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I mini gialli dei dettati 2
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La vecchiaia tra venerazione e discredito

Storia e arte nel mondo occidentale

Oggi l’Italia è uno dei Paesi in cui la speranza di vita è tra le più alte al mondo, e in generale nell’ultima parte del Novecento l’Occidente ha assistito a una trasformazione demografica mai sperimentata prima, grazie alla quale gran parte della...

Oggi l’Italia è uno dei Paesi in cui la speranza di vita è tra le più alte al mondo, e in generale nell’ultima parte del Novecento l’Occidente ha assistito a una trasformazione demografica mai sperimentata prima, grazie alla quale gran parte della popolazione ha buone probabilità di trascorrere in discrete condizioni di salute alcuni decenni dopo la pensione. Tuttavia, l’opinione comune continua a guardare alla vecchiaia attraverso stereotipi negativi e l’organizzazione della vita collettiva persiste nell’ignorare la presenza di un’ampia fascia di anziani, nonché le loro esigenze.
Questo libro intende ricostruire il ruolo sociale assegnato agli anziani nel mondo occidentale, per capire se il discredito è caratteristico dell’epoca moderna o esisteva anche nell’antichità, pur accanto a forme di rispetto e venerazione. Per farlo, gli autori cercano le tracce del pensiero condiviso sulla vecchiaia nelle fonti scritte, nelle testimonianze artistiche e nel cinema. A un ampio excursus storico — che parte dalla cultura giudaica e dell’antica Grecia per arrivare al presente, indagando la considerazione a livello sociale e familiare, i ruoli ricoperti e la concreta condizione dei vecchi — segue un’interessante analisi di opere pittoriche e scultoree che nel corso dei secoli hanno tradotto atteggiamenti mentali ed emotivi associati alla vecchiaia in rappresentazioni visive, per chiudere con una carrellata sui film che dagli anni Trenta in poi hanno portato la senilità sul grande schermo, mostrando come questa particolare narrazione cinematografica si è evoluta e adeguata al mondo circostante.

Oggi l’Italia è uno dei Paesi in cui la speranza di vita è tra le più alte al mondo, e in generale nell’ultima parte del Novecento l’Occidente ha assistito a una trasformazione demografica mai sperimentata prima, grazie alla quale gran parte della...

Oggi l’Italia è uno dei Paesi in cui la speranza di vita è tra le più alte al mondo, e in generale nell’ultima parte del Novecento l’Occidente ha assistito a una trasformazione demografica mai sperimentata prima, grazie alla quale gran parte della popolazione ha buone probabilità di trascorrere in discrete condizioni di salute alcuni decenni dopo la pensione. Tuttavia, l’opinione comune continua a guardare alla vecchiaia attraverso stereotipi negativi e l’organizzazione della vita collettiva persiste nell’ignorare la presenza di un’ampia fascia di anziani, nonché le loro esigenze.
Questo libro intende ricostruire il ruolo sociale assegnato agli anziani nel mondo occidentale, per capire se il discredito è caratteristico dell’epoca moderna o esisteva anche nell’antichità, pur accanto a forme di rispetto e venerazione. Per farlo, gli autori cercano le tracce del pensiero condiviso sulla vecchiaia nelle fonti scritte, nelle testimonianze artistiche e nel cinema. A un ampio excursus storico — che parte dalla cultura giudaica e dell’antica Grecia per arrivare al presente, indagando la considerazione a livello sociale e familiare, i ruoli ricoperti e la concreta condizione dei vecchi — segue un’interessante analisi di opere pittoriche e scultoree che nel corso dei secoli hanno tradotto atteggiamenti mentali ed emotivi associati alla vecchiaia in rappresentazioni visive, per chiudere con una carrellata sui film che dagli anni Trenta in poi hanno portato la senilità sul grande schermo, mostrando come questa particolare narrazione cinematografica si è evoluta e adeguata al mondo circostante.

Oggi l’Italia è uno dei Paesi in cui la speranza di vita è tra le più alte al mondo, e in generale nell’ultima parte del Novecento l’Occidente ha assistito a una trasformazione demografica mai sperimentata prima, grazie alla quale gran parte della...

Oggi l’Italia è uno dei Paesi in cui la speranza di vita è tra le più alte al mondo, e in generale nell’ultima parte del Novecento l’Occidente ha assistito a una trasformazione demografica mai sperimentata prima, grazie alla quale gran parte della popolazione ha buone probabilità di trascorrere in discrete condizioni di salute alcuni decenni dopo la pensione. Tuttavia, l’opinione comune continua a guardare alla vecchiaia attraverso stereotipi negativi e l’organizzazione della vita collettiva persiste nell’ignorare la presenza di un’ampia fascia di anziani, nonché le loro esigenze.
Questo libro intende ricostruire il ruolo sociale assegnato agli anziani nel mondo occidentale, per capire se il discredito è caratteristico dell’epoca moderna o esisteva anche nell’antichità, pur accanto a forme di rispetto e venerazione. Per farlo, gli autori cercano le tracce del pensiero condiviso sulla vecchiaia nelle fonti scritte, nelle testimonianze artistiche e nel cinema. A un ampio excursus storico — che parte dalla cultura giudaica e dell’antica Grecia per arrivare al presente, indagando la considerazione a livello sociale e familiare, i ruoli ricoperti e la concreta condizione dei vecchi — segue un’interessante analisi di opere pittoriche e scultoree che nel corso dei secoli hanno tradotto atteggiamenti mentali ed emotivi associati alla vecchiaia in rappresentazioni visive, per chiudere con una carrellata sui film che dagli anni Trenta in poi hanno portato la senilità sul grande schermo, mostrando come questa particolare narrazione cinematografica si è evoluta e adeguata al mondo circostante.

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Descrizione

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Oggi l’Italia è uno dei Paesi in cui la speranza di vita è tra le più alte al mondo, e in generale nell’ultima parte del Novecento l’Occidente ha assistito a una trasformazione demografica mai sperimentata prima, grazie alla quale gran parte della...

Oggi l’Italia è uno dei Paesi in cui la speranza di vita è tra le più alte al mondo, e in generale nell’ultima parte del Novecento l’Occidente ha assistito a una trasformazione demografica mai sperimentata prima, grazie alla quale gran parte della popolazione ha buone probabilità di trascorrere in discrete condizioni di salute alcuni decenni dopo la pensione. Tuttavia, l’opinione comune continua a guardare alla vecchiaia attraverso stereotipi negativi e l’organizzazione della vita collettiva persiste nell’ignorare la presenza di un’ampia fascia di anziani, nonché le loro esigenze.
Questo libro intende ricostruire il ruolo sociale assegnato agli anziani nel mondo occidentale, per capire se il discredito è caratteristico dell’epoca moderna o esisteva anche nell’antichità, pur accanto a forme di rispetto e venerazione. Per farlo, gli autori cercano le tracce del pensiero condiviso sulla vecchiaia nelle fonti scritte, nelle testimonianze artistiche e nel cinema. A un ampio excursus storico — che parte dalla cultura giudaica e dell’antica Grecia per arrivare al presente, indagando la considerazione a livello sociale e familiare, i ruoli ricoperti e la concreta condizione dei vecchi — segue un’interessante analisi di opere pittoriche e scultoree che nel corso dei secoli hanno tradotto atteggiamenti mentali ed emotivi associati alla vecchiaia in rappresentazioni visive, per chiudere con una carrellata sui film che dagli anni Trenta in poi hanno portato la senilità sul grande schermo, mostrando come questa particolare narrazione cinematografica si è evoluta e adeguata al mondo circostante.

Oggi l’Italia è uno dei Paesi in cui la speranza di vita è tra le più alte al mondo, e in generale nell’ultima parte del Novecento l’Occidente ha assistito a una trasformazione demografica mai sperimentata prima, grazie alla quale gran parte della...

Oggi l’Italia è uno dei Paesi in cui la speranza di vita è tra le più alte al mondo, e in generale nell’ultima parte del Novecento l’Occidente ha assistito a una trasformazione demografica mai sperimentata prima, grazie alla quale gran parte della popolazione ha buone probabilità di trascorrere in discrete condizioni di salute alcuni decenni dopo la pensione. Tuttavia, l’opinione comune continua a guardare alla vecchiaia attraverso stereotipi negativi e l’organizzazione della vita collettiva persiste nell’ignorare la presenza di un’ampia fascia di anziani, nonché le loro esigenze.
Questo libro intende ricostruire il ruolo sociale assegnato agli anziani nel mondo occidentale, per capire se il discredito è caratteristico dell’epoca moderna o esisteva anche nell’antichità, pur accanto a forme di rispetto e venerazione. Per farlo, gli autori cercano le tracce del pensiero condiviso sulla vecchiaia nelle fonti scritte, nelle testimonianze artistiche e nel cinema. A un ampio excursus storico — che parte dalla cultura giudaica e dell’antica Grecia per arrivare al presente, indagando la considerazione a livello sociale e familiare, i ruoli ricoperti e la concreta condizione dei vecchi — segue un’interessante analisi di opere pittoriche e scultoree che nel corso dei secoli hanno tradotto atteggiamenti mentali ed emotivi associati alla vecchiaia in rappresentazioni visive, per chiudere con una carrellata sui film che dagli anni Trenta in poi hanno portato la senilità sul grande schermo, mostrando come questa particolare narrazione cinematografica si è evoluta e adeguata al mondo circostante.

Oggi l’Italia è uno dei Paesi in cui la speranza di vita è tra le più alte al mondo, e in generale nell’ultima parte del Novecento l’Occidente ha assistito a una trasformazione demografica mai sperimentata prima, grazie alla quale gran parte della...

Oggi l’Italia è uno dei Paesi in cui la speranza di vita è tra le più alte al mondo, e in generale nell’ultima parte del Novecento l’Occidente ha assistito a una trasformazione demografica mai sperimentata prima, grazie alla quale gran parte della popolazione ha buone probabilità di trascorrere in discrete condizioni di salute alcuni decenni dopo la pensione. Tuttavia, l’opinione comune continua a guardare alla vecchiaia attraverso stereotipi negativi e l’organizzazione della vita collettiva persiste nell’ignorare la presenza di un’ampia fascia di anziani, nonché le loro esigenze.
Questo libro intende ricostruire il ruolo sociale assegnato agli anziani nel mondo occidentale, per capire se il discredito è caratteristico dell’epoca moderna o esisteva anche nell’antichità, pur accanto a forme di rispetto e venerazione. Per farlo, gli autori cercano le tracce del pensiero condiviso sulla vecchiaia nelle fonti scritte, nelle testimonianze artistiche e nel cinema. A un ampio excursus storico — che parte dalla cultura giudaica e dell’antica Grecia per arrivare al presente, indagando la considerazione a livello sociale e familiare, i ruoli ricoperti e la concreta condizione dei vecchi — segue un’interessante analisi di opere pittoriche e scultoree che nel corso dei secoli hanno tradotto atteggiamenti mentali ed emotivi associati alla vecchiaia in rappresentazioni visive, per chiudere con una carrellata sui film che dagli anni Trenta in poi hanno portato la senilità sul grande schermo, mostrando come questa particolare narrazione cinematografica si è evoluta e adeguata al mondo circostante.

Libro
ISBN: 9788859015246
Data di pubblicazione: 03/2018
Numero Pagine: 286
Formato: 15x21cm
Libro

Prima parte – La vecchiaia nella cultura occidentale (Carla Costanzi)

La vecchiaia ieri e oggi
Alle origini dell’ambivalenza
Secoli bui, ma non troppo
La lenta evoluzione verso la responsabilità collettiva
I giorni nostri: la persistenza dell’«ageism»
Considerazioni conclusive
Bibliografia

Seconda parte – La vecchiaia nelle arti figurative (Giovanna Rotondi Terminiello)
Iconografia e iconologia della vecchiaia
Il teatro della vecchiaia
Le rughe dello spirito
Bibliografia e sitografia

Terza parte – La vecchiaia nella storia del cinema (Claudio Bertieri)
De senectute filmica

Lavoro sociale Anziani
Libro
ISBN: 9788859015246
Data di pubblicazione: 03/2018
Numero Pagine: 286
Formato: 15x21cm
Libro

Prima parte – La vecchiaia nella cultura occidentale (Carla Costanzi)

La vecchiaia ieri e oggi
Alle origini dell’ambivalenza
Secoli bui, ma non troppo
La lenta evoluzione verso la responsabilità collettiva
I giorni nostri: la persistenza dell’«ageism»
Considerazioni conclusive
Bibliografia

Seconda parte – La vecchiaia nelle arti figurative (Giovanna Rotondi Terminiello)
Iconografia e iconologia della vecchiaia
Il teatro della vecchiaia
Le rughe dello spirito
Bibliografia e sitografia

Terza parte – La vecchiaia nella storia del cinema (Claudio Bertieri)
De senectute filmica

Lavoro sociale Anziani

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