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Marchio: Erickson Direct Publishing
Un viaggio tra ricordi personali e riflessioni pedagogiche per riscoprire il significato profondo dell’infanzia. Attraverso il racconto della propria esperienza, Simone Digennaro intreccia memoria, educazione e cambiamento sociale, invitando a guardare all’infanzia non come a una fase da superare, ma come a una risorsa preziosa da custodire per tutta la vita.
Un libro che parla agli educatori, ai genitori e a chiunque sia stato bambino.
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Una premessa, un’introduzione
Un primo dialogo sull’infanzia
Cronache d’infanzia
Io vado
Le mappe della mia infanzia
I carbonari
Il mercato coperto: Maria, nata Mario
Il tipo con la Spider
Ululati
Chi accompagna chi
Piombino
Tradimenti
Saliva o urina?
La fontanella
SDENG, rituali di passaggio
Appunti di pedagogia collettiva
La condizione dell’infanzia, oggi
Ibridazione
Collocazione
Dilemma partecipazione-protezione
Crisi dei sistemi educativi
Transizione verso l’età adulta
Una nuova pedagogia collettiva
La crisi del pensiero educativo e la sua rinascita
Cronaca di un’infanzia è un libro che si muove tra memoir e saggio pedagogico, intrecciando il racconto autobiografico con una riflessione più ampia sul significato dell’infanzia e sul ruolo dell’educazione nella società contemporanea.
Nella prima parte, l’autore ripercorre luoghi, emozioni ed episodi della propria infanzia, lasciando emergere il dialogo continuo tra il bambino che è stato e il pedagogista che è diventato. Le strade percorse, gli incontri, le scoperte e i vissuti custoditi nella memoria diventano occasioni per interrogarsi su come l’esperienza infantile contribuisca a costruire l’identità di ciascuno. Il corpo, i luoghi e le emozioni si intrecciano in una narrazione intensa, capace di trasformare il ricordo personale in uno spazio di riflessione condivisa.
Nella seconda parte, lo sguardo si allarga ai temi dell’educazione e ai profondi cambiamenti che attraversano la società contemporanea. A partire dalla propria esperienza e dal lavoro pedagogico, l’autore propone una riflessione critica sulle trasformazioni dei contesti educativi, sulle fragilità del presente e sull’urgenza di ripensare il rapporto tra adulti, bambini e comunità.
Ne emerge una visione dell’infanzia come esperienza fondamentale e inesauribile, una stagione della vita che continua a parlarci anche da adulti e che merita di essere accolta, compresa e protetta.