Le capacità di pensiero e di comprensione degli esseri umani si sono drasticamente ridotte: la curva del QI non è mai stata così bassa in tutta la storia umana. Questo significa che abbiamo portato il nostro mondo alla fine, confondendo il calcolo con la saggezza, l’effiÂcienza con il progresso. In questo scenario, la pretesa che l’intelligenza artificiale ci salvi è l’ultima utopia o l’unica speranza? In un futuro molto prossimo, un neuroscienziato di fama decide di iniziare una serie di conversazioni con un’intelligenza artificiale avanzata. Vuole indagare la natura, le forme, le contraddizioni e le possibilità dell’intelligenza — biologica e artificiale — attraversando scienza, filosofia, storia, clinica, tecnologia ed etica.
Psichiatra e psicoterapeuta. Direttore scientifico del CREA (Firenze) e consulente clinico o supervisore per numerosi fornitori di servizi riabilitativi dell’intero territorio nazionale. Presidente SIDiN (Società Italiana per i Disturbi del Neurosviluppo), Presidente del WPA-WG ASD (Gruppo di Lavoro sul Disturbo dello Spettro Autistico dell’Organizzazione Mondiale di Psichiatria), Past President della WPA-SPID (Sezione Psichiatria della Disabilità Intellettiva dell’Organizzazione Mondiale di Psichiatria) e della EAMHID (Associazione Europea per la Salute Mentale nelle Disabilità Intellettive). Autore di circa 350 comunicazioni o letture congressuali e di circa 200 pubblicazioni, in forma di articoli scientifici, capitoli di libri o interi libri, la maggior parte delle quali riferita alla psicopatologia, alla qualità di vita e alla nosologia dei disturbi dello spettro autistico e dello sviluppo intellettivo. Ha svolto e svolge numerose attività di docenza presso Università e altri enti formativi nazionali e internazionali. Per l'eccellenza nell'attività svolta e il contributo all’avanzamento della conoscenza scientifica, è stato insignito dall'Associazione Mondiale di Psichiatria della Honorary Membership a Vita, nel 2011, e del Presidential Commendation, nel 2023. Nel 2021 ha ricevuto il premio Leon Eisenberg dell’Università di Harvard per l’eccezionale attività di coordinamento e di leadership internazionale nel settore dei disturbi del neurosviluppo.