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Lettera a una professoressa 2

Don Milani vive ancora

Vito Piazza propone la sua continuazione del celebre Lettera a una professoressa, un racconto delle amicizie speciali in una classe liceale, e anche una feroce denuncia contro una scuola che boccia «i cretini e gli svogliati», una scuola insensibile...

Vito Piazza propone la sua continuazione del celebre Lettera a una professoressa, un racconto delle amicizie speciali in una classe liceale, e anche una feroce denuncia contro una scuola che boccia «i cretini e gli svogliati», una scuola insensibile alle differenze individuali. Questa nuova Lettera è un omaggio al priore di Barbiana e ai suoi ragazzi, ma è anche un invito a lottare per rivendicare il diritto sul futuro per tutti; è un'esortazione a ribellarsi contro una Riforma scolastica che rischia di schiacciare i valori solidaristici della Costituzione. Così come Don Milani, che scriveva per dare voce ai poveri, a coloro che provenivano da famiglie svantaggiate e per questo non avevano possibilità né speranza di entrare nella scuola «borghese», Vito Piazza riscrive la Lettera dalla parte di chi non riesce a far valere i propri diritti, dalla parte cioè degli allievi disabili. "Ognuno ha il "suo" Don Milani. Io ho riscritto la "sua" Lettera con l'umiltà dell'allievo perché la memoria non sia solo la somma dei ricordi, ma l'applicazione quotidiana dei principi di una scuola democratica; perché la scuola non sia affermazione brutale di una maggioranza, ma rispetto delle minoranze. È un libro ironico, a volte polemico, a volte poetico. Contro la Riforma? No, dalla parte degli allievi, dalla parte della scuola. Perché se l'azienda ha un prezzo, la scuola ha un valore."

Vito Piazza propone la sua continuazione del celebre Lettera a una professoressa, un racconto delle amicizie speciali in una classe liceale, e anche una feroce denuncia contro una scuola che boccia «i cretini e gli svogliati», una scuola insensibile...

Vito Piazza propone la sua continuazione del celebre Lettera a una professoressa, un racconto delle amicizie speciali in una classe liceale, e anche una feroce denuncia contro una scuola che boccia «i cretini e gli svogliati», una scuola insensibile alle differenze individuali. Questa nuova Lettera è un omaggio al priore di Barbiana e ai suoi ragazzi, ma è anche un invito a lottare per rivendicare il diritto sul futuro per tutti; è un'esortazione a ribellarsi contro una Riforma scolastica che rischia di schiacciare i valori solidaristici della Costituzione. Così come Don Milani, che scriveva per dare voce ai poveri, a coloro che provenivano da famiglie svantaggiate e per questo non avevano possibilità né speranza di entrare nella scuola «borghese», Vito Piazza riscrive la Lettera dalla parte di chi non riesce a far valere i propri diritti, dalla parte cioè degli allievi disabili. "Ognuno ha il "suo" Don Milani. Io ho riscritto la "sua" Lettera con l'umiltà dell'allievo perché la memoria non sia solo la somma dei ricordi, ma l'applicazione quotidiana dei principi di una scuola democratica; perché la scuola non sia affermazione brutale di una maggioranza, ma rispetto delle minoranze. È un libro ironico, a volte polemico, a volte poetico. Contro la Riforma? No, dalla parte degli allievi, dalla parte della scuola. Perché se l'azienda ha un prezzo, la scuola ha un valore."

Vito Piazza propone la sua continuazione del celebre Lettera a una professoressa, un racconto delle amicizie speciali in una classe liceale, e anche una feroce denuncia contro una scuola che boccia «i cretini e gli svogliati», una scuola insensibile...

Vito Piazza propone la sua continuazione del celebre Lettera a una professoressa, un racconto delle amicizie speciali in una classe liceale, e anche una feroce denuncia contro una scuola che boccia «i cretini e gli svogliati», una scuola insensibile alle differenze individuali. Questa nuova Lettera è un omaggio al priore di Barbiana e ai suoi ragazzi, ma è anche un invito a lottare per rivendicare il diritto sul futuro per tutti; è un'esortazione a ribellarsi contro una Riforma scolastica che rischia di schiacciare i valori solidaristici della Costituzione. Così come Don Milani, che scriveva per dare voce ai poveri, a coloro che provenivano da famiglie svantaggiate e per questo non avevano possibilità né speranza di entrare nella scuola «borghese», Vito Piazza riscrive la Lettera dalla parte di chi non riesce a far valere i propri diritti, dalla parte cioè degli allievi disabili. "Ognuno ha il "suo" Don Milani. Io ho riscritto la "sua" Lettera con l'umiltà dell'allievo perché la memoria non sia solo la somma dei ricordi, ma l'applicazione quotidiana dei principi di una scuola democratica; perché la scuola non sia affermazione brutale di una maggioranza, ma rispetto delle minoranze. È un libro ironico, a volte polemico, a volte poetico. Contro la Riforma? No, dalla parte degli allievi, dalla parte della scuola. Perché se l'azienda ha un prezzo, la scuola ha un valore."

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Vito Piazza propone la sua continuazione del celebre Lettera a una professoressa, un racconto delle amicizie speciali in una classe liceale, e anche una feroce denuncia contro una scuola che boccia «i cretini e gli svogliati», una scuola insensibile...

Vito Piazza propone la sua continuazione del celebre Lettera a una professoressa, un racconto delle amicizie speciali in una classe liceale, e anche una feroce denuncia contro una scuola che boccia «i cretini e gli svogliati», una scuola insensibile alle differenze individuali. Questa nuova Lettera è un omaggio al priore di Barbiana e ai suoi ragazzi, ma è anche un invito a lottare per rivendicare il diritto sul futuro per tutti; è un'esortazione a ribellarsi contro una Riforma scolastica che rischia di schiacciare i valori solidaristici della Costituzione. Così come Don Milani, che scriveva per dare voce ai poveri, a coloro che provenivano da famiglie svantaggiate e per questo non avevano possibilità né speranza di entrare nella scuola «borghese», Vito Piazza riscrive la Lettera dalla parte di chi non riesce a far valere i propri diritti, dalla parte cioè degli allievi disabili. "Ognuno ha il "suo" Don Milani. Io ho riscritto la "sua" Lettera con l'umiltà dell'allievo perché la memoria non sia solo la somma dei ricordi, ma l'applicazione quotidiana dei principi di una scuola democratica; perché la scuola non sia affermazione brutale di una maggioranza, ma rispetto delle minoranze. È un libro ironico, a volte polemico, a volte poetico. Contro la Riforma? No, dalla parte degli allievi, dalla parte della scuola. Perché se l'azienda ha un prezzo, la scuola ha un valore."

Vito Piazza propone la sua continuazione del celebre Lettera a una professoressa, un racconto delle amicizie speciali in una classe liceale, e anche una feroce denuncia contro una scuola che boccia «i cretini e gli svogliati», una scuola insensibile...

Vito Piazza propone la sua continuazione del celebre Lettera a una professoressa, un racconto delle amicizie speciali in una classe liceale, e anche una feroce denuncia contro una scuola che boccia «i cretini e gli svogliati», una scuola insensibile alle differenze individuali. Questa nuova Lettera è un omaggio al priore di Barbiana e ai suoi ragazzi, ma è anche un invito a lottare per rivendicare il diritto sul futuro per tutti; è un'esortazione a ribellarsi contro una Riforma scolastica che rischia di schiacciare i valori solidaristici della Costituzione. Così come Don Milani, che scriveva per dare voce ai poveri, a coloro che provenivano da famiglie svantaggiate e per questo non avevano possibilità né speranza di entrare nella scuola «borghese», Vito Piazza riscrive la Lettera dalla parte di chi non riesce a far valere i propri diritti, dalla parte cioè degli allievi disabili. "Ognuno ha il "suo" Don Milani. Io ho riscritto la "sua" Lettera con l'umiltà dell'allievo perché la memoria non sia solo la somma dei ricordi, ma l'applicazione quotidiana dei principi di una scuola democratica; perché la scuola non sia affermazione brutale di una maggioranza, ma rispetto delle minoranze. È un libro ironico, a volte polemico, a volte poetico. Contro la Riforma? No, dalla parte degli allievi, dalla parte della scuola. Perché se l'azienda ha un prezzo, la scuola ha un valore."

Vito Piazza propone la sua continuazione del celebre Lettera a una professoressa, un racconto delle amicizie speciali in una classe liceale, e anche una feroce denuncia contro una scuola che boccia «i cretini e gli svogliati», una scuola insensibile...

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La continuazione della "Lettera a una professoressa" di Don Milani

Libro
ISBN: 9788879468107
Data di pubblicazione: 11/2005
Numero Pagine: 110
Formato: 14x22cm

 

Dirigente scolastico Scuola dell'infanzia
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Docente / Ricercatore universitario Discipline pedagogiche
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La continuazione della "Lettera a una professoressa" di Don Milani

Libro
ISBN: 9788879468107
Data di pubblicazione: 11/2005
Numero Pagine: 110
Formato: 14x22cm
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