerca raccolti negli studi sull'implementazione del Modello SEM nelle scuole italiane possano incoraggiare i docenti in Italia e in altri paesi europei ad adottare la pedagogia dello sviluppo del talento, che aiuta a identificare e sviluppare i doni e i talenti degli studenti, elaborando e implementando strategie di arricchimento e sviluppo dei talenti che contribuiranno alla crescita, all'equità e all'eccellenza, senza lasciare indietro nessuno studente o paese (Milan et al., 2024).
Bibliografia:
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Diehl, J. D., Frost, S. J., Sherman, G., Mencl, W. E., Kurian, A., Molfese, P., Landi, N., Preston, J., Soldan, A., Fulbright, R. K., Rueckl, J. G., Seidenberg, M. K., Fumiko, H., & Kenneth, R. P. (2014). Neural correlates of language and non-language visuospatial processing in adolescents with reading disability. Neuroimage, 101, 653-666.
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Milan L. (2022) Lo sviluppo del talento e dell'alto potenziale. Modelli e buone pratiche per un approccio inclusivo alla promozione della plusdotazione. Edizioni Centro Studi Erickson, Trento.
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