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Di Roberto Cornelli Isaia Sales
Marchio: Erickson Direct Publishing
Un libro che invita a guardare oltre stereotipi e paure per comprendere davvero il rapporto tra giovani, periferie e devianza. Tra analisi e riflessioni, il volume propone una lettura più complessa e umana dei fenomeni giovanili, sottolineando il ruolo fondamentale di comunità, istituzioni e politiche locali nella costruzione di fiducia e coesione sociale.
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Prefazione (Roberto Montà e Andrea Bosi)
Presentazione
Comprendere per agire consapevolmente (Roberto Cornelli)
Introduzione
Periferie, degrado, giovani e mafie: connessioni che spingono a intervenire (Isaia Sales)
Prima parte – Contributi
Gruppi giovanili di strada, devianza e insicurezza urbana (Stefania Crocitti)
La criminalità minorile a Napoli: chiavi di lettura di un fenomeno complesso e stratificato (Marianastasia Letizia)
Catania capitale della questione educativa (Antonio Fisichella)
Baby gang a Palermo (Giovanni Burgio)
La violenza giovanile in un contesto mafioso (Umberto Santino)
Sfide e prospettive nell’accoglienza dei minori soli stranieri non accompagnati in Italia (Monia Giovannetti)
Generazione R5. Un viaggio (n)etnografico tra i giovani di Tor Bella Monaca (Andrea Meccia e Lucia Quattrini)
Giovani e autorità: la fiducia nelle forze dell’ordine a San Siro (Laura Squillace)
Seconda parte – Buone prassi
Oltre l’architettura: Trotula tra periferie urbane, bambini e comunità (Roberta Pastore)
A Vimodrone la giustizia riparativa ricostruisce dialoghi tra comunità (Daniele Brattoli)
Il Patto Educativo di Comunità a Povegliano Veronese (Roberta Tedeschi)
Nelle periferie al centro di Napoli: l’esperienza della cooperativa Dedalus (Elena de Filippo)
Appendice
(A cura dell’Osservatorio Parlamentare di Avviso Pubblico)
Giovani, fiducia e devianza nelle periferie affronta uno dei temi più discussi e spesso semplificati del dibattito contemporaneo: il rapporto tra giovani e comportamenti devianti nei contesti urbani, in particolare nelle periferie.
Negli ultimi anni, l’attenzione mediatica e politica si è concentrata su fenomeni come le cosiddette “baby gang”, gli episodi di violenza, il bullismo e le tensioni legate alla movida. Eventi reali e preoccupanti, che però rischiano di offrire un’immagine riduttiva e parziale delle nuove generazioni. Il volume invita a porsi una domanda fondamentale: i giovani sono davvero solo questo? O è necessario ascoltarli, comprenderli e accompagnarli, prima ancora che giudicarli?
Il libro propone una lettura più ampia e articolata, che considera i giovani come una risorsa e non soltanto come un problema. La loro crescita è profondamente influenzata dai contesti in cui vivono: la famiglia, la scuola, le relazioni, le opportunità educative e gli spazi di aggregazione disponibili. In questo quadro, anche le periferie vengono restituite alla loro complessità: non luoghi marginali o “ghetti”, ma territori vivi, attraversati da fragilità ma anche da potenzialità.
Particolare attenzione è dedicata al ruolo delle istituzioni locali, soprattutto dei Comuni, chiamati a svolgere una funzione decisiva nella prevenzione della devianza e nella costruzione della coesione sociale. Investire in politiche educative, in reti territoriali, in spazi di incontro e in figure professionali qualificate (educatori/educatrici, assistenti sociali, psicologi/psicologhe) significa intervenire non solo sui sintomi, ma sulle cause profonde del disagio.
Il volume si propone come uno stimolo al dibattito pubblico, offrendo spunti per riflettere su come contrastare la diffusione di un clima di paura e sfiducia e su come costruire, invece, comunità più inclusive, capaci di sostenere i giovani e valorizzarne le risorse.