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Il racconto delle due giornate a Bologna di incontri, laboratori e dialoghi interattivi per esplorare l’adolescenza di oggi attraverso molteplici prospettive.
Chiediamo agli adolescenti di crescere in un mondo che appare deludente, instabile e spesso spaventoso, segnato da conflitti e incertezze. In questo scenario imprevedibile, adulti e ragazzi faticano a condividere lo stesso sguardo sul futuro.
Proprio per questo, l’età dell’immaginazione diventa uno spazio fondamentale per dare senso al presente e aprire possibilità nuove.
Dall'intervento di Stefano Laffi
Circa 11,2 milioni di minori entro i 19 anni nell'Unione Europea soffrono di un problema di salute mentale.
Circa 5,9 milioni sono maschi 5,3 milioni sono femmine
Depressione, ansia e disturbi del comportamento sono tra le principali cause di malattia e disabilità. Intervenire presto significa modficare la traiettoria, non solo modificare il sintomo.
Dall'intervento di Stefano Vicari
Il consenso non è automatico né implicito: è qualcosa che si costruisce nel tempo.
Significa riconoscere i propri confini e rispettare quelli dell’altro, saper ascoltare, leggere i segnali e fermarsi quando serve. Educare al consenso vuol dire dare a ragazze e ragazzi strumenti per vivere relazioni libere, consapevoli e rispettose.
Dall'intervento di Caterina Di Chio
L’educazione affettiva e sessuale resta troppo spesso marginale, proprio mentre sarebbe essenziale per la crescita e il benessere di bambini e adolescenti.
Il dibattito riaperto dal DDL Valditara mette in luce tensioni tra trasparenza, autonomia scolastica e prevenzione. In un contesto segnato anche dai social media, diventa urgente offrire strumenti chiari e inclusivi per costruire identità, relazioni e consenso.
Dal question time Educazione affettiva e sessuale a scuola
Ansia, rabbia, tristezza e relazioni complesse segnano spesso l’adolescenza, insieme alla paura del futuro. Di fronte a questo, il rischio è rispondere con giudizio.
Diventa invece fondamentale imparare a fermarsi, osservare e accogliere ciò che accade. Riconoscere le emozioni non le indebolisce: le rende comprensibili e apre la possibilità di accompagnare davvero la crescita.
Dall'intervento di Fabio Celi
La mancanza di motivazione non è un difetto, ma un processo che prende forma dall’incontro tra pensieri, emozioni e contesto.
Per sostenerla, non basta “spingere” i ragazzi: serve agire sugli ambienti e aiutare a riconoscere ciò che li muove o li blocca. Quando la motivazione si collega ai valori personali, diventa più autonoma, stabile e capace di alimentare crescita e vitalità.
Dall'intervento di Francesco Dell'Orco
Ritiro, ansia e senso di impotenza raccontano il disagio di molti adolescenti, ma le risposte educative sono ancora da costruire.
Non basta leggere il malessere come individuale: è anche sociale e collettivo.
Per accompagnare davvero, serve ripensare gli spazi educativi e riconoscere le forme di resistenza dei ragazzi, riattivando in loro desiderio, senso e possibilità.
Dall'intervento di Davide Fant
Con gli adolescenti, il primo incontro può fare la differenza. L’asimmetria tra adulto e ragazzo rischia di creare distanza, anche nel silenzio.
Per questo è fondamentale partire da dove si trova l’altro: farlo sentire visto, ascoltare senza anticipare risposte. Solo così può nascere una relazione autentica, capace di aprire al cambiamento.
Dall'intervento di Laura Pomicino
I “cattivi ragazzi” sono spesso adolescenti con storie segnate da abbandono, violenza e fragilità.
Dietro la devianza ci sono percorsi complessi e poche opportunità.
Offrire accoglienza significa anche proporre una sfida: aiutare a rileggere la propria storia e immaginare un futuro diverso, in cui la legalità diventa una possibilità di riscatto, non solo una regola da rispettare.
Dall'intervento di Gabriella Simoni