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I mini gialli dei dettati 2
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Margalit Cohen-Emerique

Margalit Cohen-Emerique

È nata a Tunisi, in una famiglia di origini ebree. Dopo aver conseguito il diploma, si trasferisce in Israele dove vive in un kibboutz per circa sette anni, lavorando come educatrice per la prima infanzia. Desiderosa di proseguire gli studi, si trasferisce a Parigi, dove si iscrive...

È nata a Tunisi, in una famiglia di origini ebree. Dopo aver conseguito il diploma, si trasferisce in Israele dove vive in un kibboutz per circa sette anni, lavorando come educatrice per la prima infanzia. Desiderosa di proseguire gli studi, si trasferisce a Parigi, dove si iscrive all’università, fino a ottenere un dottorato in Psicologia sociale. Inizia a lavorare presso un centro di consulenza psicologica per adolescenti di origine straniera. Collabora con il dott. Reuven Feuerstein e con il Ministero della Salute in Israele, dove si rende conto che il modello di diagnosi e terapia dei problemi individuali, di coppia o familiari dei migranti, fondato sull’approccio psicanalitico, non è sufficiente per comprendere e gestire i conflitti con questa fascia di popolazione. Tornata in Francia, inizia a elaborare dei corsi di formazione in cui pone l’accento sul ruolo che la dimensione culturale gioca nelle relazioni con gli utenti migranti in ambito sociale, indispensabile per una reale comprensione delle dinamiche migratorie.
Sviluppa quindi un approccio interculturale che utilizza lo strumento degli choc culturali per analizzare i conflitti di valore. Pioniera dell’intercultura, approfondisce tutta la sua esperienza e il suo pensiero in questo manuale.

È nata a Tunisi, in una famiglia di origini ebree. Dopo aver conseguito il diploma, si trasferisce in Israele dove vive in un kibboutz per circa sette anni, lavorando come educatrice per la prima infanzia. Desiderosa di proseguire gli studi, si trasferisce a Parigi, dove si iscrive...

È nata a Tunisi, in una famiglia di origini ebree. Dopo aver conseguito il diploma, si trasferisce in Israele dove vive in un kibboutz per circa sette anni, lavorando come educatrice per la prima infanzia. Desiderosa di proseguire gli studi, si trasferisce a Parigi, dove si iscrive all’università, fino a ottenere un dottorato in Psicologia sociale. Inizia a lavorare presso un centro di consulenza psicologica per adolescenti di origine straniera. Collabora con il dott. Reuven Feuerstein e con il Ministero della Salute in Israele, dove si rende conto che il modello di diagnosi e terapia dei problemi individuali, di coppia o familiari dei migranti, fondato sull’approccio psicanalitico, non è sufficiente per comprendere e gestire i conflitti con questa fascia di popolazione. Tornata in Francia, inizia a elaborare dei corsi di formazione in cui pone l’accento sul ruolo che la dimensione culturale gioca nelle relazioni con gli utenti migranti in ambito sociale, indispensabile per una reale comprensione delle dinamiche migratorie.
Sviluppa quindi un approccio interculturale che utilizza lo strumento degli choc culturali per analizzare i conflitti di valore. Pioniera dell’intercultura, approfondisce tutta la sua esperienza e il suo pensiero in questo manuale.

È nata a Tunisi, in una famiglia di origini ebree. Dopo aver conseguito il diploma, si trasferisce in Israele dove vive in un kibboutz per circa sette anni, lavorando come educatrice per la prima infanzia. Desiderosa di proseguire gli studi, si trasferisce a Parigi, dove si iscrive...

È nata a Tunisi, in una famiglia di origini ebree. Dopo aver conseguito il diploma, si trasferisce in Israele dove vive in un kibboutz per circa sette anni, lavorando come educatrice per la prima infanzia. Desiderosa di proseguire gli studi, si trasferisce a Parigi, dove si iscrive all’università, fino a ottenere un dottorato in Psicologia sociale. Inizia a lavorare presso un centro di consulenza psicologica per adolescenti di origine straniera. Collabora con il dott. Reuven Feuerstein e con il Ministero della Salute in Israele, dove si rende conto che il modello di diagnosi e terapia dei problemi individuali, di coppia o familiari dei migranti, fondato sull’approccio psicanalitico, non è sufficiente per comprendere e gestire i conflitti con questa fascia di popolazione. Tornata in Francia, inizia a elaborare dei corsi di formazione in cui pone l’accento sul ruolo che la dimensione culturale gioca nelle relazioni con gli utenti migranti in ambito sociale, indispensabile per una reale comprensione delle dinamiche migratorie.
Sviluppa quindi un approccio interculturale che utilizza lo strumento degli choc culturali per analizzare i conflitti di valore. Pioniera dell’intercultura, approfondisce tutta la sua esperienza e il suo pensiero in questo manuale.

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