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Marco Dallari ci invita a riscoprire il piacere autentico del conoscere: la bellezza di Sophia, intesa come sapienza viva, emozionante, desiderata. Perché imparare non significa solo memorizzare, ma soprattutto entrare in contatto con noi stessi, con il mondo e con ciò che ci emoziona. L’obiettivo del testo è di provare a riportare nella scuola (così come nella vita) il fascino profondo del sapere come esperienza estetica e trasformativa.
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Premessa
La pulsione epistemofilica
Dare il nome alle cose
La cultura come controcultura (Leggere Lolita a Teheran)
Conoscere
Lucciole
Aver cura della vita della mente
Rappresentazioni
Le sfide della complessità
La dimensione estetica della conoscenza
Testimoniare affetti e pensieri
Solo i maestri e le maestre indicano la strada per Sophia
Psicopompo
Ragione
L’albero delle eliche e l’epistemologia del fanciullino
Il simposio dei sette sapienti
Il simposio degli amici di Sophia
A Sophia non serve un curriculum ma un simposio
Lifelong learning, questa sconosciuta
Pensieri divergenti, laterali, indisciplinati…
Bibliografia
Ringraziamenti
Sophia è una parola antica che significa sapienza, saggezza, discernimento. Ma in un tempo che misura il sapere in voti, prestazioni e competenze, che fine ha fatto la bellezza del conoscere? In questo libro Marco Dallari ci porta in un viaggio nella dimensione più profonda dell’apprendimento, quella che, prima ancora di essere esercizio razionale e di mera memorizzazione, è esperienza estetica, emozione, desiderio.
Fin da piccoli, bambini e bambine assaporano la gioia della scoperta: imparare nuove parole, osservare il mondo, porre domande. Ma spesso, crescendo, questo slancio si spegne sotto il peso di una didattica che impone contenuti invece di generare connessioni. Il sapere diventa obbligo, anziché avventura. Eppure, le conoscenze diventano davvero utili solo quando ci toccano, ci cambiano, ci somigliano.
Attraverso riflessioni ispirate e uno sguardo pedagogico sensibile, il libro ci aiuta a ritrovare un'educazione che cura la mente, che accende la curiosità, che trasforma la scuola in uno spazio dove il sapere non è solo da studiare, ma da vivere. Un sapere che diventa parte della nostra identità, del nostro carattere, della nostra sfera desiderante.