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L’ascolto nella relazione d’aiuto

Allenare e costruire competenze per un efficace lavoro con le persone

11 marzo 2023 ONLINE

Le operatrici e gli operatori sociali e sociosanitari nel loro lavoro quotidiano sono chiamati ad ascoltare, ma si tratta di un’operazione automatica e spontanea oppure è un’attività che va curata e allenata? Siamo davvero sicuri di saper ascoltare con consapevolezza e competenza? Infatti,...

Le operatrici e gli operatori sociali e sociosanitari nel loro lavoro quotidiano sono chiamati ad ascoltare, ma si tratta di un’operazione automatica e spontanea oppure è un’attività che va curata e allenata? Siamo davvero sicuri di saper ascoltare con consapevolezza e competenza? Infatti, ascoltare non è solamente la capacità di sentire le parole, ma è l’arte di capirne il significato e di trasmettere alle persone con cui ci interfacciamo comprensione e supporto autentico. Ciò è alla base di una relazione d’aiuto efficace e di un percorso realmente condiviso.

Durante la giornata formativa, dopo una prima parte di inquadramento e riflessione sul significato dell’ascolto e le sue modalità di implementazione insieme a grandi voci dal panorama nazionale, si avrà modo di sperimentare e sperimentarsi in attività operative e laboratoriali strettamente connesse alla pratica del lavoro quotidiano.


Le operatrici e gli operatori sociali e sociosanitari nel loro lavoro quotidiano sono chiamati ad ascoltare, ma si tratta di un’operazione automatica e spontanea oppure è un’attività che va curata e allenata? Siamo davvero sicuri di saper ascoltare con consapevolezza e competenza? Infatti,...

Le operatrici e gli operatori sociali e sociosanitari nel loro lavoro quotidiano sono chiamati ad ascoltare, ma si tratta di un’operazione automatica e spontanea oppure è un’attività che va curata e allenata? Siamo davvero sicuri di saper ascoltare con consapevolezza e competenza? Infatti, ascoltare non è solamente la capacità di sentire le parole, ma è l’arte di capirne il significato e di trasmettere alle persone con cui ci interfacciamo comprensione e supporto autentico. Ciò è alla base di una relazione d’aiuto efficace e di un percorso realmente condiviso.

Durante la giornata formativa, dopo una prima parte di inquadramento e riflessione sul significato dell’ascolto e le sue modalità di implementazione insieme a grandi voci dal panorama nazionale, si avrà modo di sperimentare e sperimentarsi in attività operative e laboratoriali strettamente connesse alla pratica del lavoro quotidiano.


Le operatrici e gli operatori sociali e sociosanitari nel loro lavoro quotidiano sono chiamati ad ascoltare, ma si tratta di un’operazione automatica e spontanea oppure è un’attività che va curata e allenata? Siamo davvero sicuri di saper ascoltare con consapevolezza e competenza? Infatti,...

Le operatrici e gli operatori sociali e sociosanitari nel loro lavoro quotidiano sono chiamati ad ascoltare, ma si tratta di un’operazione automatica e spontanea oppure è un’attività che va curata e allenata? Siamo davvero sicuri di saper ascoltare con consapevolezza e competenza? Infatti, ascoltare non è solamente la capacità di sentire le parole, ma è l’arte di capirne il significato e di trasmettere alle persone con cui ci interfacciamo comprensione e supporto autentico. Ciò è alla base di una relazione d’aiuto efficace e di un percorso realmente condiviso.

Durante la giornata formativa, dopo una prima parte di inquadramento e riflessione sul significato dell’ascolto e le sue modalità di implementazione insieme a grandi voci dal panorama nazionale, si avrà modo di sperimentare e sperimentarsi in attività operative e laboratoriali strettamente connesse alla pratica del lavoro quotidiano.


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contenuti

Di seguito il programma della giornata.

9.30 – 11.30 Sessione plenaria
Introduce e coordina Luca Bonini (Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista SIPeP-SF)

  • L'ascolto empatico, uno dei punti cardinali della bussola del professionista efficace
    Alberto Zucconi (Coordinamento Nazionale delle Scuole...

Di seguito il programma della giornata.

9.30 – 11.30 Sessione plenaria
Introduce e coordina Luca Bonini (Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista SIPeP-SF)

  • L'ascolto empatico, uno dei punti cardinali della bussola del professionista efficace
    Alberto Zucconi (Coordinamento Nazionale delle Scuole Private di Psicoterapia)
  • Ascoltare la voce dei senza voce: come stabilire un vero dialogo con le categorie sociali più fragili
    Marianella Sclavi (Politecnico di Milano)
  • Ascoltare per creare?
    Alessandro Garofalo (Fondazione CUOA, Vicenza; LUISS Business School)
  • L’ascolto distratto: prestare attenzione all’altro in un mondo iperconnesso
    Lisa Iotti (Giornalista e autrice di docufiction per Rai Tre e Sky)
  • Conclusioni
    Enrica Tomasi (Sociologa, esperta in comunicazione, coach professionista)


 12.00 – 13.30 Prima sessione

Ogni partecipante avrà la possibilità di scegliere una delle due attività:

  • Ascoltare la voce dei senza voce: come stabilire un vero dialogo con le categorie sociali più fragili
    Marianella Sclavi (Politecnico di Milano)

    A partire dagli esiti di una reale esperienza in cui la Pubblica Amministrazione di una città di circa 300.000 abitanti si è posta e ha affrontato seriamente il problema di come ascoltare i bisogni, stabilire un vero dialogo e favorire una collaborazione efficace con coloro che vivono in situazioni precarie, ossia le categorie sociali più fragili, ai partecipanti verrà chiesto di indicare almeno tre approcci, metodi, o procedure che avrebbero impedito di raggiungere questi esiti e tre che invece li hanno resi a loro parere possibili, evidenziando le proposte di più facile o viceversa difficile attuazione all’interno del proprio contesto.
    A seguito dell’attivazione la docente esporrà i modi, i tempi e i metodi effettivamente adottati e che hanno favorito un reale ascolto reciproco e una reale partecipazione di tutti gli interlocutori coinvolti (cittadine e cittadini in gravi condizioni di precarietà, operatrici e operatori sociali, associazioni e ong, esponenti degli enti pubblici).

  • Diventare ascoltatori capaci: le posizioni di ascolto
    Enrica Tomasi (Sociologa, esperta in comunicazione, coach professionista)

    L’ascolto è un’operazione automatica, spontanea, innata. Forse è per questo che gli dedichiamo poca attenzione, un po’ come quando si cammina o si respira. Accade senza che ce ne rendiamo conto. Nessuno ci insegna ad ascoltare e spesso non siamo buoni ascoltatori. È una competenza che non ci preoccupiamo di allenare pur se ci rendiamo conto di quanto sia essenziale: quando sentiamo di avere l’attenzione di qualcuno ci sentiamo importanti, confermati, rispettati. L’ascolto è umanamente nutriente.
    Le posizioni di ascolto sono una scelta, una scelta di relazione. Così come scegliamo una comunicazione in base al contesto, alle persone, agli obiettivi che vorremmo ottenere, se riconosciamo quale tipo di ascolto sia più utile rispetto alla situazione, possiamo scegliere anche come ascoltare. Come fare a far diventare questa una scelta consapevole? La risposta, da una parte, sta nella capacità di comprendere quanti e quali sono i modi di ascoltare, le posizioni appunto. Dall’altra nel fare proprio l’atteggiamento utile ad allenarsi a diventarne competenti. Nel laboratorio verranno proposte le sei posizioni di ascolto e le loro caratteristiche principali. I partecipanti saranno invitati a riconoscere le diverse posizioni, a comprendere i fattori che le compongono e a riconoscere automatismi e potenzialità inespresse della loro capacità di ascoltare.


14.30 – 16.00 Seconda sessione
Ogni partecipante avrà la possibilità di scegliere una delle due attività:

  • Il leader che ascolta: elementi essenziali per un coordinamento efficace
    Enrica Tomasi (Sociologa, esperta in comunicazione, coach professionista)

    Nelle organizzazioni, c’è una connessione tra stile di leadership e qualità della comunicazione interna. Non basta invitare qualcuno a parlare apertamente perché questo accada: la franchezza e la collaborazione vanno costruite nel tempo. Se non si riescono a cogliere i segnali, a condividere le opinioni - anche quelle scomode - se non si riportano i problemi e non si cercano soluzioni, il costo in termini di tempo, energie, risorse economiche è molto alto. Un leader può avere molti punti ciechi. Riuscire a portare il proprio contributo a un gruppo di lavoro o alla direzione non dipende solo dal coraggio e dalla capacità comunicativa del singolo, è anche una questione di relazione. Il ruolo può inibire. Qual è lo spazio di azione di un leader per costruire uno scambio aperto tra - e con - i propri collaboratori? Una competenza importante è la capacità di ascolto, una capacità rispetto alla quale molte persone si ritengono capaci. Il laboratorio propone una riflessione su questa responsabilità di leadership. Grazie a numerose attivazioni, i partecipanti potranno valutare la loro abilità di ascolto e ragionare sulle molte possibilità di metterla in atto nelle quotidianità di lavoro.

  • Ascoltare a distanza: il colloquio online nelle relazioni d'aiuto
    Elena Stanchina (Psicologa, Centro Studi Erickson, Trento)

    È superfluo ricordare come la pandemia abbia sdoganato l’uso della tecnologia per consentire alle persone di incontrarsi e relazionarsi a distanza. Un uso che, comunque, iniziava a farsi sempre più frequente anche prima della pandemia, con una tendenza che ha portato anche i servizi e i professionisti a sperimentare modalità online nella relazione di aiuto. L’accelerazione degli ultimi anni ha aperto molti interrogativi sull’ascolto online. È efficace? Va visto solo come residuale? Servono competenze professionali specifiche? Come gestisco il setting? In questo workshop ci concentreremo sulle possibili forme di ascolto online, sulla loro efficacia, sulle attenzioni da avere in un colloquio online e sulle implicazioni etiche. Lavoreremo assieme intrecciando le esperienze di ogni partecipante con i dati emergenti dalla ricerca e dalla pratica professionale in diversi ambiti di intervento.

16.30 – 18.00 Terza sessione
Ogni partecipante avrà la possibilità di scegliere una delle due attività:

  • L'ascolto del dolore: co-costruire un percorso di empowerment e fiducia
    Luca Bonini (Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista SIPeP-SF)

    Ascoltare il dolore è faticoso e difficile, a volte impossibile, soprattutto quando il dolore dell’altro è vicino al nostro, quando le nostre ferite sono simili a quelle del paziente. Dolori simili generano aree cieche nella nostra mente. L’ascolto presuppone una nostra disponibilità di mente-cuore-corpo-cervello, tutti contemporaneamente coinvolti. È un processo di attenzione e apertura, di testimonianza incarnata, con l’emisfero destro (che veicola la sintonizzazione empatica) e con l’emisfero sinistro (legato alla resa verbale, settoriale) in un continuo lavoro tra sensazioni corporee ed elaborazione, dovute alle aree sensibili limbiche, e poi superiori frontali, per tornare al corpo. Lo scopo del workshop è fornire strumenti di comprensione e cura delle aree traumatiche del paziente anche alla luce delle recenti scoperte neuroscientifiche.

  • Adesso parlo io! L’ascolto dei bambini e dei ragazzi nei percorsi di aiuto
    Valentina Calcaterra (Assistente sociale e Ricercatrice all’Università Cattolica di Milano)

    L’ascolto dei bambini e dei ragazzi per la definizione dei percorsi di aiuto è un dovere etico degli adulti responsabili del loro benessere nonché un diritto delle persone di minore età. Ma per un bambino esprimere il proprio punto di vista nei processi decisionali formali non è certo semplice. Diversi sono gli ostacoli da affrontare, difficoltà comunicative con gli adulti responsabili, fatiche nella comprensione dei procedimenti in corso, mancanza di tutte le informazioni necessarie per avere un’idea dei possibili corsi di azione. Tuttavia, le ricerche in tale ambito, nonché le esperienze pratiche, sottolineano che i bambini e i ragazzi, anche se in difficoltà, hanno cose importanti da dire, vogliono partecipare e spesso contribuiscono a definire percorsi di aiuto migliori. Il workshop avrà la finalità di aiutare i partecipanti a ragionare sull’importanza della partecipazione dei bambini e dei ragazzi ai processi decisionali formali che li riguardano mettendo a fuoco le responsabilità degli operatori nel creare le condizioni per realizzare un ascolto autentico dei loro desideri e delle loro preoccupazioni. 



Di seguito il programma della giornata.

9.30 – 11.30 Sessione plenaria
Introduce e coordina Luca Bonini (Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista SIPeP-SF)

  • L'ascolto empatico, uno dei punti cardinali della bussola del professionista efficace
    Alberto Zucconi (Coordinamento Nazionale delle Scuole...

Di seguito il programma della giornata.

9.30 – 11.30 Sessione plenaria
Introduce e coordina Luca Bonini (Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista SIPeP-SF)

  • L'ascolto empatico, uno dei punti cardinali della bussola del professionista efficace
    Alberto Zucconi (Coordinamento Nazionale delle Scuole Private di Psicoterapia)
  • Ascoltare la voce dei senza voce: come stabilire un vero dialogo con le categorie sociali più fragili
    Marianella Sclavi (Politecnico di Milano)
  • Ascoltare per creare?
    Alessandro Garofalo (Fondazione CUOA, Vicenza; LUISS Business School)
  • L’ascolto distratto: prestare attenzione all’altro in un mondo iperconnesso
    Lisa Iotti (Giornalista e autrice di docufiction per Rai Tre e Sky)
  • Conclusioni
    Enrica Tomasi (Sociologa, esperta in comunicazione, coach professionista)


 12.00 – 13.30 Prima sessione

Ogni partecipante avrà la possibilità di scegliere una delle due attività:

  • Ascoltare la voce dei senza voce: come stabilire un vero dialogo con le categorie sociali più fragili
    Marianella Sclavi (Politecnico di Milano)

    A partire dagli esiti di una reale esperienza in cui la Pubblica Amministrazione di una città di circa 300.000 abitanti si è posta e ha affrontato seriamente il problema di come ascoltare i bisogni, stabilire un vero dialogo e favorire una collaborazione efficace con coloro che vivono in situazioni precarie, ossia le categorie sociali più fragili, ai partecipanti verrà chiesto di indicare almeno tre approcci, metodi, o procedure che avrebbero impedito di raggiungere questi esiti e tre che invece li hanno resi a loro parere possibili, evidenziando le proposte di più facile o viceversa difficile attuazione all’interno del proprio contesto.
    A seguito dell’attivazione la docente esporrà i modi, i tempi e i metodi effettivamente adottati e che hanno favorito un reale ascolto reciproco e una reale partecipazione di tutti gli interlocutori coinvolti (cittadine e cittadini in gravi condizioni di precarietà, operatrici e operatori sociali, associazioni e ong, esponenti degli enti pubblici).

  • Diventare ascoltatori capaci: le posizioni di ascolto
    Enrica Tomasi (Sociologa, esperta in comunicazione, coach professionista)

    L’ascolto è un’operazione automatica, spontanea, innata. Forse è per questo che gli dedichiamo poca attenzione, un po’ come quando si cammina o si respira. Accade senza che ce ne rendiamo conto. Nessuno ci insegna ad ascoltare e spesso non siamo buoni ascoltatori. È una competenza che non ci preoccupiamo di allenare pur se ci rendiamo conto di quanto sia essenziale: quando sentiamo di avere l’attenzione di qualcuno ci sentiamo importanti, confermati, rispettati. L’ascolto è umanamente nutriente.
    Le posizioni di ascolto sono una scelta, una scelta di relazione. Così come scegliamo una comunicazione in base al contesto, alle persone, agli obiettivi che vorremmo ottenere, se riconosciamo quale tipo di ascolto sia più utile rispetto alla situazione, possiamo scegliere anche come ascoltare. Come fare a far diventare questa una scelta consapevole? La risposta, da una parte, sta nella capacità di comprendere quanti e quali sono i modi di ascoltare, le posizioni appunto. Dall’altra nel fare proprio l’atteggiamento utile ad allenarsi a diventarne competenti. Nel laboratorio verranno proposte le sei posizioni di ascolto e le loro caratteristiche principali. I partecipanti saranno invitati a riconoscere le diverse posizioni, a comprendere i fattori che le compongono e a riconoscere automatismi e potenzialità inespresse della loro capacità di ascoltare.


14.30 – 16.00 Seconda sessione
Ogni partecipante avrà la possibilità di scegliere una delle due attività:

  • Il leader che ascolta: elementi essenziali per un coordinamento efficace
    Enrica Tomasi (Sociologa, esperta in comunicazione, coach professionista)

    Nelle organizzazioni, c’è una connessione tra stile di leadership e qualità della comunicazione interna. Non basta invitare qualcuno a parlare apertamente perché questo accada: la franchezza e la collaborazione vanno costruite nel tempo. Se non si riescono a cogliere i segnali, a condividere le opinioni - anche quelle scomode - se non si riportano i problemi e non si cercano soluzioni, il costo in termini di tempo, energie, risorse economiche è molto alto. Un leader può avere molti punti ciechi. Riuscire a portare il proprio contributo a un gruppo di lavoro o alla direzione non dipende solo dal coraggio e dalla capacità comunicativa del singolo, è anche una questione di relazione. Il ruolo può inibire. Qual è lo spazio di azione di un leader per costruire uno scambio aperto tra - e con - i propri collaboratori? Una competenza importante è la capacità di ascolto, una capacità rispetto alla quale molte persone si ritengono capaci. Il laboratorio propone una riflessione su questa responsabilità di leadership. Grazie a numerose attivazioni, i partecipanti potranno valutare la loro abilità di ascolto e ragionare sulle molte possibilità di metterla in atto nelle quotidianità di lavoro.

  • Ascoltare a distanza: il colloquio online nelle relazioni d'aiuto
    Elena Stanchina (Psicologa, Centro Studi Erickson, Trento)

    È superfluo ricordare come la pandemia abbia sdoganato l’uso della tecnologia per consentire alle persone di incontrarsi e relazionarsi a distanza. Un uso che, comunque, iniziava a farsi sempre più frequente anche prima della pandemia, con una tendenza che ha portato anche i servizi e i professionisti a sperimentare modalità online nella relazione di aiuto. L’accelerazione degli ultimi anni ha aperto molti interrogativi sull’ascolto online. È efficace? Va visto solo come residuale? Servono competenze professionali specifiche? Come gestisco il setting? In questo workshop ci concentreremo sulle possibili forme di ascolto online, sulla loro efficacia, sulle attenzioni da avere in un colloquio online e sulle implicazioni etiche. Lavoreremo assieme intrecciando le esperienze di ogni partecipante con i dati emergenti dalla ricerca e dalla pratica professionale in diversi ambiti di intervento.

16.30 – 18.00 Terza sessione
Ogni partecipante avrà la possibilità di scegliere una delle due attività:

  • L'ascolto del dolore: co-costruire un percorso di empowerment e fiducia
    Luca Bonini (Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista SIPeP-SF)

    Ascoltare il dolore è faticoso e difficile, a volte impossibile, soprattutto quando il dolore dell’altro è vicino al nostro, quando le nostre ferite sono simili a quelle del paziente. Dolori simili generano aree cieche nella nostra mente. L’ascolto presuppone una nostra disponibilità di mente-cuore-corpo-cervello, tutti contemporaneamente coinvolti. È un processo di attenzione e apertura, di testimonianza incarnata, con l’emisfero destro (che veicola la sintonizzazione empatica) e con l’emisfero sinistro (legato alla resa verbale, settoriale) in un continuo lavoro tra sensazioni corporee ed elaborazione, dovute alle aree sensibili limbiche, e poi superiori frontali, per tornare al corpo. Lo scopo del workshop è fornire strumenti di comprensione e cura delle aree traumatiche del paziente anche alla luce delle recenti scoperte neuroscientifiche.

  • Adesso parlo io! L’ascolto dei bambini e dei ragazzi nei percorsi di aiuto
    Valentina Calcaterra (Assistente sociale e Ricercatrice all’Università Cattolica di Milano)

    L’ascolto dei bambini e dei ragazzi per la definizione dei percorsi di aiuto è un dovere etico degli adulti responsabili del loro benessere nonché un diritto delle persone di minore età. Ma per un bambino esprimere il proprio punto di vista nei processi decisionali formali non è certo semplice. Diversi sono gli ostacoli da affrontare, difficoltà comunicative con gli adulti responsabili, fatiche nella comprensione dei procedimenti in corso, mancanza di tutte le informazioni necessarie per avere un’idea dei possibili corsi di azione. Tuttavia, le ricerche in tale ambito, nonché le esperienze pratiche, sottolineano che i bambini e i ragazzi, anche se in difficoltà, hanno cose importanti da dire, vogliono partecipare e spesso contribuiscono a definire percorsi di aiuto migliori. Il workshop avrà la finalità di aiutare i partecipanti a ragionare sull’importanza della partecipazione dei bambini e dei ragazzi ai processi decisionali formali che li riguardano mettendo a fuoco le responsabilità degli operatori nel creare le condizioni per realizzare un ascolto autentico dei loro desideri e delle loro preoccupazioni. 



Di seguito il programma della giornata.

9.30 – 11.30 Sessione plenaria
Introduce e coordina Luca Bonini (Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista SIPeP-SF)

  • L'ascolto empatico, uno dei punti cardinali della bussola del professionista efficace
    Alberto Zucconi (Coordinamento Nazionale delle Scuole...

Di seguito il programma della giornata.

9.30 – 11.30 Sessione plenaria
Introduce e coordina Luca Bonini (Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista SIPeP-SF)

  • L'ascolto empatico, uno dei punti cardinali della bussola del professionista efficace
    Alberto Zucconi (Coordinamento Nazionale delle Scuole Private di Psicoterapia)
  • Ascoltare la voce dei senza voce: come stabilire un vero dialogo con le categorie sociali più fragili
    Marianella Sclavi (Politecnico di Milano)
  • Ascoltare per creare?
    Alessandro Garofalo (Fondazione CUOA, Vicenza; LUISS Business School)
  • L’ascolto distratto: prestare attenzione all’altro in un mondo iperconnesso
    Lisa Iotti (Giornalista e autrice di docufiction per Rai Tre e Sky)
  • Conclusioni
    Enrica Tomasi (Sociologa, esperta in comunicazione, coach professionista)


 12.00 – 13.30 Prima sessione

Ogni partecipante avrà la possibilità di scegliere una delle due attività:

  • Ascoltare la voce dei senza voce: come stabilire un vero dialogo con le categorie sociali più fragili
    Marianella Sclavi (Politecnico di Milano)

    A partire dagli esiti di una reale esperienza in cui la Pubblica Amministrazione di una città di circa 300.000 abitanti si è posta e ha affrontato seriamente il problema di come ascoltare i bisogni, stabilire un vero dialogo e favorire una collaborazione efficace con coloro che vivono in situazioni precarie, ossia le categorie sociali più fragili, ai partecipanti verrà chiesto di indicare almeno tre approcci, metodi, o procedure che avrebbero impedito di raggiungere questi esiti e tre che invece li hanno resi a loro parere possibili, evidenziando le proposte di più facile o viceversa difficile attuazione all’interno del proprio contesto.
    A seguito dell’attivazione la docente esporrà i modi, i tempi e i metodi effettivamente adottati e che hanno favorito un reale ascolto reciproco e una reale partecipazione di tutti gli interlocutori coinvolti (cittadine e cittadini in gravi condizioni di precarietà, operatrici e operatori sociali, associazioni e ong, esponenti degli enti pubblici).

  • Diventare ascoltatori capaci: le posizioni di ascolto
    Enrica Tomasi (Sociologa, esperta in comunicazione, coach professionista)

    L’ascolto è un’operazione automatica, spontanea, innata. Forse è per questo che gli dedichiamo poca attenzione, un po’ come quando si cammina o si respira. Accade senza che ce ne rendiamo conto. Nessuno ci insegna ad ascoltare e spesso non siamo buoni ascoltatori. È una competenza che non ci preoccupiamo di allenare pur se ci rendiamo conto di quanto sia essenziale: quando sentiamo di avere l’attenzione di qualcuno ci sentiamo importanti, confermati, rispettati. L’ascolto è umanamente nutriente.
    Le posizioni di ascolto sono una scelta, una scelta di relazione. Così come scegliamo una comunicazione in base al contesto, alle persone, agli obiettivi che vorremmo ottenere, se riconosciamo quale tipo di ascolto sia più utile rispetto alla situazione, possiamo scegliere anche come ascoltare. Come fare a far diventare questa una scelta consapevole? La risposta, da una parte, sta nella capacità di comprendere quanti e quali sono i modi di ascoltare, le posizioni appunto. Dall’altra nel fare proprio l’atteggiamento utile ad allenarsi a diventarne competenti. Nel laboratorio verranno proposte le sei posizioni di ascolto e le loro caratteristiche principali. I partecipanti saranno invitati a riconoscere le diverse posizioni, a comprendere i fattori che le compongono e a riconoscere automatismi e potenzialità inespresse della loro capacità di ascoltare.


14.30 – 16.00 Seconda sessione
Ogni partecipante avrà la possibilità di scegliere una delle due attività:

  • Il leader che ascolta: elementi essenziali per un coordinamento efficace
    Enrica Tomasi (Sociologa, esperta in comunicazione, coach professionista)

    Nelle organizzazioni, c’è una connessione tra stile di leadership e qualità della comunicazione interna. Non basta invitare qualcuno a parlare apertamente perché questo accada: la franchezza e la collaborazione vanno costruite nel tempo. Se non si riescono a cogliere i segnali, a condividere le opinioni - anche quelle scomode - se non si riportano i problemi e non si cercano soluzioni, il costo in termini di tempo, energie, risorse economiche è molto alto. Un leader può avere molti punti ciechi. Riuscire a portare il proprio contributo a un gruppo di lavoro o alla direzione non dipende solo dal coraggio e dalla capacità comunicativa del singolo, è anche una questione di relazione. Il ruolo può inibire. Qual è lo spazio di azione di un leader per costruire uno scambio aperto tra - e con - i propri collaboratori? Una competenza importante è la capacità di ascolto, una capacità rispetto alla quale molte persone si ritengono capaci. Il laboratorio propone una riflessione su questa responsabilità di leadership. Grazie a numerose attivazioni, i partecipanti potranno valutare la loro abilità di ascolto e ragionare sulle molte possibilità di metterla in atto nelle quotidianità di lavoro.

  • Ascoltare a distanza: il colloquio online nelle relazioni d'aiuto
    Elena Stanchina (Psicologa, Centro Studi Erickson, Trento)

    È superfluo ricordare come la pandemia abbia sdoganato l’uso della tecnologia per consentire alle persone di incontrarsi e relazionarsi a distanza. Un uso che, comunque, iniziava a farsi sempre più frequente anche prima della pandemia, con una tendenza che ha portato anche i servizi e i professionisti a sperimentare modalità online nella relazione di aiuto. L’accelerazione degli ultimi anni ha aperto molti interrogativi sull’ascolto online. È efficace? Va visto solo come residuale? Servono competenze professionali specifiche? Come gestisco il setting? In questo workshop ci concentreremo sulle possibili forme di ascolto online, sulla loro efficacia, sulle attenzioni da avere in un colloquio online e sulle implicazioni etiche. Lavoreremo assieme intrecciando le esperienze di ogni partecipante con i dati emergenti dalla ricerca e dalla pratica professionale in diversi ambiti di intervento.

16.30 – 18.00 Terza sessione
Ogni partecipante avrà la possibilità di scegliere una delle due attività:

  • L'ascolto del dolore: co-costruire un percorso di empowerment e fiducia
    Luca Bonini (Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista SIPeP-SF)

    Ascoltare il dolore è faticoso e difficile, a volte impossibile, soprattutto quando il dolore dell’altro è vicino al nostro, quando le nostre ferite sono simili a quelle del paziente. Dolori simili generano aree cieche nella nostra mente. L’ascolto presuppone una nostra disponibilità di mente-cuore-corpo-cervello, tutti contemporaneamente coinvolti. È un processo di attenzione e apertura, di testimonianza incarnata, con l’emisfero destro (che veicola la sintonizzazione empatica) e con l’emisfero sinistro (legato alla resa verbale, settoriale) in un continuo lavoro tra sensazioni corporee ed elaborazione, dovute alle aree sensibili limbiche, e poi superiori frontali, per tornare al corpo. Lo scopo del workshop è fornire strumenti di comprensione e cura delle aree traumatiche del paziente anche alla luce delle recenti scoperte neuroscientifiche.

  • Adesso parlo io! L’ascolto dei bambini e dei ragazzi nei percorsi di aiuto
    Valentina Calcaterra (Assistente sociale e Ricercatrice all’Università Cattolica di Milano)

    L’ascolto dei bambini e dei ragazzi per la definizione dei percorsi di aiuto è un dovere etico degli adulti responsabili del loro benessere nonché un diritto delle persone di minore età. Ma per un bambino esprimere il proprio punto di vista nei processi decisionali formali non è certo semplice. Diversi sono gli ostacoli da affrontare, difficoltà comunicative con gli adulti responsabili, fatiche nella comprensione dei procedimenti in corso, mancanza di tutte le informazioni necessarie per avere un’idea dei possibili corsi di azione. Tuttavia, le ricerche in tale ambito, nonché le esperienze pratiche, sottolineano che i bambini e i ragazzi, anche se in difficoltà, hanno cose importanti da dire, vogliono partecipare e spesso contribuiscono a definire percorsi di aiuto migliori. Il workshop avrà la finalità di aiutare i partecipanti a ragionare sull’importanza della partecipazione dei bambini e dei ragazzi ai processi decisionali formali che li riguardano mettendo a fuoco le responsabilità degli operatori nel creare le condizioni per realizzare un ascolto autentico dei loro desideri e delle loro preoccupazioni. 




La giornata formativa ha l’obiettivo di lavorare con le operatrici e gli operatori sociali e sociosanitari al fine di fornire specifiche competenze da applicare nel proprio contesto operativo, migliorando la capacità di ascoltare e farsi ascoltare. 


L’evento è rivolto ad assistenti sociali, educatori, operatori sociosanitari/socioassistenziali, psicologi, infermieri e in generale a chiunque lavori nei contesti sociali e sociosanitari e sia interessato ad approfondire i temi trattati.

L'evento si svolgerà interamente online sulla piattaforma Zoom.

Le registrazioni saranno visionabili, ma non scaricabili, per due mesi da quando saranno condivise con i partecipanti.

La giornata formativa ha l’obiettivo di lavorare con le operatrici e gli operatori sociali e sociosanitari al fine di fornire specifiche competenze da applicare nel proprio contesto operativo, migliorando la capacità di ascoltare e farsi ascoltare. 


L’evento è rivolto ad assistenti sociali, educatori, operatori sociosanitari/socioassistenziali, psicologi, infermieri e in generale a chiunque lavori nei contesti sociali e sociosanitari e sia interessato ad approfondire i temi trattati.

L'evento si svolgerà interamente online sulla piattaforma Zoom.

Le registrazioni saranno visionabili, ma non scaricabili, per due mesi da quando saranno condivise con i partecipanti.

Per ottenere lo sconto del 10% riservato agli abbonati alle riviste Erickson scrivi a formazione@erickson.it
Consulta qui la lista delle riviste alle quali devi essere iscritto per aver diritto all’agevolazione

L'evento si terrà sabato 11 marzo 2023 dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.00.

La giornata si svolgerà sulla Piattaforma ZOOM. Le modalità di accesso verranno indicate in prossimità della partenza.

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L'evento si terrà sabato 11 marzo 2023 dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.00.

La giornata si svolgerà sulla Piattaforma ZOOM. Le modalità di accesso verranno indicate in prossimità della partenza.

A seguito dell’iscrizione invieremo la relativa fattura all’indirizzo e-mail indicato in fase d’iscrizione. Per ricevere le credenziali di accesso al corso il giorno di partenza dello stesso, sarà necessario effettuare il pagamento secondo le seguenti modalità:

  • carta di...

A seguito dell’iscrizione invieremo la relativa fattura all’indirizzo e-mail indicato in fase d’iscrizione. Per ricevere le credenziali di accesso al corso il giorno di partenza dello stesso, sarà necessario effettuare il pagamento secondo le seguenti modalità:

  • carta di credito/PayPal/carta del docente pagando contestualmente all’iscrizione
  • bonifico bancario da effettuare entro i 3 giorni successivi alla data d’iscrizione online e comunque almeno 3 giorni prima dalla data d’inizio del corso.

Si consiglia di non attendere i giorni in prossimità dell’inizio per svolgere l’iscrizione e il pagamento.

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  • carta di credito/PayPal/carta del docente pagando contestualmente all’iscrizione
  • bonifico bancario da effettuare entro i 3 giorni successivi alla data d’iscrizione online e comunque almeno 3 giorni prima dalla data d’inizio del corso.

Si consiglia di non attendere i giorni in prossimità dell’inizio per svolgere l’iscrizione e il pagamento.

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Al termine dell'evento verrà inviato l’attestato di partecipazione.
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