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5° Convegno internazionale
DISABILITÀ E PROGETTO DI VITA
Trento e online, 22 e 23 maggio 2026


Il racconto in diretta della 5ª edizione del Convegno Sono adulto! in corso a Trento e online: due giornate di confronto tra ricerca, esperienze e prospettive per costruire un welfare sempre più inclusivo, personalizzato e vicino ai bisogni delle persone.
È la voce delle persone con disabilità che rivendicano identità, autodeterminazione e diritto di scelta.
Le immagini raccontano i momenti più significativi del convegno: volti, dialoghi, parole e situazioni che restituiscono il clima, la partecipazione e le emozioni condivise durante le giornate.




















Contraddizioni ancora aperte tra diritti riconosciuti e diritti realmente esigibili, tra principi inclusivi e pratiche quotidiane e distanze continuano a segnare la vita delle persone con disabilità: autonomia dichiarata, barriere persistenti, servizi frammentati e sguardi ancora paternalistici.
Dall'intervento di Giovanni Merlo
Anche in presenza di disabilità intellettiva profonda e bisogni comunicativi complessi, volontà, preferenze e desideri possono essere riconosciuti attraverso segnali corporei, relazionali e contestuali.
Dall’intervento di Joanne Watson
Uno spazio concreto di autodeterminazione, non una semplice procedura. Al centro, l’ascolto della persona, il riconoscimento dei suoi desideri e la possibilità di trasformare i servizi in risorse capaci di sostenere scelte reali.
Dall’intervento di Ciro Tarantino
Una lettura della disabilità che tiene insieme corpo, ambiente e società. L’inclusione nasce dalla rimozione delle barriere sociali, culturali e materiali, ma anche dal riconoscimento dell’esperienza corporea e della disabilità come parte della condizione umana.
Dall’intervento di Tom W. Shakespeare
Il linguaggio è uno spazio di riconoscimento e responsabilità. Parole capaci di superare pietismo, eroismo e infantilizzazione, per parlare di disabilità in modo più maturo: con al centro diritti, autonomia, relazioni, desideri e piena cittadinanza.
Dall’intervento di Iacopo Melio
Il progetto di vita è una costruzione condivisa, sostenuta da relazioni, famiglie, servizi e comunità. Il caregiving familiare emerge come risorsa fondamentale, ma anche come responsabilità che non può restare isolata o interamente delegata alle famiglie.
Dall’intervento di Fabio Ferrucci
La storia di Caterina e Chiara come passaggio dal desiderio alla rivendicazione dei diritti. Il progetto di vita non come sogno individuale da conquistare con fatica, ma come percorso esigibile di cittadinanza, autonomia, dignità e libertà.
Dall’intervento di Barbara Bichiri
La cura come equilibrio tra competenza professionale, relazione e senso dell’esistenza. Non solo trattamento, correzione o funzionamento, ma attenzione alla persona, reciprocità, rispetto, empatia e qualità della vita.
Dall’intervento di Fabio Folgheraiter
Modera la sessione
Fabio Ferrucci (Professore ordinario di Sociologia dei processi culturali, Università degli Studi del Molise)
Introduce la sessione
Daniela Malvestiti (Edizioni Centro Studi Erickson)
Discordanze
Giovanni Merlo (Direttore Ledha)
Supporting Decision-Making as a Human Right: Professional Practice Under Article 12 of the UNCRPD
Joanne Watson (Deakin University)
Per un progetto personalizzato come pratica di libertà
Ciro Tarantino (Professore di Sociologia del diritto, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Napoli)
Disabled by society and by the body? How we can achieve inclusion
Tom W. Shakespeare (Norwich Medical School, University of East Anglia, UK)
Parole adulte
Iacopo Melio (Giornalista, scrittore e attivista)
COORDINA: Carlo Francescutti (Direttore dei Servizi Sociosanitari, Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, Pordenone)
L’accesso al mercato del lavoro rappresenta una sfida significativa per le persone con disabilità associate a problematiche del neurosviluppo. Le evidenze scientifiche mostrano però come la partecipazione lavorativa sia possibile quando vengono messi a disposizione sostegni e forme di accompagnamento adeguati e ispirati ai principi della “vocational rehabilitation”.
Il simposio si propone di approfondire tali modelli di accompagnamento, anche alla luce delle Raccomandazioni delle Linee guida per il trattamento dello spettro autistico in età adulta dell’Istituto Superiore di Sanità. In particolare, verranno presentati l’Individual Placement and Support (IPS) e il progetto SEARCH, due approcci di sostegno intensivo la cui efficacia è stata documentata dalla ricerca. Sarà inoltre analizzato il ruolo cruciale della rete di servizi e strumenti che costituiscono la cornice essenziale per garantire non solo l’accesso, ma anche il mantenimento dell’occupazione: formazione professionale, politiche attive del lavoro, collocamento mirato e collaborazione con il mondo delle imprese.
INTERVENGONO:
Elisa Vigna (Ricercatrice, fondatrice e direttrice del Welsh Centre for Learning Disability Inclusive Research), Corrado Cappa (Coordinatore del Comitato tecnico scientifico Associazione IPSILON – APS, Membro Direttivo SIDiN, Referente SIRP RER), Cinzia Perozzi (Psicologa, Operatrice IPS per En.A.I.P. della Provincia di Piacenza)e Francesco Favero (Terapista occupazionale, Azienda Sanitaria del Friuli Occidentale).
COORDINA: Marta Migliosi (Coordinamento Nazionale PERSONE, Movimento Antiabilista)
“Il progetto personalizzato e partecipato non è per tutti”.
“Per chi è troppo grave l’istituzionalizzazione è l’unica risposta”.
Siamo sicuri che sia davvero così?
La precondizione del Progetto individuale, personalizzato e partecipato è mettersi in relazione con l’altro per dare forma e sostanza ai pensieri, ai desideri e alle istanze che ogni essere umano porta con sé nello scorrere dell’esistenza.
È riconoscere alla persona con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri, il potere di decidere della propria vita e di esprimersi, indipendentemente da come lo fa: con la parola, con un gesto, con uno scritto, o con qualsiasi altro mezzo atto a manifestare la propria volontà. Diamo voce al silenzio.
INTERVENGONO:
Orietta Prai con il figlio Jacopo Acuto (Coordinamento Nazionale PERSONE, Comitato 162 Piemonte) e Katia Salice con la testimonianza video di Sonia Salice(Coordinamento Nazionale PERSONE, Ass. YAWP)
DOCENTE: Maria Turati (Università Cattolica di Milano)
La valutazione rappresenta il primo passo per elaborare un progetto nei percorsi di aiuto. Per gli operatori e le operatrici valutare significa esprimere un giudizio professionale sui fatti che osservano e sulla base delle informazioni che raccolgono, in relazione a uno scopo. La valutazione multidimensionale implica il coinvolgimento di operatori e servizi differenti, ma anche il dialogo con tutti i soggetti direttamente interessati dalla costruzione del progetto. Si concretizza nella messa in campo di risorse, competenze, conoscenze e nell’incontro tra azioni e pensieri di tutte le parti coinvolte.
La deontologia professionale, il ruolo, il contesto di servizio di appartenenza, ma anche i riferimenti teorici e metodologici utilizzati influiscono sul processo valutativo.
Il workshop approfondirà il tema presentando diversi framework di riferimento e ponendo particolare attenzione al contributo dell’approccio relazionale, per promuovere un approccio partecipato alla valutazione al fine di sostenere i percorsi di autorealizzazione delle persone con disabilità.
Introduce e presiede la sessione Maurizio Marchesin (Università Cattolica di Milano)
DOCENTE: Federica Floris (Psicologa, Esperta in neuropsicologia clinica e riabilitativa dell’arco di vita, Opera Don Orione)
Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 62/2024, il Progetto di Vita (PdV) assume un ruolo centrale nella costruzione di percorsi personalizzati e partecipati, orientati a sostenere le aspirazioni e i desideri delle persone con disabilità. Il nuovo impianto normativo rafforza una prospettiva che mette al centro la persona, promuovendone autodeterminazione e piena inclusione sociale.
Il laboratorio si propone di esplorare in chiave operativa come il Progetto di Vita possa essere costruito e svilupparsi a partire dalla raccolta dei bisogni e delle aspettative, fino alla definizione di un percorso strutturato e condiviso. Saranno approfondite modalità, strumenti e strategie per individuare, insieme ai professionisti e alla rete sociale di riferimento, i sostegni e le risorse necessari nei diversi ambiti di vita. L’obiettivo è fornire ai e alle partecipanti elementi concreti per rendere la persona protagonista del proprio percorso di vita, promuovendo progettazioni realmente centrate sulla persona, capaci di valorizzarne le scelte e le competenze.
Il laboratorio si svolge esclusivamente in presenza e ha una capienza ridotta, si consiglia quindi di presentarsi 10 minuti prima dell'inizio dell'attività per assicurarsi il proprio posto.
COORDINA: Roberto Franchini (Educatore, pedagogista, Università Cattolica di Brescia, Dirigente Nazionale Opera Don Orione)
Il dibattito sulle forme dell’abitare, inserito nel più ampio panorama dei servizi e dei sostegni rivolti alle persone con disabilità, è oggi particolarmente acceso e si alimenta di diversi riferimenti culturali, tra cui spiccano l’approccio basato sui diritti (con particolare attenzione al diritto alla vita indipendente) e il paradigma della Qualità della Vita.
Nel quadro delineato dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, dal D.Lgs. 62/2024 e dalle Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità, il simposio propone di collocare il tema dell’abitare all’interno della cornice metodologica del Progetto di Vita personalizzato e partecipato. In questa prospettiva, nessuna soluzione abitativa può essere considerata valida in modo uniforme o definitivo, ma va pensata come esito di un processo di valutazione e progettazione centrato sulla persona.
I contributi previsti, a partire da prospettive differenti – ricerca, pianificazione territoriale e organizzazione dei servizi – si integrano in un mosaico, offrendo una lettura articolata e complementare delle attuali prospettive di sviluppo nel campo dell’abitare.
INTERVENGONO: Simone Zorzi (Direttore Servizi per le disabilità Asufc), Maria Luisa Scattoni (Dirigente di Ricerca all’ISS e Coordinatrice dell'Osservatorio Nazionale Autismo), Marco Bollani (Direttore Come Noi Cooperativa Sociale) e Marco Bertelli (Direttore scientifico CREA, Fondazione San Sebastiano di Firenze e Presidente SIDiN - Società Italiana per i Disturbi del Neurosviluppo).
COORDINA: Maria Giulia Bernardini (Filosofa del diritto, Università di Ferrara)
L’intersezionalità rappresenta una chiave di lettura fondamentale per comprendere la complessità delle identità sociali e le dinamiche attraverso cui le diverse forme di diseguaglianza e discriminazione si intrecciano e si rafforzano reciprocamente. Guardare la realtà attraverso questa lente consente di cogliere il carattere stratificato delle esperienze individuali e di riconoscere come molteplici fattori – genere, disabilità, origine, condizione socioeconomica – agiscano simultaneamente anche nella vita quotidiana.
A partire dall’intersezione tra genere e disabilità, ma ampliando lo sguardo anche ad altre forme di discriminazione come quella che colpisce le persone con background migratorio, il simposio intende approfondire le sfide attuali sul piano culturale, sociale e dei diritti.
I e le partecipanti rifletteranno su cosa significhi, in concreto, “praticare l’intersezionalità”, ossia riconoscere appieno le varie soggettività e tutelarne effettivamente i diritti.
INTERVENGONO: Simona Lancioni (Responsabile di Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Pisa), Marta Migliosi (Coordinamento Nazionale PERSONE, Movimento Antiabilista),Pamela Crepaldi (Università di Torino) e Souad Maddahi (Community e Disability Manager – Fondazione di Comunità Porta Palazzo).
DOCENTI: Marco Espa (Presidente ABC Italia Associazione Bambini Cerebrolesi) e Francesca Palmas(Responsabile Centro Studi ABC Italia)
Negli ultimi anni in Italia si è assistito a una significativa evoluzione dei concetti di disabilità, normalità e inclusione educativa. Parallelamente, i continui progressi tecnologici hanno trasformato il nostro modo di vivere e di pensare la diversità. In questo scenario si è progressivamente affermato un approccio ecologico proposto dalla prospettiva bio-psico-sociale, che mira a superare la categorizzazione delle persone con disabilità e si distanzia da una visione esclusivamente medica e “patologizzante”. I progetti di vita, fondati su un approccio multidisciplinare, mirano a promuovere l'autodeterminazione e a rispondere alle esigenze e ai bisogni individuali in vari ambiti della vita quotidiana propri di ciascuno. Un cambiamento che trova un precedente significativo nell’esperienza scolastica, con l’introduzione del nuovo modello di PEI (Piano Educativo Individualizzato), che ha consentito di esercitarsi, in una prospettiva inclusiva, nei processi di personalizzazione e co-progettazione degli interventi educativi e didattici, ponendo le basi per una più ampia progettazione orientata al Progetto di Vita. Il workshop offre un approfondimento sulla riforma introdotta dal D.Lgs. 62/2024, che introduce un nuovo sistema di valutazione della disabilità basato su una visione multidimensionale e sulla reale partecipazione delle persone interessate. Il Progetto di Vita non è solo un documento, ma un nuovo modo di pensare all'inclusione, alla cura e al futuro.
DOCENTE: Laura Richiusa(Coordinatrice Servizio Autismo, Ospedale Villa Igea di Modena)
Nel lavoro con persone con Disturbo dello Spettro Autistico, i comportamenti problema rappresentano spesso una sfida complessa che attraversa tutte le fasi della vita, dall’età evolutiva all’età adulta, incidendo in modo significativo sulla qualità della vita della persona e del suo contesto. All’interno di una prospettiva di analisi del comportamento applicata, tali manifestazioni vengono lette non come eventi da sopprimere, ma come comportamenti dotati di funzione, inseriti in specifici contesti relazionali e ambientali. In questa cornice, la comprensione del comportamento diventa un passaggio fondamentale per la costruzione di interventi efficaci e sostenibili nel tempo, coerenti con il Progetto di Vita della persona. Il workshop propone un approccio pratico e operativo alla lettura e gestione dei comportamenti problema, con l’obiettivo di fornire strumenti spendibili nei diversi contesti di vita. A partire dall’esperienza clinica, verranno illustrate modalità di osservazione e analisi funzionale del comportamento, con particolare attenzione all’individuazione di antecedenti, conseguenze e funzioni. Ampio spazio sarà dedicato alla condivisione di strategie di intervento basate sull’evidenza, tra cui la prevenzione dei comportamenti disfunzionali, l’insegnamento di abilità comunicative alternative e la strutturazione di ambienti facilitanti, in un’ottica di promozione della partecipazione, dell’autonomia e del benessere lungo tutto l’arco di vita.
DOCENTE: Federica Floris (Psicologa, Esperta in neuropsicologia clinica e riabilitativa dell’arco di vita, Opera Don Orione)
Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 62/2024, il Progetto di Vita (PdV) assume un ruolo centrale nella costruzione di percorsi personalizzati e partecipati, orientati a sostenere le aspirazioni e i desideri delle persone con disabilità. Il nuovo impianto normativo rafforza una prospettiva che mette al centro la persona, promuovendone autodeterminazione e piena inclusione sociale.
Il laboratorio si propone di esplorare in chiave operativa come il Progetto di Vita possa essere costruito e svilupparsi a partire dalla raccolta dei bisogni e delle aspettative, fino alla definizione di un percorso strutturato e condiviso. Saranno approfondite modalità, strumenti e strategie per individuare, insieme ai professionisti e alla rete sociale di riferimento, i sostegni e le risorse necessari nei diversi ambiti di vita. L’obiettivo è fornire ai e alle partecipanti elementi concreti per rendere la persona protagonista del proprio percorso di vita, promuovendo progettazioni realmente centrate sulla persona, capaci di valorizzarne le scelte e le competenze.
Il laboratorio si svolge esclusivamente in presenza e ha una capienza ridotta, si consiglia quindi di presentarsi 10 minuti prima dell'inizio dell'attività per assicurarsi il proprio posto.
COORDINA: Matteo Maccione (Pedagogista, Direttore Tecnico di Cascina Cristina, Polo sociosanitario multifunzione per adulti nello spettro autistico)
Diventare adulti e adulte non significa solo raggiungere traguardi individuali, ma si realizza anche nella possibilità concreta di abitare luoghi, intrecciare relazioni significative e accedere a opportunità che riconoscano e sostengano l’autodeterminazione.
Il simposio propone una riflessione sul ruolo del territorio e dei contesti di vita nella costruzione del Progetto di Vita adulta delle persone con disabilità. Alla luce del paradigma della Qualità di Vita e dell’approccio ecologico-sociale, verranno analizzate le condizioni che rendono una comunità realmente inclusiva: la presenza di reti territoriali collaborative, servizi flessibili e personalizzati, alleanze strutturate tra famiglie, enti locali, Terzo Settore e mondo del lavoro, nonché pratiche orientate alla valorizzazione dei contesti naturali di vita.
In questa prospettiva, la comunità non è solo sfondo dell’intervento, ma diviene spazio abilitante, capace di sostenere percorsi di partecipazione, scelta e appartenenza, contribuendo alla costruzione di traiettorie adulte autentiche e sostenibili.
INTERVENGONO: Matteo Schianchi (Università Bicocca di Milano) e Tina Lomascolo (Psicologa, esperta in autismo e disabilità. Ha lavorato presso i Servizi Sociali del Comune di Milano)
COORDINA: Giulia Avancini (Edizioni Centro Studi Erickson)
La Riforma sulla disabilità (l. 227/2021 e D.Lgs. 62/2024) introduce una trasformazione profonda che chiama i servizi e i/le loro professionisti/e a ripensare il proprio ruolo. Infatti, questo passaggio a un sistema fondato sulla piena titolarità dei diritti delle persone con disabilità richiede un cambiamento culturale, organizzativo e relazionale. Questo simposio intende esplorare come operatori e operatrici possano tradurre la cornice dei diritti in pratiche effettive, capaci di generare opportunità e nuovi spazi di autodeterminazione. Il diritto, infatti, definisce i limiti dell’azione ma non ne garantisce gli esiti: apre però alla possibilità di sviluppare un diverso modo di accompagnare i percorsi di vita, favorendo un’autentica esplorazione esistenziale, che coinvolga l’intera comunità.
A partire dalle sfide e dalle potenzialità della Riforma, i e le partecipanti saranno invitati a riflettere su ciò che essa richiede ai servizi e ai territori, ma anche su quanto è già oggi nelle mani dei professionisti: il loro modo di porsi, di interpretare il mandato e di costruire ambienti non oppressivi e rispettosi della persona. Sarà inoltre proposta una riflessione su come la governance dei servizi possa evolvere affinché sia coerente con questa visione. L’obiettivo è considerare la Riforma non solo come un insieme di norme, ma come una chance preziosa – complessa, graduale e non priva di sfide – per promuovere un reale cambiamento di prospettiva. Una possibilità da cogliere, per evitare che resti un’occasione mancata.
INTERVENGONO: Maria Turati (Università Cattolica di Milano), Tiziano Gomiero (Direttore Tecnico Scientifico Fondazione Lega del Filo d’oro, membro del Comitato Etico per la ricerca dell'Università di Trento) e Carlo Francescutti (Direttore dei Servizi Sociosanitari, Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, Pordenone)
DOCENTE: Clara Salvador (Presidente Comitato Famiglie 162 Piemonte)
Immaginare un futuro felice è il desiderio che accompagna le famiglie quando si confrontano con la disabilità del proprio figlio o della propria figlia. Perché questo possa realizzarsi è necessario cambiare sguardo e andare oltre la diagnosi per sognare e costruire possibili percorsi di vita che si sviluppino nel mondo di tutti. Troppo spesso, invece, il futuro adulto delle persone con disabilità viene definito e pianificato da altri che, a vario titolo, impongono una visione prevalentemente assistenziale e protettiva. Un approccio che, pur animato da buone intenzioni, rischia di limitare l’emancipazione della persona e di favorire un’esclusione forzata dagli ambiti di vita comuni a ogni cittadino e cittadina. La riforma della disabilità e, in particolare, il Decreto legislativo n. 62 del 2024, introducendo il progetto individuale personalizzato e partecipato, mettono a disposizione uno strumento innovativo per promuovere un cambiamento necessario: riconoscere concretamente a ogni persona il diritto alla libertà e alla piena cittadinanza. Il workshop approfondirà pratiche e strumenti di accompagnamento e sostegno rivolti alla persona e alla famiglia, con l’obiettivo di orientare la presa in carico dei servizi sociali e sanitari verso una prospettiva di empowerment, capace di sostenere la costruzione e la realizzazione del progetto di vita desiderato.
DOCENTI: Marco Cadavero (Università di Bologna, CuoreMenteLab Impresa Sociale, Presidente FuturAbilMente APS), Giulia Nicoletti (CuoreMenteLab Impresa Sociale) e Michele Galloni (CuoreMenteLab Impresa Sociale)
La qualità della vita è un concetto multidimensionale che guida la progettazione di percorsi significativi per persone con disabilità intellettiva e del neurosviluppo. Il programma "Esplorare la Qualità della Vita" (EQdV), accompagna persone con disabilità, familiari e caregiver nell’esplorazione degli otto domini della qualità della vita: benessere fisico, materiale, emotivo, autodeterminazione, sviluppo personale, relazioni interpersonali, inclusione sociale e diritti.
EQdV fa parte di un più ampio percorso di accompagnamento alle famiglie, lo "Sportello per i Progetti di Vita", articolato in tre fasi: informare sul progetto di vita (gruppi AMA, EQdV, forum online), supportare la richiesta formale (modulistica, assistenza operativa e legale) e accompagnare la redazione del progetto individuale (supporto clinico e utilizzo delle Matrici Ecologiche 3.0).
Nel workshop, dopo un’introduzione teorico-metodologica con i riferimenti concettuali e i risultati preliminari delle somministrazioni pilota, verranno proposti ai partecipanti esercizi interattivi, simulazioni delle fasi del protocollo e strumenti operativi pronti all’uso. L’obiettivo è dotare i partecipanti delle competenze necessarie per supportare persone con disabilità e famiglie nella definizione di una scala dei desideri e delle aspettative, punto di partenza per la redazione di un progetto di vita realmente individualizzato, personalizzato e partecipato.
COORDINA: Marco Bertelli (Direttore scientifico CREA, Fondazione San Sebastiano, Firenze e Presidente SIDiN - Società Italiana per i Disturbi del Neurosviluppo)
La Qualità della Vita (QdV) rappresenta un paradigma guida fondamentale per le pratiche valutative, riabilitative, organizzative e di programmazione dei servizi rivolti a persone con disabilità del neurosviluppo e disturbi di salute mentale. Adottando una prospettiva sistemica e multilivello — che considera individuo, famiglia, servizi e sistema — la QdV consente di orientare in modo coerente la definizione degli obiettivi, la valutazione degli esiti e la progettazione dei sostegni lungo l’intero arco di vita. L’approccio integrato, che combina QdV condivisa e QdV personale, favorisce interventi maggiormente personalizzati, partecipativi e sostenibili, migliorando la soddisfazione delle persone e delle famiglie e promuovendo l’evoluzione delle pratiche professionali e delle politiche di welfare.
Nel simposio verranno presentate esperienze operative in contesti residenziali, servizi socio-sanitari e programmi sperimentali territoriali, con un’attenzione particolare all’uso di strumenti specifici, come il modello di Brown-Bertelli.I partecipanti potranno osservare come la QdV possa orientare la definizione degli obiettivi, la progettazione dei sostegni e la valutazione dei risultati, sia nei progetti di vita individuali sia nelle pratiche di sistema, approfondendo esempi concreti di applicazione e strategie per promuovere interventi più efficaci e partecipativi.
INTERVENGONO: Roberto Franchini (Educatore, pedagogista, Università Cattolica di Brescia, Dirigente Nazionale Opera Don Orione) e Carlo Francescutti (Direttore dei Servizi Sociosanitari Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, Pordenone)
COORDINA: Francesco Rovatti (ASST Ovest Milanese, Libera Università di Bolzano)
La sessualità delle persone con disabilità intellettiva rappresenta ancora oggi un ambito attraversato da tensioni normative, resistenze culturali e carenze operative. Nonostante il riconoscimento formale dei diritti sessuali come diritti umani fondamentali, persistono difficoltà nel tradurre tali principi in pratiche educative, dispositivi di tutela e interventi coerenti con i bisogni e l’autodeterminazione delle persone coinvolte. Il simposio intende offrire uno sguardo multidisciplinare sul tema, mettendo in dialogo prospettive giuridiche, educative e psicologiche. Il simposio intende offrire uno sguardo multidisciplinare sul tema, mettendo in dialogo prospettive giuridiche, educative e psicologiche, e favorire un confronto critico e operativo su come pensare e praticare l’educazione alla sessualità nella disabilità intellettiva, superando approcci frammentari e promuovendo una visione rispettosa dei diritti, dei desideri e della soggettività delle persone.
INTERVIENE: Alessia Gramai (Psicologa, psicoterapeuta e sessuologa clinica)
DOCENTE: Federica Floris(Psicologa, Esperta in neuropsicologia clinica e riabilitativa dell’arco di vita, Opera Don Orione)
Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 62/2024, il Progetto di Vita (PdV) assume un ruolo centrale nella costruzione di percorsi personalizzati e partecipati, orientati a sostenere le aspirazioni e i desideri delle persone con disabilità. Il nuovo impianto normativo rafforza una prospettiva che mette al centro la persona, promuovendone autodeterminazione e piena inclusione sociale. Il laboratorio si propone di esplorare in chiave operativa come il Progetto di Vita possa essere costruito e svilupparsi a partire dalla raccolta dei bisogni e delle aspettative, fino alla definizione di un percorso strutturato e condiviso. Saranno approfondite modalità, strumenti e strategie per individuare, insieme ai professionisti e alla rete sociale di riferimento, i sostegni e le risorse necessari nei diversi ambiti di vita. L’obiettivo è fornire ai e alle partecipanti elementi concreti per rendere la persona protagonista del proprio percorso di vita, promuovendo progettazioni realmente centrate sulla persona, capaci di valorizzarne le scelte e le competenze.
Introduce e presiede la sessione Francesca Giannulo (Università Cattolica di Milano)
Modera la sessione
Giulia Avancini(Edizioni Centro Studi Erickson)
Nessun uomo è un'isola: Progetto di Vita e caregiving familiare
Fabio Ferrucci (Professore ordinario di Sociologia dei processi culturali, Università degli Studi del Molise)
Il Progetto di Vita: sogno o diritto? Realizzazione del sogno di Caterina e Chiara e battaglia per i loro diritti
Barbara Bichiri (Madre di due donne con disabilità)
Dentro la Cura: i paradigmi della salute e della vita
Fabio Folgheraiter (Università Cattolica di Milano)
Restituzione condivisa
Daniela Malvestiti (Edizioni Centro Studi Erickson)

Ha insegnato presso le Università di Sunderland, Leeds e Newcastle e dal 2008 al 2013 ha lavorato per conto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità alla realizzazione del Rapporto mondiale sulla disabilità (2011). Attualmente insegna Sociologia medica presso la University of East Anglia.

Docente senior di Disabilità e Inclusione presso la Facoltà di Salute e Sviluppo Sociale alla Deakin University (Australia).
Oltre all'insegnamento, Jo è impegnata in numerosi progetti di ricerca, incentrati sull'impatto della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e sulla capacità dei paesi firmatari di sostenere e proteggere i diritti umani delle persone con esigenze complesse di comunicazione e assistenza. La sua attuale ricerca si concentra sul sostegno alle persone con disabilità complesse affinché possano vivere una vita autodeterminata attraverso meccanismi di supporto decisionale e assistenza personalizzata.

Ricercatrice in Filosofia del diritto, insegna Diritto e genere al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Ferrara. Tra i suoi interessi di ricerca figurano: teorie critiche del diritto (in particolare, disability studies, elder studies, feminist & gender studies), critica intersezionale, cliniche legali. È autrice di numerose pubblicazioni, aventi principalmente a oggetto la relazione tra persone con disabilità, diritti e riconoscimento giuridico.

Psichiatra e psicoterapeuta. Direttore scientifico del CREA (Firenze) e consulente clinico o supervisore per numerosi fornitori di servizi riabilitativi dell’intero territorio nazionale. Presidente SIDiN (Società Italiana per i Disturbi del Neurosviluppo), Presidente del WPA-WG ASD (Gruppo di Lavoro sul Disturbo dello Spettro Autistico dell’Organizzazione Mondiale di Psichiatria), Past President della WPA-SPID (Sezione Psichiatria della Disabilità Intellettiva dell’Organizzazione Mondiale di Psichiatria) e della EAMHID (Associazione Europea per la Salute Mentale nelle Disabilità Intellettive).
Autore di circa 350 comunicazioni o letture congressuali e di circa 200 pubblicazioni, in forma di articoli scientifici, capitoli di libri o interi libri, la maggior parte delle quali riferita alla psicopatologia, alla qualità di vita e alla nosologia dei disturbi dello spettro autistico e dello sviluppo intellettivo.
Ha svolto e svolge numerose attività di docenza presso Università e altri enti formativi nazionali e internazionali. Per l'eccellenza nell'attività svolta e il contributo all’avanzamento della conoscenza scientifica, è stato insignito dall'Associazione Mondiale di Psichiatria della Honorary Membership a Vita, nel 2011, e del Presidential Commendation, nel 2023. Nel 2021 ha ricevuto il premio Leon Eisenberg dell’Università di Harvard per l’eccezionale attività di coordinamento e di leadership internazionale nel settore dei disturbi del neurosviluppo.

È riconosciuto come uno dei leader dell'inclusione in Italia, tra i fondatori e presidente nazionale ABC - Associazione Bambini Cerebrolesi, impegnato nel sociale come genitore di una persona con disabilità grave. È considerato l'inventore del "Modello Sardegna" sui piani personalizzati e coprogettati in alleanza tra le Istituzioni e le persone con disabilità e le loro famiglie. 18 anni di esperienza, più di un miliardo e 200 milioni di investimento pubblico, quasi 300 mila progetti personalizzati finanziati e progettati con la coproduzione dei diretti interessati, fino a 60 mila euro annui a progetto, tutti alternativi a qualunque forma di istituzionalizzazione. Attualmente fa parte della Giunta nazionale della FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap).

Consegue la Laurea in Sociologia presso la Facoltà di Sociologia Università degli Studi di Trento a/a 1982/83, la Specializzazione in Statistica Sanitaria presso la Facoltà di Statistica Università degli Studi La Sapienza Roma a/a 1992/93 e il Master in "Social Science Data Analysis & Collection" alla Essex University (Gran Bretagna), 2001. Lavora come Dirigente SS Integrazione sociosanitaria e responsabile del Servizio di Integrazione lavorativa (SIL) – Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 5 - Pordenone (dal 2010) e come Coordinatore del Comitato Scientifico e componente dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità (triennio 2014-2016). È Responsabile del Centro collaboratore dell'OMS per le Classificazioni internazionali (2007-2010).

Direttore U.O. 'Cascina Cristina' - Polo multifunzione per i Disturbi dello Spettro Autistico in età adulta. Collabora con enti pubblici e privati in merito alle tematiche di disabilità e autismo.

Giornalista, scrittore e attivista
Si occupa di sensibilizzazione e divulgazione sui diritti umani, sociali e civili. Nel 2015 ha fondato la ONLUS #Vorreiprendereiltreno, diventata un riferimento nazionale per il terzo settore. Nel 2017 ha ricevuto dal Parlamento europeo il premio “Cittadino europeo”, mentre nel 2018 è stato nominato “Cavaliere dell’Ordine al Merito” dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dal 2020 è inoltre Consigliere regionale della Toscana.

Direttore Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità).
All'interno dell'attività di sostegno alla rappresentanza dei diritti umani delle persone con disabilità, svolge attività di ricerca, formazione e divulgazione nel campo delle politiche sociali.

Pedagogista, Responsabile del Centro Studi e Responsabile Scuola dell'ABC Italia, membro Osservatorio sull'inclusione scolastica MIUR, ha lavorato come educatrice professionale con persone con disabilità grave e si occupa di formazione rivolta a docenti e operatori sociali in tutta Italia. Ha condotto ricerche sull'analisi qualitativa e quantitativa dei servizi alla persona con disabilità, pubblicati su “Quaderni de La rivista del servizio sociale” - 2011 , Welfare Oggi - Maggioli editore, 2011, Autismo e Bisogni educativi speciali. Approcci proattivi basati sull’evidenza per l’inclusione efficace’ a cura di Marco Pontis Ed. Franco Angeli, 2014: Ha curato la pubblicazione del libro "Disabilità: buone prassi sui progetti personalizzati", Centro Studi ABC, 2017.

Ph.D. Psicologo, Psicoterapeuta e Sessuologo Clinico. Dottore di Ricerca in Pedagogia Generale, Pedagogia Sociale e Didattica Generale.
Dal 2011 titolare di incarichi clinici presso strutture pubbliche di Salute Mentale afferenti all'ASST-Ovest Milanese, ASST-Valle Olona e ASST-Rhodense. Attualmente è Dirigente Psicologo Psicoterapeuta presso la ASST-Ovest Milanese nell'unità operativa di Psicologia Clinica. Dal 2013 titolare negli anni presso l'Università di Bolzano degli insegnamenti di Psicologia Clinica, Psicologia Pedagogica e dello Sviluppo, Psicologia dell' Educazione e Apprendimento, Modelli integrati di intervento per la disabilità e i disturbi generalizzati dello sviluppo, Benessere ed Igiene, Comunicazioni in condizioni difficili, Neuropsichiatria. Ulteriori incarichi di insegnamento presso l'Università degli Studi di Trento presso il Dipartimento di Scienze Cognitive e presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.

Professore di Sociologia del diritto presso l’Università degli studi di Napoli Suor Orsola Benincasa, dove insegna Sociologia della disabilità. Vice-direttore di L'altro diritto - Centro di ricerca interuniversitario su carcere, devianza, marginalità e governo delle migrazioni, è direttore del Robert Castel Centre for Governmentality and Disability Studies e della rivista Minority Reports. Cultural Disability Studies.

Assistente sociale, ha operato in diversi ambiti, tra cui servizi di tutela minori, per le dipendenze e servizi sociali di base. Attualmente assegnista di ricerca presso il Centro di Ricerca Relational Social Work dell'Università Cattolica, è dottoressa di ricerca in Social Work and Personal Social Services e insegna nei corsi di laurea triennale e magistrale di lavoro sociale presso il medesimo ateneo. Si occupa in particolare di ricerca e formazione nell'area del lavoro sociale con le persone con disabilità intellettiva.

È stato professore di Metodologia del lavoro sociale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove ha coordinato a lungo i corsi di Laurea triennali nonché i corsi di Laurea Magistrale in Servizio sociale nelle sedi di Milano e Brescia. Ha fondato e diretto il Centro di ricerca in Servizio sociale, di cui è stato Direttore, e il Dottorato di ricerca “Social work and personal social services”. E’ cofondatore della Casa editrice Centro Studi Erickson di Trento, dove ha supervisionato l’area del Lavoro sociale e delle Politiche sociali, curando collane di testi metodologici e manuali accademici, nonché le Riviste scientifiche “Lavoro sociale” e “Relational social work Journal”.

Professore di Metodologia del lavoro sociale all’Università Cattolica di Milano, dove ha diretto corsi di Laurea e fondato il Centro di ricerca in Servizio sociale e il Dottorato “Social work and personal social services”. Cofondatore della Casa editrice Erickson, ha guidato l’area Lavoro sociale e Politiche sociali, curando collane e riviste scientifiche del settore.

Assistente sociale, dottoressa di ricerca in Sociologia, organizzazioni, culture e docente nel corso di laurea in Scienze del Servizio Sociale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Lavora nell’area Ricerca & Sviluppo del Centro Studi Erickson occupandosi di formazione, ricerca e innovazione sui temi legati al lavoro sociale, in particolare nell'ambito della non autosufficienza e della disabilità.
Oltre ai contributi che saranno presentati nelle due sessioni dedicate durante le giornate di Convegno, il Coordinamento Scientifico ha selezionato le seguenti esperienze che, nei diversi contesti, hanno saputo tradurre i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità in pratiche inclusive, personalizzate e capaci di incidere realmente sulla qualità della vita delle persone adulte con disabilità e delle loro famiglie.
ECM (Educazione Continua in Medicina)
Erickson è Provider ECM per le professioni elencate qui.
Tutti coloro che acquisteranno la partecipazione al Convegno + ECM, per ottenere i crediti, potranno scegliere quale testo di approfondimento studiare tra diverse opzioni. I crediti ECM saranno ottenuti a seguito dello studio del testo, disponibile in pdf, e il completamento di un quiz online. A seguito del Convegno verrà richiesto quale approfondimento di studio è stato scelto e verranno date maggiori informazioni in merito.
Crediti formativi per Assistenti Sociali
Verranno richiesti icrediti formativi.
L'accreditamento riguarda solo le due sessioni plenarie.
Per coloro che parteciperanno in presenza, per poter ottenere i crediti sarà necessario frequentare almeno l'80% e sarà richiesto di passare la tessera sanitaria in entrata e in uscita per ciascuna sessione plenaria.
Per chi seguirà il Convegno a distanza verrà considerata valida l'ora di connessione e di disconnessione da zoom per ciascuna sessione plenaria (è importante accedere con il proprio nome e cognome).
Per poter ottenere i crediti è necessario frequentare almeno l’80% delle ore complessive sopra indicate.
CFU (Crediti Formativi Universitari)
Verrà rilasciato un certificato che attesta la regolare frequenza al Convegno, con cui è possibile fare richiesta dei crediti CFU presso la propria Facoltà.
Il Convegno si terrà a Trento e online, il 22 e 23 maggio 2026.
Edizioni Centro Studi Erickson
Via del Pioppeto 24 - 38121 Trento
Per informazioni sulle strutture alberghiere convenzionate:
Per tutta la durata del Convegno sarà possibile consultare e acquistare i prodotti delle Edizioni Erickson direttamente presso La Libreria Erickson di Trento, dove sarà disponibile del personale competente a fornire informazioni e consigli utili sulla nostra
Segreteria organizzativa e informazioni:
formazione@erickson.it
Preventivi per gruppi ed Enti, patrocini e sponsor:
angelo.garbo@erickson.it
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