6° CONVEGNO INTERNAZIONALE

AFFRONTARE
LA VIOLENZA
SULLE DONNE

PREVENZIONE, RICONOSCIMENTO
E PERCORSI DI USCITA

TRENTO E ONLINE
23 e 24 ottobre 2026

La violenza sulle donne è un problema sociale e culturale profondo, che va affrontato con serietà e determinazione. Le forme di violenza che le donne possono vivere sono molteplici e assumono caratteristiche specifiche a seconda della fase della vita in cui si verificano.

Non si tratta solo di violenza fisica, psicologica, economica e sessuale, ma anche della difficoltà nell’accedere a cure e servizi, nel chiedere e ottenere aiuto, nell’andare oltre la sopravvivenza alla situazione di violenza.

Giunto alla sesta edizione edizione, il Convegno:

Si rivolge alle professioniste e ai professionistiSi rivolge alle professioniste e ai professionisti

Si rivolge alle professioniste e ai professionisti

che ogni giorno si occupano dell’accoglienza e della presa in carico della donna, dei/lle minori che hanno assistito a situazioni di violenza e dell’intervento con uomini maltrattanti. 

Offre uno sguardo ampioOffre uno sguardo ampio

Propone uno sguardo ampio

grazie ai diversi punti di vista – psicologico, sociale, giuridico, sanitario, educativo – di esperte ed esperti che da anni lavorano sul campo.

È un’occasione unica e importanteÈ un’occasione unica e importante

È un’occasione unica e importante

per mettere assieme visioni e saperi diversi, favorire uno sguardo di rete, condividere esperienze positive e approfondire approcci e modalità utili all’impostazione di interventi efficaci.

Il Convegno è dedicato a psicologhe/i, psicoterapeute/i, educatrici/tori, assistenti sociali, insegnanti, professioniste/i di ambito sanitario, membri delle forze dell’ordine, avvocate/i e, in generale, operatrici e operatori impegnati a vario titolo nel lavoro di prevenzione e intervento in situazioni di violenza.

La struttura

Icona PlenarieIcona Plenarie

2 PLENARIE

Per confrontarsi con le opinioni delle maggiori esperte e dei maggiori esperti sull’argomento.

Icona Question TimeIcona Question Time

4 QUESTION TIME

Per discutere e confrontare i temi chiave sotto diversi punti di vista

Icona WorkshopIcona Workshop

16 WORKSHOP

Per approfondire i principali snodi procedurali e gli interventi più significativi

Il programma

Venerdì 23 ottobre

10:00 – 12:30

PLENARIA

  1. Prima sessione plenaria

    Introduzione
    Elena Stanchina (Edizioni Centro Studi Erickson)

    Coordina la sessione
    Patrizia Romito (Università di Trieste)

    Le conseguenze dei femminicidi e lo sguardo di chi resta
    Stefania Prandi (Giornalista e fotogiornalista)

    Maschilità e risentimento: anatomia della manosphere tra ideologia, comunità e violenza
    Matteo Botto (Pedagogista, GE.S.S.TER. S.r.l.)

14:00 – 16:00

QUESTION TIME

  1. QT1. Il contrasto alla violenza maschile contro le donne nella Riforma Cartabia: strumenti, tutele e prospettive multidisciplinari

    Il Question time analizzerà gli effetti della Riforma Cartabia nella tutela delle donne vittime di violenza, evidenziandone l’impatto sul piano psicologico, legale e sociale. Saranno approfondite i principali strumenti introdotti per garantire una protezione tempestiva ed efficace, con particolare attenzione al contrasto della vittimizzazione secondaria, al rafforzamento delle misure di tutela e al coordinamento tra autorità giudiziarie, servizi territoriali e centri antiviolenza. Attraverso una prospettiva multidisciplinare, verranno illustrate le strategie di intervento più efficaci e i punti di forza della riforma nel promuovere percorsi di sicurezza, autonomia e inclusione per le donne che subiscono violenza.

    Introduce e coordina: Arianna Enrichens (Avvocata Telefono Rosa Piemonte, Avvocata del Foro di Torino)

    Intervengono: Marina Frigieri (Università di Parma)Marilena Vitale (Psicologa-Psicoterapeuta, CTU)

WORKSHOP

  1. WS1. Ascoltare donne in situazione di violenza. Il colloquio come spazio per la costruzione di percorsi di libertà

    Accogliere e ascoltare una donna che vive una situazione di violenza rappresenta il primo passo per poterla sostenere in modo efficace. Questo compito, tuttavia, può essere reso complesso dalle reazioni emotive che il tema stesso suscita. L'incontro con storie di sofferenza intensa e con contesti spesso difficili da affrontare può generare sentimenti di impotenza, incertezza o inadeguatezza. In alcuni casi possono emergere meccanismi difensivi quali la minimizzazione del problema, atteggiamenti di giudizio nei confronti della vittima o, al contrario, una spinta a intervenire assumendo un ruolo sostitutivo nelle sue scelte. Inoltre, l'esposizione continuativa a racconti di violenza e trauma può comportare un impatto significativo sul benessere di operatrici e operatori, aumentando il rischio di compassion fatigue, burnout e trauma vicario.

    Il workshop si propone come spazio di riflessione sui presupposti di un ascolto professionale efficace e sulle competenze necessarie per accompagnare la donna in un percorso di rafforzamento delle proprie risorse e riappropriazione delle proprie competenze decisionali. Si rifletterà su strumenti utili per comprendere la situazione specifica, valutarne i rischi, individuare le opportunità di protezione e supporto e su come promuovere modalità di lavoro capaci di tutelare sia le donne accolte sia il benessere di professionisti e professioniste coinvolte.

    Maria Luisa Bonura (Dirigente Psicologa Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento), Sigrid Pisanu (Centro Antiviolenza - Casa delle donne di Merano; D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza)

  2. WS2. Agire nelle situazioni di violenza di genere: dalle cattive prassi alle buone indicazioni

    Quando si interviene nelle situazioni di violenza di genere, riconoscere il maltrattamento non basta: è fondamentale saperlo comprendere e affrontare senza lasciarsi guidare da stereotipi, pregiudizi o convinzioni prive di basi scientifiche.

    Troppo spesso, infatti, donne, bambine e bambini vittime di violenza non ricevono la protezione e il sostegno di cui avrebbero bisogno proprio a causa di idee errate ancora molto diffuse. Concetti come la cosiddetta alienazione parentale, il mito delle false denunce o l’applicazione automatica della bigenitorialità anche nei casi di violenza possono compromettere la tutela delle vittime, produrre ulteriori danni e generare vittimizzazione secondaria.

    Nel corso del workshop si parlerà di questi temi in modo chiaro e accessibile, approfondendo cosa prevedono realmente le norme, le convenzioni internazionali e le linee guida più aggiornate. Sarà un’occasione di confronto e formazione per sviluppare uno sguardo più consapevole e promuovere interventi competenti ed efficaci, rispettosi e centrati sui diritti delle vittime.

    Maria Grazia Apollonio (Psicologa, psicoterapeuta, Centro Antiviolenza G.O.A.P. di Trieste)

  3. WS3. Il consenso nella relazione: promuovere e educare al consenso dall’infanzia all’adolescenza

    Il consenso rappresenta una competenza relazionale fondamentale per la costruzione di rapporti rispettosi, autentici e liberi da dinamiche di sopraffazione. Promuoverne la comprensione e l'esercizio fin dall'infanzia significa contribuire allo sviluppo di relazioni più sane e alla prevenzione della violenza.

    In questo workshop si esplorerà il consenso come modalità per vivere relazioni sane, in cui sia possibile esplorare in sicurezza nel rispetto della libertà delle persone coinvolte. Si approfondirà come promuovere e allenare il consenso fin dai primi anni di vita, favorendo la validazione di sé, l'ascolto delle sensazioni corporee di agio e disagio, il riconoscimento delle proprie emozioni e di quelle altrui e la reciprocità nell'incontro.

    Verrà proposta una riflessione su come educare alla capacità di dire NO quando necessario, così come ad accettare un rifiuto, imparando a gestire le emozioni che ne conseguono.

    È importante infatti imparare a decostruire gli stereotipi di genere e i miti dell’amore romantico che non favoriscono il consenso nei rapporti, riconoscere gli ingredienti di una relazione tossica e promuovere relazioni sane basate sul consenso.

    Caterina Di Chio (Psicologa, psicoterapeuta, Torino)

16:30 – 18:30

QUESTION TIME

  1. QT2. Politiche territoriali, protocolli tra servizi sanitari, sociali e forze dell'ordine

    La costruzione di una rete territoriale efficace rappresenta uno degli elementi essenziali per garantire percorsi di protezione e di uscita dalla violenza realmente accessibili, tempestivi e adeguati ai bisogni delle vittime. La collaborazione tra servizi sanitari, servizi sociali, forze dell’ordine, centri antiviolenza e altri soggetti della rete costituisce infatti una condizione imprescindibile per assicurare interventi coordinati e una presa in carico integrata.

    Nel question time si esplorerà il ruolo delle politiche territoriali e dei protocolli operativi nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere, approfondendo le modalità di collaborazione tra i diversi attori coinvolti. Attraverso il confronto tra esperienze e prospettive professionali differenti, saranno analizzati punti di forza, criticità e opportunità dei modelli di governance territoriale e delle procedure di raccordo tra servizi.

    Particolare attenzione sarà dedicata agli strumenti che favoriscono la continuità degli interventi, la condivisione delle informazioni nel rispetto delle competenze e della riservatezza, la valutazione del rischio e la costruzione di percorsi centrati sulla sicurezza e sull’autodeterminazione delle donne.

    Introduce e coordina: Daniela Malvestiti (Edizioni Centro Studi Erickson)

    Intervengono: Elisa Ercoli (Presidente di Differenza Donna APS), Laura Castegnaro (UMSE Prevenzione della violenza e della criminalità - Provincia di Trento), Luisa Roncari (ASST Brianza e Università Cattolica del Sacro Cuore)

WORKSHOP

  1. WS5. Ma allora l’amore che cos’è? Adolescenti e romanticizzazione della violenza

    Assistiamo oggi a un paradosso tanto comprensibile quanto inaccettabile: mentre aumentano le opportunità di informazione e consapevolezza, cresce il numero di adolescenti che riferiscono di aver subito violenza nelle prime relazioni affettive. Oggi siamo in grado di nominare il fenomeno della Teen Dating Violence, ma siamo davvero capaci di produrre un cambiamento? Cosa manca alle strategie di prevenzione finora adottate?

    Se da un lato gli interventi educativi hanno contribuito a rendere visibile il fenomeno, dall’altro continuano a sopravvivere narrazioni culturali che normalizzano il controllo, la gelosia e la dipendenza affettiva, presentandoli come prove d’amore e ingredienti indispensabili di una relazione significativa. È all’interno di queste rappresentazioni che trovano terreno fertile dinamiche di dominazione e comportamenti abusanti, spesso percepiti come accettabili o addirittura desiderabili.

    In questo workshop si rifletterà sulla necessità di ripensare l’educazione alle relazioni affettive, partendo dalla costruzione dell’identità, dell’autonomia e della libertà individuale come prerequisiti per l’incontro con l’altro. Attraverso casi clinici, esempi concreti, riflessioni teoriche e confronto con i partecipanti, saranno esplorate possibili traiettorie di cambiamento per promuovere modelli relazionali fondati sul rispetto, sulla reciprocità e sull’autodeterminazione.

    Laura Pomicino (Psicologa, psicoterapeuta, Università di Trieste)

  2. WS6. La valutazione del rischio nei casi di violenza maschile contro le donne: metodologia femminista e approcci multidisciplinari

    La valutazione del rischio di recidiva rappresenta una metodologia fondamentale nella prevenzione e nel contrasto della violenza maschile contro le donne. La complessità del fenomeno richiede tuttavia approcci capaci di integrare competenze psicologiche, giuridiche e sociali, adottando una metodologia femminista che riconosca la dimensione strutturale della violenza e valorizzi l’esperienza e l’autodeterminazione delle donne. Il workshop approfondirà strumenti, pratiche e modelli di valutazione e gestione del rischio, con particolare attenzione alla prevenzione della recidiva, alla tutela delle vittime e alla costruzione di percorsi di protezione efficaci. Saranno inoltre esaminate le nuove forme di violenza mediate dalle tecnologie digitali e l’importanza di una prospettiva intersezionale nell’analisi dei fattori di vulnerabilità e delle discriminazioni multiple. Attraverso il confronto tra approcci multidisciplinari e lavoro di rete, l’incontro intende promuovere una maggiore capacità dei servizi di riconoscere i segnali di escalation della violenza, prevenire la vittimizzazione secondaria e sviluppare interventi tempestivi, coordinati e rispettosi dei diritti e delle scelte delle donne coinvolte.

    Maria Spiotta (Responsabile Area Formazione, Differenza Donna APS)Chiara Spampinati (Esperta di genere, Area Sviluppo Differenza Donna APS), Ilaria Boiano (Avvocata, Co-responsabile Ufficio Legale Differenza Donna APS, Università di Firenze)

  3. WS7. Valutare le competenze genitoriali nei casi di violenza: cautele e buone prassi

    Le operatrici e gli operatori dei servizi sociali e i consulenti tecnici sono spesso chiamati a valutare le competenze genitoriali anche nei casi di violenza agiti sulla madre e subiti/assistiti dai minori. La richiesta è di individuare i fattori di ostacolo a una genitorialità sufficientemente buona e spesso dal loro risultato dipende la decisione del giudice di disporre la sospensione o meno della responsabilità genitoriale, un affidamento condiviso o esclusivo e la regolamentazione degli incontri (in molti casi necessariamente protetti). I principi di base, avvalorati da diversi documenti e linee guida, sono: la tutela delle vittime, donna e minori, sono prioritari; la violenza, anche assistita, è un trauma, oltre che un reato, davanti al quale gli operatori non possono rimanere neutrali; è necessaria la predisposizione di due percorsi distinti per il genitore violento e quello che ha subito.

    Nella prima parte del workshop saranno illustrate le norme e i criteri entro i quali dovrebbe svolgersi il lavoro di valutazione dei servizi e come dovrebbe essere sviluppata la relazione finale, con le particolari cautele necessarie richieste nei casi di violenza dalle leggi, convenzioni e linee guida.

    Nella seconda parte si evidenzieranno i fattori di rischio, i danni traumatici, i meccanismi psicologici, le dinamiche tra i vari soggetti (genitori, minori, ma anche operatori) che si osservano in queste situazioni e il delicato lavoro dell’operatore e operatrice per giungere a una valutazione obiettiva e fondata su criteri scientificamente fondati e coerenti con le normative.

    Vanessa Carolingi (Assistente Sociale, Coordinatrice area tutela minori), Micaela Crisma (Psicologa, psicoterapeuta, CTU)

Sabato 24 ottobre

9:00 – 11:00

QUESTION TIME

  1. QT3. Lavorare con uomini autori di violenza: sfide e strategie tra giustizia, clinica e servizi sociali

    Il lavoro con uomini autori di violenza solleva interrogativi cruciali che attraversano ambiti giuridici, clinici e sociali: quali strategie risultano efficaci per promuovere la responsabilizzazione? Come costruire interventi realmente integrati? Quali sono le sfide ancora aperte e come affrontarle?

    Il Question time intende aprire uno spazio di confronto a partire dalle esperienze professionali e dalle pratiche di intervento, mettendo in dialogo saperi e prospettive differenti. Verranno esplorate le principali sfide operative valorizzando il contributo attivo dei partecipanti.

    L’obiettivo è favorire una riflessione condivisa riguardo l’intersezione tra tutela delle vittime, sicurezza e cambiamento degli autori di violenza.

    Introduce e coordina: Marco Grassini (Università Cattolica di Milano)

    Intervengono: Emanuele Corn (Università di Antofagasta, Cile), Alessandra Pauncz (rete Relive), Marco Deriu (Università di Parma, Associazione Maschile Plurale)

WORKSHOP

  1. WS9. Bambine e bambini coinvolti nella violenza domestica: come riconoscerli e come intervenire

    Troppo spesso le bambine e i bambini vittime di violenza assistita restano invisibili: i segnali vengono sottovalutati, la violenza non viene riconosciuta e mancano interventi adeguati di protezione e di cura delle conseguenze traumatiche.

    Durante questo workshop si approfondirà cosa si intende per violenza assistita, quali effetti produce sul benessere psicofisico di bambine e bambini e come riconoscere i segnali di sofferenza.

    Si parlerà, inoltre, degli interventi più efficaci e rispettosi dei diritti dell’infanzia, superando pregiudizi e stereotipi che rischiano di compromettere la tutela delle vittime.

    Un’occasione di formazione e confronto per imparare a vedere, riconoscere e sostenere le bambine e i bambini coinvolti nella violenza domestica, affinché non siano più testimoni invisibili.

    Maria Grazia Apollonio (Psicologa, psicoterapeuta, Centro Antiviolenza G.O.A.P. di Trieste)

  2. WS10. Le Consulenze Tecniche d’Ufficio nei casi di violenza di genere: linee guida e buone prassi per evitare la vittimizzazione secondaria

    La Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU) viene spesso disposta dal giudice in situazioni di separazione altamente conflittuale per valutare le competenze genitoriali e individuare le migliori condizioni di affidamento per i minori. Alcuni principi che normalmente vengono applicati in queste situazioni diventano inaccettabili e pericolosi nei casi di violenza di genere. Innanzitutto è fondamentale che il CTU distingua nettamente i casi di violenza da quelli di conflitto e, di conseguenza, segua le buone prassi e le linee guida indicate già nella Convenzione di Istanbul e poi riprese dalla recente Riforma Cartabia. Sarà poi indispensabile tutelare le vittime di violenza (donne e minori) da colloqui di coppia o dall’applicazione di strumenti di conciliazione, come indicato da numerosi protocolli che recepiscono le normative sopra citate.

    Nei casi di violenza il CTU non potrà proporre l’affidamento condiviso, diversamente da quanto spesso avviene in Italia come rilevato dal rapporto GREVIO (2022). La posizione del genitore che ha subìto violenza non può essere messa alla pari del genitore che ha agito violenza. E ogni decisione dovrà tener conto dell’interesse del minore, direttamente ascoltato. Se non si rispettano questi semplici principi si ricade nella vittimizzazione secondaria.

    Nel workshop oltre a discutere le buone prassi e le cautele da applicare in tutti questi casi, verranno illustrate alcune situazioni tipiche e si discuteranno i falsi miti e i pregiudizi che possono ostacolare una valutazione obiettiva, deontologicamente corretta e centrata sulla tutela delle vittime di violenza.

    Micaela Crisma (Psicologa, psicoterapeuta, CTU)

  3. WS11. “È solo uno scherzo?": Prospettive giuridiche e risvolti psicologici sulle molestie sui luoghi di lavoro e di studio. Dalla casistica alla risposta operativa: un confronto multidisciplinare.

    Nel contesto lavorativo e di studio, il confine tra interazione relazionale e molestia è spesso labile, venendo frequentemente minimizzato attraverso la giustificazione del "era solo uno scherzo". Questo fenomeno di sottovalutazione ha una matrice culturale e rappresenta uno dei principali ostacoli alla prevenzione e al contrasto dei comportamenti molesti, rendendo le vittime invisibili e le organizzazioni inadempienti rispetto al dovere di tutela.

    Il workshop propone una riflessione integrata tra la prospettiva giuridica e quella psicologica; attraverso l’analisi di casi reali (casistica) e la decostruzione delle narrazioni comuni che legittimano la molestia, l’intervento mira a fornire ai e alle partecipanti strumenti concreti per il riconoscimento, l'ascolto e la gestione e la risposta operativa ai segnali di malessere. Obiettivo primario della sessione è promuovere il superamento dell'ambiguità del vissuto soggettivo per giungere a una definizione oggettiva del comportamento molesto. Saranno approfonditi sia l’inquadramento normativo (definizione, doveri del datore di lavoro, tutele legali e strumenti di intervento) che l’impatto psicologico (gli effetti del trauma relazionale e delle dinamiche di potere alla base delle molestie).

    L’obiettivo del workshop è quello di offrire a chi partecipa non solo una cornice teorica di riferimento, ma anche le competenze necessarie per orientarsi nella gestione complessa delle segnalazioni e nella creazione di una cultura organizzativa sana.

    Elena Bigotti (Vicepresidente e avvocata di Telefono Rosa Piemonte di Torino, avvocata del Foro di Torino), Serena Schiva (Psicologa-psicoterapeuta)

  4. WS12. Maltrattamento e violenza in gravidanza: analisi del fenomeno

    A livello mondiale una donna su quattro subisce violenza durante la gravidanza. Il maltrattamento è responsabile di circa il 20% delle morti materne e rappresenta, dopo gli incidenti stradali, la seconda causa di trauma in gravidanza. In Italia, secondo i dati ISTAT, l’11% delle donne in gravidanza riferisce di aver subito maltrattamenti da parte del partner.

    Contrariamente a quanto ancora spesso si crede, la gravidanza non costituisce un fattore protettivo rispetto alla violenza domestica. Al contrario, rappresenta una fase di particolare vulnerabilità, durante la quale le dinamiche di potere e controllo possono intensificarsi. Nei contesti familiari caratterizzati dalla violenza, l’arrivo di un figlio o di una figlia può inoltre aggravare i comportamenti aggressivi e coercitivi.

    La violenza in gravidanza è più frequente di numerose condizioni ostetriche comunemente sottoposte a screening e può essere associata a importanti complicanze materno-fetali, tra cui abortività ripetuta, basso peso alla nascita, difficoltà nell’allattamento e depressione post-partum. Per questo motivo, le linee guida raccomandano agli operatori sanitari di prestare particolare attenzione ai segnali di possibile maltrattamento e di cogliere quelle che l’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) definisce “windows of opportunity”, preziose occasioni per intercettare il bisogno e attivare percorsi di protezione.

    Riconoscere e affrontare tempestivamente la violenza in gravidanza è fondamentale per tutelare la salute della donna e di chi nasce, evitando al contempo il rischio di vittimizzazione secondaria e garantendo un intervento competente, integrato e rispettoso.

    Paola Castagna (Dirigente Medico, Specialista in Ginecologia e Ostetrica, Presidio Ospedaliero Sant'Anna di Torino)

11:30 – 13:30

WORKSHOP

  1. WS13. Tanto è grande! Adolescenti e violenza assistita: perché è indispensabile garantire un supporto adeguato

    Le linee guida, la normativa e la letteratura scientifica concordano ormai nel riconoscere i e le minori esposti alla violenza domestica come vittime a tutti gli effetti. Tuttavia, quando si parla di adolescenti, il rischio di invisibilità resta elevato. Ragazzi e ragazze che hanno assistito alla violenza troppo spesso rimangono ai margini dei percorsi di tutela e delle decisioni che riguardano la loro vita, nonostante siano portatori di bisogni, vissuti ed esperienze che meritano ascolto e riconoscimento.

    La progressiva conquista di autonomia tipica dell’adolescenza viene talvolta interpretata come un segnale di minore vulnerabilità, con il rischio di sottovalutare l’impatto profondo e duraturo dell’esposizione alla violenza. Ne deriva una mancata identificazione dei bisogni di supporto e una limitata possibilità di intervenire per prevenire conseguenze che possono riflettersi sul benessere psicologico, relazionale e affettivo futuro.

    In questo workshop si rifletterà sul rischio di invisibilizzazione di adolescenti vittime di violenza assistita e sulle strategie necessarie per garantire loro ascolto, partecipazione e presa in carico. Attraverso la narrazione di storie ed esperienze concrete, saranno esplorate modalità operative e strumenti utili a costruire interventi capaci di riconoscere la specificità dei loro bisogni e promuovere percorsi di crescita liberi dagli effetti della violenza subita. 

    Laura Pomicino (Psicologa, psicoterapeuta, Università di Trieste)

  2. WS14. Autori di violenza di genere: riconoscimento, caratteristiche psicosociali e approccio criminologico

    Gli uomini autori di violenza contro le donne non appartengono a una categoria sociale specifica né presentano caratteristiche facilmente identificabili. La violenza è un comportamento complesso, influenzato da fattori individuali, relazionali, sociali e culturali. Tuttavia, è possibile individuare alcuni elementi ricorrenti, in particolare difficoltà nella gestione delle emozioni, delle relazioni e dell’identità personale.

    Comprendere tali dinamiche è fondamentale per sviluppare interventi efficaci di prevenzione e trattamento della violenza di genere e sessuale. L’intervento presenterà il modello criminologico sviluppato dal CIPM, a partire dall’istituzione nel 2005 dell’Unità di Trattamento Intensificato per autori di reati sessuali presso la Casa di Reclusione di Milano-Bollate.

    Saranno illustrati i principali progetti attivi sul territorio e negli istituti penitenziari, tra cui il Presidio Criminologico Territoriale del Comune di Milano, il progetto UOMo e le esperienze trattamentali rivolte ad autori di reati sessuali, violenza di genere e femminicidio.

    Particolare attenzione sarà dedicata alla rete degli interventi oggi disponibili, dal provvedimento di ammonimento del Questore fino al percorso successivo all’esecuzione penale, evidenziando l’importanza di un approccio integrato e multidisciplinare nella prevenzione della recidiva e nella promozione della sicurezza collettiva.

    Ivan Pezzotta (Psicologo, psicoterapeuta, Trento), Paolo Giulini (Criminologo e presidente CIPM - Centro Italiano per la Promozione della Mediazione), Francesca Garbarino (Criminologa e vice-presidente CIPM - Centro Italiano per la Promozione della Mediazione)

  3. WS16. Strategie difensive e tecniche di redazione degli atti nei processi con profili di violenza domestica

    Nei procedimenti civili e minorili caratterizzati da situazioni di violenza domestica, la qualità della difesa e la capacità di rappresentare efficacemente il rischio assumono un ruolo determinante per garantire la tutela delle vittime e delle persone minorenni coinvolte.

    Il workshop si propone di approfondire le strategie difensive e le tecniche di redazione degli atti nei procedimenti civili e minorili, caratterizzati da profili di violenza domestica, con particolare riferimento ai giudizi in materia di famiglia e tutela della persona.

    L’attenzione sarà focalizzata sulla necessità di adeguare la strategia di difesa alla tempestiva e puntuale valutazione del rischio, quale elemento centrale per l’adozione di misure efficaci e proporzionate a tutela delle vittime e delle persone minori.

    Attraverso un approccio pratico, verranno analizzati passaggi cruciali nella costruzione della difesa e nella redazione degli atti, evidenziando l’importanza di tecniche di scrittura chiare, rigorose e orientate alla rappresentazione puntuale dei fatti rilevanti. Saranno inoltre illustrate le buone prassi, anche in ordine alla deduzione della prova e alla gestione della CTU, al fine di valorizzare gli elementi di rischio e avanzare richieste di tutela efficaci per garantire una protezione adeguata e tempestiva delle vittime e dei loro figli e figlie.

    Arianna Enrichens (Avvocata Telefono Rosa Piemonte, Avvocata del Foro di Torino)

14:30 – 16:30

PLENARIA

  1. Seconda sessione plenaria

    Introduzione e coordinamento
    Elena Stanchina (Edizioni Centro Studi Erickson)

    Perché contare i femminicidi è un atto politico. Dati, parole e responsabilità nel racconto della violenza di genere
    Jacopo Tomasi (Giornalista) intervista Donata Columbro (Giornalista, divulgatrice e scrittrice)

    Conclusioni
    Elena Stanchina (Edizioni Centro Studi Erickson)

Tra i relatori e le relatrici

Arianna Enrichens

  1. Arianna Enrichens

    Avvocata esperta in diritto antidiscriminatorio, pari opportunità e contrasto alla violenza di genere.
    Consulente antiviolenza e docente universitaria in ambito giuridico.

Elena Biaggioni

  1. Elena Biaggioni

    Avvocata penalista esperta in violenza domestica e di genere, accesso alla giustizia e tutela delle vittime.

Maria Grazia Apollonio

  1. Maria Grazia Apollonio

    Psicologa e psicoterapeuta, consulente per il Centro Antiviolenza G.O.A.P. di Trieste, da anni si occupa di violenza contro le donne e contro le bambine e i bambini sia dal punto di vista clinico sia dal punto di vista della formazione e della ricerca.

Micaela Crisma

  1. Micaela Crisma

    Psicologa, psicoterapeuta, dottore di ricerca, segretaria dell’Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia, è esperta in psicotraumatologia e psicologia forense.
    Attualmente si occupa di terapia con adulti e adolescenti, nonché di formazione e supervisione di psicologhe/i, operatrici/ori psicosociali e centri antiviolenza.

Vanessa Carolingi

  1. Vanessa Carolingi

    Assistente Sociale Coordinatrice area Minori e Famiglie dal 2021, assistente sociale specialista in servizio in area Tutela minorile dal 2011.
    Consigliera dell'ordine Assistenti Sociali Emilia-Romagna dal 2021 al 2025. Membro del Gruppo Specialistico per la Violenza Intrafamiliare e di Genere creato dalla propria Azienda, Asc Insieme.

Paola Castagna

  1. Paola Castagna

    Specialista in ginecologia e ostetricia, dirigente medico presso AOU CSST P.O. Sant'Anna, responsabile Centro Soccorso Violenza Sessuale, coordinatrice Centro Esperto Sanitario contro la violenza,coordinatrice della Rete sanitaria contro la violenza della Regione Piemonte.
    Ha numerose pubblicazioni a livello nazionale e intenzionale relative alla violenza di genere. 

Donata Columbro

  1. Donata Columbro

    Giornalista, divulgatrice e scrittrice. Collabora con «Internazionale» e «La Stampa», per cui cura la rubrica Data Storie.
    È docente a contratto per l’università IULM di Milano e per l’Università della Svizzera italiana di Lugano.
    Insegna data journalism al Master di giornalismo della LUISS di Roma. Autrice del testo "Perchè contare i femminicidi è un atto politico"

Patrizia Romito

  1. Patrizia Romito

    Docente di Psicologia sociale all’Università degli Studi di Trieste, dove tiene anche numerosi corsi monografici sulla violenza contro le donne e i minori.
    Ricercatrice in vari paesi europei, Canada e Stati Uniti, con focus sulla salute e il lavoro delle donne, gli interventi di prevenzione e la loro valutazione e la violenza.

Maria Luisa Bonura

  1. Maria Luisa Bonura

    Psicologa e psicoterapeuta, esperta nel sostegno psicosociale a donne e minori che affrontano percorsi di uscita dalla violenza. E' Dirigente Psicologa presso l'Azienda Sanitaria per i Servizi Sanitari di Trento. Autrice di "Che genere di violenza. Conoscere e affrontare la violenza contro le donne" con Erickson.

Caterina Di Chio

  1. Caterina Di Chio

    Psicologa clinica e di comunità, psicoterapeuta, psicodrammatista moreniana, specializzata in psicoterapia cognitivo costruttivista, esperta in educazione sessuale. Svolge attività clinica e si occupa di divulgazione e formazione in numerosi contesti. Conduce gruppi e promuove attività di prevenzione. Autrice di "Chiedimi se lo voglio" con Erickson.

Paolo Giulini

  1. Paolo Giulini

    Criminologo critico, è responsabile dell'Unità di trattamento intensificato per autori di reati sessuali presso la Casa di reclusione di Milano-Bollate.

Francesca Garbarino

  1. Francesca Garbarino

    Vicepresidente Cipm, guida gruppi trattamentali con uomini che hanno commesso reati di violenza.

Bigotti

  1. Elena Bigotti

    Avvocata civilista, componente del Direttivo del Telefono Rosa Piemonte di Torino, fa parte delle liste dei legali gestite dall'Ordine degli Avvocati di Torino nell'ambito del Diritto Antidiscriminatorio e dei difensori delle donne vittime di violenza di genere. Esperta della redazione e della messa in esecuzione dei Codici Etici e di Comportamento e Condotta per enti pubblici e privati, collabora anche con diverse università su questi temi.

I temi chiave

Valutazione e sostegno alla genitorialità

Il colloquio con la donna vittima di violenza

Protocolli e politiche territoriali

Il lavoro giuridico e sociale con uomini maltrattanti

Il percorso giudiziario di uscita dalla violenza

Educare alle relazioni e al consenso

Il profilo psicologico e psicopatologico del maltrattante

Molestie sul lavoro

Valutazione e autovalutazione del rischio

Le Consulenze Tecniche di Ufficio

Teen Dating Violence

Esiti e vissuti di chi assiste alla violenza

La violenza in epoca perinatale

Scrivere gli atti e accompagnare i procedimenti

Gli interventi sulla violenza digitale

Violenza sessuale e consenso

Diritto alla salute in ottica di genere

Pregiudizi e falsi miti sulla violenza

Migrazioni e violenza

Hai una buona prassi da proporre?

Buone prassi

Il 6° Convegno “Affrontare la violenza sulle donne. Prevenzione, riconoscimento e percorsi di uscita intende favorire lo scambio tra servizi, operatrici e operatori che ogni giorno accompagnano donne e minori nei percorsi di uscita dalla violenza, valorizzando le esperienze concrete che, nei diversi contesti e su diversi livelli, intendono favorire una presa in carico integrata e la realizzazione di percorsi di accompagnamento efficaci.

Le migliori esperienze, valutate dal Comitato scientifico del Convegno, potranno essere presentate nell’arco delle due giornate, in una sessione dedicata.

I passi per presentare la tua buona prassi:

1

Compila il FORM un resoconto di massimo 6000 caratteri (spazi inclusi) entro il 31 luglio.

2

L’esito della selezione verrà comunicato tramite e-mail entro 31 agosto.

3

Verrà richiesta conferma di accettazione entro il 
15 settembre. 

4

A seguito della conferma comunicheremo giorno, ora e luogo della presentazione della proposta. Si chiederà la presenza dell’autore/autrice o di un coautore/coautrice.

Il Coordinamento scientifico del Convegno selezionerà le proposte valutando: 

  • Chiarezza dell’elaborato e delle finalità raggiunte; 
  • Metodologia adottata; 
  • Replicabilità dell’esperienza in altri contesti; 
  • Eventuali riferimenti bibliografici a supporto. 

*Per poter partecipare alla sessione Buone Prassi è necessario essere iscritti/e al Convegno. 

Scopri le promozioni e partecipa al Convegno!

Fino al 31 luglio, per un numero limitato di posti

Iscrizione al Convegno

169 €

IVA inclusa

invece di 230 €

Iscrizione al Convegno + ECM

184 €

IVA inclusa

invece di 260 €

Siete un gruppo di 5 o più persone e volete partecipare al Convegno?

Per voi, una promozione speciale!
Richiedi un preventivo scrivendo una e-mail a formazione@erickson.it

Info utili

  1. ACCREDITAMENTO

    ECM (Educazione Continua in Medicina)
    Erickson è Provider ECM per le professioni elencate qui.
    Per tutti coloro che hanno acquistato la partecipazione al Convegno e i 25 crediti ECM, a seguito del Convegno, sarà richiesto l'approfondimento del testo "Violenza assistita e maltrattamenti multipli" e il completamento di un quiz online. Il testo sarà disponibile in pdf, in seguito verranno date maggiori informazioni.

    ASSISTENTI SOCIALI
    Sarà stato richiesto l’accreditamento per Assistenti Sociali per le sessioni plenarie che si terranno venerdì 23 ottobre dalle 10.00 alle 12.30 e sabato 24 ottobre dalle 14.30 alle 16.30.
    A chi frequenterà il Convegno in presenza sarà richiesto di passare la tessera sanitaria in entrata e in uscita per ciascuna sessione plenaria. Per chi seguirà il Convegno a distanza verrà considerata valida l'ora di connessione e di disconnessione da zoom per ciascuna sessione plenaria (è importante accedere con il proprio nome e cognome).
    Per poter ottenere i crediti è necessario frequentare almeno l’80% delle ore complessive sopra indicate.

    CFU(Crediti Formativi Universitari)
    Verrà rilasciato un certificato che attesta la regolare frequenza al Convegno, con cui è possibile fare richiesta dei crediti CFU presso la propria Facoltà.

  2. SEDE DEL CONVEGNO

    Il Convegno si terrà a Trento e online, il 23 e 24 ottobre 2026.

    Edizioni Centro Studi Erickson
    Via del Pioppeto 24 - 38121 Trento

    Come raggiungerci

  3. OSPITALITÀ ALBERGHIERA

    Per informazioni sulle strutture alberghiere convenzionate: Clicca qui

  4. LA LIBRERIA ERICKSON

    Per tutta la durata del Convegno sarà possibile consultare e acquistare i prodotti delle Edizioni Erickson direttamente presso La Libreria Erickson di Trento, dove sarà disponibile del personale competente a fornire informazioni e consigli utili sulla nostra produzione editoriale.

  5. CONTATTI

    Segreteria organizzativa e informazioni, preventivi per gruppi ed enti:
    formazione@erickson.it