Ogni giorno migliaia di donne subiscono violenza: fisica, psicologica, economica e sessuale. Secondo l’ISTAT, circa 6 milioni e 400 mila donne di età fra 16 e 75 anni in Italia hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita.  

La violenza contro le donne assume molteplici volti: dall’impossibilità di accedere a cure e servizi, alla difficoltà di chiedere aiuto e protezione, fino alla complessità di costruire un percorso per uscire dalla violenza - per sé e per i propri figli. 

Ma per cambiare davvero le cose non basta intervenire dopo che la violenza è accaduta. È fondamentale educare all’affettività, al rispetto e al consenso, fin da giovani. 

Educare non significa solo proteggere potenziali vittime, bensì «mappare» e trasformare relazioni, emozioni, comportamenti, anche quelli degli uomini, per costruire una cultura in cui il rispetto reciproco sia la regola e nessuno scambi desiderio con possesso, confine con violenza. 

Solo attraverso un’educazione affettiva che valorizzi l’ascolto, la libertà di scelta, il riconoscimento dei propri e altrui limiti, possiamo sperare di arginare il fenomeno della violenza di genere. 

Educare alla parità: prevenzione, consapevolezza, impegno

Tre voci per cambiare la cultura della violenza

Nel loro intervento al Convegno La qualità dell’inclusione scolastica e sociale, Irene Biemmi, Gino, Cecchettin e Alberto Pellai offrono uno sguardo lucido e necessario su come nasce, e soprattutto come si può prevenire, la violenza di genere. 

Ci invitano a riconoscere le radici profonde degli stereotipi, dei modelli relazionali distorti e delle disuguaglianze che ancora attraversano la nostra società. 

Nelle loro parole emerge con forza l’urgenza di educare all’affettività e alle emozioni, decostruire gli stereotipi di genere fin dall’infanzia, rafforzare le competenze relazionali, coinvolgere famiglia, scuola e comunità come presidi attivi di prevenzione. 

Ecco tre estratti dal loro intervento.

Alberto Pellai

Gino Cecchettin

Irene Biemmi

Per contrastare davvero la violenza, non basta proteggere le vittime: serve educare.

Educare all’affettività, al rispetto, al consenso. 

Educare le ragazze e i ragazzi -e soprattutto i maschi - a riconoscere confini, emozioni, responsabilità. 

Perché una cultura del rispetto nasce molto prima dei gesti che feriscono. 

In questo spirito, proponiamo tre situazioni tratte dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio, che aiuta giovani e adulti a parlare di relazioni, desideri, limiti e libertà. 

Sexting e fiducia

Il sexting può sembrare innocuo, ma un’immagine inviata può diventare un rischio. Capire il consenso significa comprendere cosa condividiamo, con chi e perché. 

Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio

“Me la sento?” Consenso è ascolto reciproco

Il consenso non è un sì per sempre: è un sentire reciproco. “Sentirsela” vuol dire essere pronti, davvero.  

Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
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Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio

Molestie e confini personali

Fischi, commenti indesiderati, insistenza: non sono complimenti. Riconoscere i confini (propri e altrui) è parte dell’educazione affettiva 

Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
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Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
Situazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di ChioSituazione tratta dal libro Chiedimi se lo voglio di Caterina Di Chio
Chiedimi se lo voglio Chiedimi se lo voglio

Chiedimi se lo voglio

Promuovere il consenso, rispettando se stessi e gli altri

Imparare a dire di sì, ma anche a dire di no. Capire dove finisce il rispetto e dove comincia il possesso.

Chiedimi se lo voglio ti guida nella costruzione di relazioni sane, aiutandoti a riconoscere i tuoi bisogni, definire i tuoi confini e orientarti tra emozioni, desideri e pressioni sociali.

Perché il consenso non è un dettaglio: è il centro di ogni relazione libera, consapevole e autentica.

Una domanda a…

Giuseppe Burgio

Perché c'è una scarsa partecipazione maschile nel contrasto alla violenza di genere, e quali strategie educative possono essere adottate per promuovere un coinvolgimento attivo e consapevole degli uomini e dei ragazzi, senza ricorrere a dinamiche colpevolizzanti? 

Caterina Di Chio

Come possiamo educare al consenso dall'infanzia all'adolescenza, affinché i giovani sviluppino la capacità di ascoltare se stessi e l'altro, rispettando i confini e i desideri reciproci, e quali strumenti educativi si possono utilizzare per promuovere queste competenze relazionali in modo efficace?

Ivan Pezzotta

Quali sono le principali sfide che un terapeuta affronta nel lavorare con uomini che hanno agito violenza, e come può il lavoro su di sé, unito alla supervisione e alla formazione, diventare una base metodologica per riconoscere e gestire i comportamenti manipolatori

Maria Grazia Apollonio

Quali sono i principali effetti della violenza assistita sui bambini e le bambine, e come possiamo intervenire in modo tempestivo per garantire loro protezione e supporto adeguati, evitando errori basati su pregiudizi e falsi miti?

Serena Bersani

Quali sono gli errori più comuni che giornalisti e giornaliste commettono nel raccontare la violenza di genere, e in che modo l'uso di un linguaggio corretto può contribuire alla prevenzione dei femminicidi e alla costruzione di un immaginario più equo?

Sasha Damiani

Perché la violenza ostetrica è ancora così sottovalutata e normalizzata, nonostante il riconoscimento dell'OMS, e quali passi possiamo compiere per aumentare la consapevolezza e garantire che le donne siano soggetti di autodeterminazione, soprattutto nei contesti sanitari legati alla gravidanza e al parto?

Sabrina Bonino

Quali sono le principali esigenze degli orfani di femminicidio, e quali strategie possiamo adottare per garantire un sostegno psicologico e sociale adeguato, coinvolgendo la comunità e le istituzioni, affinché non rimangano vittime invisibili?

Laura Pomicino

Perché è così difficile per i giovani riconoscere la violenza nelle relazioni di coppia, e quali azioni possiamo intraprendere, sia a livello individuale che collettivo, per contrastare e prevenire la Teen Dating Violence prima che diventi un problema radicato?

Elena Biaggioni

In che modo la Riforma Cartabia e la legge 168/2023 hanno influenzato i percorsi giudiziari di uscita dalla violenza domestica e di genere? Quali sono le principali criticità che queste riforme hanno sollevato, e quali strategie potrebbero essere adottate per garantire una maggiore tutela e supporto alle donne vittime di violenza?

Tutte le proposte Erickson per affrontare la violenza sulle donne

Parità di genere: un impegno che parte da dentro Parità di genere: un impegno che parte da dentro

Parità di genere: un impegno che parte da dentro

In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ribadiamo che il contrasto alla violenza passa anche dalla costruzione di contesti realmente paritari, basati su rispetto, ascolto e dignità. 

Per questo Erickson ha intrapreso il percorso verso la Certificazione UNI/PdR 125:2022 per la Parità di Genere: un impegno concreto per promuovere pari opportunità, prevenire discriminazioni e tutelare ogni persona. 

La nostra politica interna mette al centro equità, trasparenza e contrasto a ogni forma di molestia, perché cambiare la cultura che rende possibile la violenza significa partire da scelte quotidiane, anche dentro le organizzazioni. 

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