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I mini gialli dei dettati 2
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DSA in gioco

Uno strumento divertente per riflettere sui disturbi di apprendimento e sulle emozioni dei bambini con DSA

DSA in gioco permette di fare un’esperienza di crescita che può modificare le credenze e i pensieri disfunzionali che spesso caratterizzano i bambini con Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Accade di frequente, infatti, che la presenza di...

DSA in gioco permette di fare un’esperienza di crescita che può modificare le credenze e i pensieri disfunzionali che spesso caratterizzano i bambini con Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Accade di frequente, infatti, che la presenza di un DSA, accanto a difficoltà oggettive di lettura, scrittura, calcolo e/o motricità, comporti una serie di implicazioni sul piano emotivo, motivazionale e identitario. Di fronte agli insuccessi ripetuti, è facile che il bambino/ragazzo con DSA si avvilisca, mostri demotivazione e atteggiamenti rinunciatari nei confronti dell’apprendimento e sviluppi anche la convinzione di essere poco capace, fino a identificarsi interamente con le proprie difficoltà.
Proprio per lavorare su questi aspetti — con un approccio ludico ma rigoroso, basato sui principi della terapia cognitivo-comportamentale — è stato ideato DSA in gioco, attraverso il quale è possibile permettere al bambino/ragazzo con DSA di:
• essere accompagnato e sostenuto nel momento della comunicazione della diagnosi e durante il programma di riabilitazione;
• acquisire consapevolezza del proprio disturbo, dei suoi effetti e delle risorse di cui dispone per minimizzarli;
• riconoscere le proprie aree di forza e farne un trampolino di lancio per un migliore sviluppo della propria persona;
• condividere i propri vissuti imparando a distinguere pensieri, emozioni e comportamenti;
• sviluppare strategie efficaci di problem solving, utili per affrontare le situazioni problematiche inerenti il disturbo;
• imparare ad assumere un ruolo più attivo nell’apprendimento e più in generale nella gestione quotidiana delle proprie difficoltà.
Il gioco può essere proposto in modalità sia individuale sia di gruppo e si rivolge a bambini e ragazzi dagli 8 ai 14 anni di età.

In allegato al volume "Il Gioco di Octopus", con il tabellone, i segnalini e gli altri materiali a colori per lo svolgimento del gioco.

DSA in gioco permette di fare un’esperienza di crescita che può modificare le credenze e i pensieri disfunzionali che spesso caratterizzano i bambini con Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Accade di frequente, infatti, che la presenza di...

DSA in gioco permette di fare un’esperienza di crescita che può modificare le credenze e i pensieri disfunzionali che spesso caratterizzano i bambini con Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Accade di frequente, infatti, che la presenza di un DSA, accanto a difficoltà oggettive di lettura, scrittura, calcolo e/o motricità, comporti una serie di implicazioni sul piano emotivo, motivazionale e identitario. Di fronte agli insuccessi ripetuti, è facile che il bambino/ragazzo con DSA si avvilisca, mostri demotivazione e atteggiamenti rinunciatari nei confronti dell’apprendimento e sviluppi anche la convinzione di essere poco capace, fino a identificarsi interamente con le proprie difficoltà.
Proprio per lavorare su questi aspetti — con un approccio ludico ma rigoroso, basato sui principi della terapia cognitivo-comportamentale — è stato ideato DSA in gioco, attraverso il quale è possibile permettere al bambino/ragazzo con DSA di:
• essere accompagnato e sostenuto nel momento della comunicazione della diagnosi e durante il programma di riabilitazione;
• acquisire consapevolezza del proprio disturbo, dei suoi effetti e delle risorse di cui dispone per minimizzarli;
• riconoscere le proprie aree di forza e farne un trampolino di lancio per un migliore sviluppo della propria persona;
• condividere i propri vissuti imparando a distinguere pensieri, emozioni e comportamenti;
• sviluppare strategie efficaci di problem solving, utili per affrontare le situazioni problematiche inerenti il disturbo;
• imparare ad assumere un ruolo più attivo nell’apprendimento e più in generale nella gestione quotidiana delle proprie difficoltà.
Il gioco può essere proposto in modalità sia individuale sia di gruppo e si rivolge a bambini e ragazzi dagli 8 ai 14 anni di età.

In allegato al volume "Il Gioco di Octopus", con il tabellone, i segnalini e gli altri materiali a colori per lo svolgimento del gioco.

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DSA in gioco permette di fare un’esperienza di crescita che può modificare le credenze e i pensieri disfunzionali che spesso caratterizzano i bambini con Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Accade di frequente, infatti, che la presenza di un DSA, accanto a difficoltà oggettive di lettura, scrittura, calcolo e/o motricità, comporti una serie di implicazioni sul piano emotivo, motivazionale e identitario. Di fronte agli insuccessi ripetuti, è facile che il bambino/ragazzo con DSA si avvilisca, mostri demotivazione e atteggiamenti rinunciatari nei confronti dell’apprendimento e sviluppi anche la convinzione di essere poco capace, fino a identificarsi interamente con le proprie difficoltà.
Proprio per lavorare su questi aspetti — con un approccio ludico ma rigoroso, basato sui principi della terapia cognitivo-comportamentale — è stato ideato DSA in gioco, attraverso il quale è possibile permettere al bambino/ragazzo con DSA di:
• essere accompagnato e sostenuto nel momento della comunicazione della diagnosi e durante il programma di riabilitazione;
• acquisire consapevolezza del proprio disturbo, dei suoi effetti e delle risorse di cui dispone per minimizzarli;
• riconoscere le proprie aree di forza e farne un trampolino di lancio per un migliore sviluppo della propria persona;
• condividere i propri vissuti imparando a distinguere pensieri, emozioni e comportamenti;
• sviluppare strategie efficaci di problem solving, utili per affrontare le situazioni problematiche inerenti il disturbo;
• imparare ad assumere un ruolo più attivo nell’apprendimento e più in generale nella gestione quotidiana delle proprie difficoltà.
Il gioco può essere proposto in modalità sia individuale sia di gruppo e si rivolge a bambini e ragazzi dagli 8 ai 14 anni di età.

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DSA in gioco permette di fare un’esperienza di crescita che può modificare le credenze e i pensieri disfunzionali che spesso caratterizzano i bambini con Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Accade di frequente, infatti, che la presenza di...

DSA in gioco permette di fare un’esperienza di crescita che può modificare le credenze e i pensieri disfunzionali che spesso caratterizzano i bambini con Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Accade di frequente, infatti, che la presenza di un DSA, accanto a difficoltà oggettive di lettura, scrittura, calcolo e/o motricità, comporti una serie di implicazioni sul piano emotivo, motivazionale e identitario. Di fronte agli insuccessi ripetuti, è facile che il bambino/ragazzo con DSA si avvilisca, mostri demotivazione e atteggiamenti rinunciatari nei confronti dell’apprendimento e sviluppi anche la convinzione di essere poco capace, fino a identificarsi interamente con le proprie difficoltà.
Proprio per lavorare su questi aspetti — con un approccio ludico ma rigoroso, basato sui principi della terapia cognitivo-comportamentale — è stato ideato DSA in gioco, attraverso il quale è possibile permettere al bambino/ragazzo con DSA di:
• essere accompagnato e sostenuto nel momento della comunicazione della diagnosi e durante il programma di riabilitazione;
• acquisire consapevolezza del proprio disturbo, dei suoi effetti e delle risorse di cui dispone per minimizzarli;
• riconoscere le proprie aree di forza e farne un trampolino di lancio per un migliore sviluppo della propria persona;
• condividere i propri vissuti imparando a distinguere pensieri, emozioni e comportamenti;
• sviluppare strategie efficaci di problem solving, utili per affrontare le situazioni problematiche inerenti il disturbo;
• imparare ad assumere un ruolo più attivo nell’apprendimento e più in generale nella gestione quotidiana delle proprie difficoltà.
Il gioco può essere proposto in modalità sia individuale sia di gruppo e si rivolge a bambini e ragazzi dagli 8 ai 14 anni di età.

In allegato al volume "Il Gioco di Octopus", con il tabellone, i segnalini e gli altri materiali a colori per lo svolgimento del gioco.

DSA in gioco permette di fare un’esperienza di crescita che può modificare le credenze e i pensieri disfunzionali che spesso caratterizzano i bambini con Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Accade di frequente, infatti, che la presenza di...

DSA in gioco permette di fare un’esperienza di crescita che può modificare le credenze e i pensieri disfunzionali che spesso caratterizzano i bambini con Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Accade di frequente, infatti, che la presenza di un DSA, accanto a difficoltà oggettive di lettura, scrittura, calcolo e/o motricità, comporti una serie di implicazioni sul piano emotivo, motivazionale e identitario. Di fronte agli insuccessi ripetuti, è facile che il bambino/ragazzo con DSA si avvilisca, mostri demotivazione e atteggiamenti rinunciatari nei confronti dell’apprendimento e sviluppi anche la convinzione di essere poco capace, fino a identificarsi interamente con le proprie difficoltà.
Proprio per lavorare su questi aspetti — con un approccio ludico ma rigoroso, basato sui principi della terapia cognitivo-comportamentale — è stato ideato DSA in gioco, attraverso il quale è possibile permettere al bambino/ragazzo con DSA di:
• essere accompagnato e sostenuto nel momento della comunicazione della diagnosi e durante il programma di riabilitazione;
• acquisire consapevolezza del proprio disturbo, dei suoi effetti e delle risorse di cui dispone per minimizzarli;
• riconoscere le proprie aree di forza e farne un trampolino di lancio per un migliore sviluppo della propria persona;
• condividere i propri vissuti imparando a distinguere pensieri, emozioni e comportamenti;
• sviluppare strategie efficaci di problem solving, utili per affrontare le situazioni problematiche inerenti il disturbo;
• imparare ad assumere un ruolo più attivo nell’apprendimento e più in generale nella gestione quotidiana delle proprie difficoltà.
Il gioco può essere proposto in modalità sia individuale sia di gruppo e si rivolge a bambini e ragazzi dagli 8 ai 14 anni di età.

In allegato al volume "Il Gioco di Octopus", con il tabellone, i segnalini e gli altri materiali a colori per lo svolgimento del gioco.

DSA in gioco permette di fare un’esperienza di crescita che può modificare le credenze e i pensieri disfunzionali che spesso caratterizzano i bambini con Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Accade di frequente, infatti, che la presenza di...

DSA in gioco permette di fare un’esperienza di crescita che può modificare le credenze e i pensieri disfunzionali che spesso caratterizzano i bambini con Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Accade di frequente, infatti, che la presenza di un DSA, accanto a difficoltà oggettive di lettura, scrittura, calcolo e/o motricità, comporti una serie di implicazioni sul piano emotivo, motivazionale e identitario. Di fronte agli insuccessi ripetuti, è facile che il bambino/ragazzo con DSA si avvilisca, mostri demotivazione e atteggiamenti rinunciatari nei confronti dell’apprendimento e sviluppi anche la convinzione di essere poco capace, fino a identificarsi interamente con le proprie difficoltà.
Proprio per lavorare su questi aspetti — con un approccio ludico ma rigoroso, basato sui principi della terapia cognitivo-comportamentale — è stato ideato DSA in gioco, attraverso il quale è possibile permettere al bambino/ragazzo con DSA di:
• essere accompagnato e sostenuto nel momento della comunicazione della diagnosi e durante il programma di riabilitazione;
• acquisire consapevolezza del proprio disturbo, dei suoi effetti e delle risorse di cui dispone per minimizzarli;
• riconoscere le proprie aree di forza e farne un trampolino di lancio per un migliore sviluppo della propria persona;
• condividere i propri vissuti imparando a distinguere pensieri, emozioni e comportamenti;
• sviluppare strategie efficaci di problem solving, utili per affrontare le situazioni problematiche inerenti il disturbo;
• imparare ad assumere un ruolo più attivo nell’apprendimento e più in generale nella gestione quotidiana delle proprie difficoltà.
Il gioco può essere proposto in modalità sia individuale sia di gruppo e si rivolge a bambini e ragazzi dagli 8 ai 14 anni di età.

In allegato al volume "Il Gioco di Octopus", con il tabellone, i segnalini e gli altri materiali a colori per lo svolgimento del gioco.

Nido
Infanzia
Primaria
1 2 3 4 5
Secondaria
1° grado 2° grado
Università
Aspetti emotivo-motivazionali e affettivo-relazionali Motivazione
Aspetti emotivo-motivazionali e affettivo-relazionali Gestione dello Stress, Autocontrollo e Controllo degli Impulsi
Area cognitiva neuro-psicologica Metodo di studio
Area cognitiva neuro-psicologica Metacognizione
Area cognitiva neuro-psicologica Memoria
Aspetti emotivo-motivazionali e affettivo-relazionali Motivazione
Aspetti emotivo-motivazionali e affettivo-relazionali Gestione dello Stress, Autocontrollo e Controllo degli Impulsi
Area cognitiva neuro-psicologica Metodo di studio
Area cognitiva neuro-psicologica Metacognizione
Area cognitiva neuro-psicologica Memoria

Prefazione (Luigi Marotta)
CAP. 1 - Definizione dei DSA
CAP. 2 - La costruzione dello strumento e la fase di sperimentazione
CAP. 3 - Il gioco di Octopus
Bibliografia
APPENDICE 1 - Esempi di risposte ai prerequisiti del gioco
APPENDICE 2 - Esempi di risposte alle domande del gioco
APPENDICE 3 - Esempi di semplificazione delle domande
APPENDICE 4 - Materiali

Libro + Allegati
ISBN: 9788859007074
Data di pubblicazione: 11/2014
Numero Pagine: 84
Formato: 21x29,7cm

 

Insegnante Curricolare Scuola dell'infanzia
Insegnante Curricolare Scuola primaria
Insegnante Curricolare Scuola secondaria di primo grado Altro
Insegnante Curricolare Scuola secondaria di primo grado Italiano / Storia / Geografia
Insegnante Curricolare Scuola secondaria di primo grado Lingue straniere
Insegnante Curricolare Scuola secondaria di primo grado Matematica / Scienze / Fisica
Insegnante Curricolare Scuola secondaria di primo grado Musica / Arte
Insegnante Curricolare Scuola secondaria di primo grado Scienze motorie e sportive
Insegnante Curricolare Scuola secondaria di primo grado Tecnologie / Informatica
Insegnante Curricolare Scuola secondaria di secondo grado Altro
Insegnante Curricolare Scuola secondaria di secondo grado Italiano / Storia / Geografia
Insegnante Curricolare Scuola secondaria di secondo grado Lingue straniere
Insegnante Curricolare Scuola secondaria di secondo grado Matematica / Scienze / Fisica
Insegnante Curricolare Scuola secondaria di secondo grado Musica / Arte
Insegnante Curricolare Scuola secondaria di secondo grado Scienze motorie e sportive
Insegnante Curricolare Scuola secondaria di secondo grado Tecnologie / Informatica
Insegnante di sostegno Scuola dell'infanzia
Insegnante di sostegno Scuola primaria
Insegnante di sostegno Scuola secondaria di primo grado
Insegnante di sostegno Scuola secondaria di secondo grado
Contenuti

Prefazione (Luigi Marotta)
CAP. 1 - Definizione dei DSA
CAP. 2 - La costruzione dello strumento e la fase di sperimentazione
CAP. 3 - Il gioco di Octopus
Bibliografia
APPENDICE 1 - Esempi di risposte ai prerequisiti del gioco
APPENDICE 2 - Esempi di risposte alle domande del gioco
APPENDICE 3 - Esempi di semplificazione delle domande
APPENDICE 4 - Materiali

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Insegnante Curricolare Scuola secondaria di secondo grado Altro
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