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I mini gialli dei dettati 2
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Che cos’è la didattica universale?

È la didattica di base, generale e disciplinare, che si rivolge al 100% degli alunni e delle alunne e si costruisce a partire dalle differenze presenti in classe­.

È la didattica capace di pianificare e dirigere la propria azione educativa nel rispetto di tutte le variabili personali che compongono la classe e la comunità scolastica­.

Le guide didattiche disciplinari Erickson per la scuola primaria

La serie «Didattica universale» è composta da guide didattiche disciplinari, pensate per innovare la didattica delle discipline in modo inclusivo, responsabile e creativo e permettere a ogni insegnante di affrontare con maggiore sicurezza il lavoro in classe.

L’intera struttura di queste guide didattiche parte da questo assunto: 

  • individuare i traguardi chiave anno per anno nell’ambito disciplinare;

  • identificare le Unità di lavoro necessarie per raggiungere i traguardi tramite un approccio universale;

  • includere strategie e materiali per mettere in gioco le sette dimensioni chiave per la didattica universale;

  • proporre un compito di realtà finale per ogni traguardo;

  • pianificare il percorso in itinere di monitoraggio e valutazione­.

Scarica il PDF gratuito

In questo PDF gratuito troverai una selezione dei contenuti delle guide didattiche disciplinari Erickson di italiano e matematica per la scuola primaria. In particolare:

  • il modello di didattica universale per l’innovazione inclusiva

  • 3 esempi di traguardi chiave, attivazione e unità di lavoro, a cura di Eva Pigliapoco e Ivan Sciapeconi, per l’insegnamento dell’italiano nelle classi 1-2-3, da sperimentare subito in classe

  • 3 esempi di traguardi chiave, attivazione e unità di lavoro, a cura di Giuseppina Gentili, per l’insegnamento della matematica nelle classi 1-2-3, da sperimentare subito in classe

Le sette dimensioni chiave per la didattica universale
  1. Progettazione didattica

    Progettare secondo i principi della didattica universale significa pianificare il contesto di apprendimento in cui, rispetto a finalità ampie come quelle dello sviluppo delle competenze disciplinari, si possa lavorare con un approccio collettivo: insieme mettiamo in gioco i nostri differenti approcci e costruiamo il nostro apprendimento. Questo sfruttando i contesti fisici dell’aula e dell’extrascuola, ma anche i mondi virtuali del digitale. Secondo il principio ispiratore “Universal Design for Learning è progettare e attuare il curricolo e l’insegnamento in modo da soddisfare i bisogni di tutti i discenti dando loro la possibilità di scegliere cosa imparare, perché imparare e con chi condividere ciò che imparano”.

  2. Didattica sensibile alle differenze

    La prospettiva universale privilegia una didattica plurale, che si basa su una conoscenza approfondita di tutti gli alunni e tutte le alunne: le loro caratteristiche, appartenenze socioculturali, motivazioni, preferenze, livelli iniziali di competenza, stili di apprendimento. Struttura un contesto didattico capace di stimolare e fare convivere modi diversi di lavorare, di insegnare e di imparare, organizzando il lavoro con tecniche e strategie specifiche e con diversi tipi di materiali, per sostenere la motivazione individuale e la partecipazione collettiva.

  3. Valutazione, monitoraggio e autovalutazione

    La valutazione per l’apprendimento è un elemento fondamentale della didattica universale. È un processo costante e quotidiano di monitoraggio, che in ottica inclusiva mira a sostenere e monitorare lo sviluppo delle competenze chiave e il benessere della classe. Si situa in una dimensione molto più ampia di quelle della verifica e dell’interrogazione, del voto e del giudizio, anche descrittivo. Particolare attenzione è attribuita ai processi metacognitivi che sostengono le competenze di autovalutazione individuale e di gruppo.

  4. Crescita dell’autonomia, autodeterminazione e libertà di scelta

    La didattica universale crea un contesto di apprendimento flessibile, che facilita la crescita non solo di competenze ma anche di autodeterminazione e autonomia. In quest’ottica l’offerta didattica permette ad alunni ed alunne di agire con gradi di libertà progressivamente maggiori, sperimentando un’autonomia che è al contempo operativa, decisionale, organizzativa e comunitaria.

  5. Crescita della consapevolezza

    La didattica universale è volta a facilitare consapevolezza di sé e della realtà che ci circonda. La consapevolezza è presupposto essenziale per una comunità scolastica che voglia essere realmente inclusiva e che valorizzi l’unicità di ciascun allievo ed allieva. Essere consapevoli significa esserlo rispetto alle altrui differenze: diverse passioni che animano ogni persona, diversi valori che influenzano le convinzioni, atteggiamenti e comportamenti e diverse capacità ed abilità di ogni persona. Un approccio universale sostiene il gruppo classe nella comprensione delle altrui diversità e della complessità dell’attualità.

  6. Competenze emotive e cura del gruppo

    La didattica universale mira a creare un ambiente di apprendimento accogliente, di cura educativa e umana, a misura di ogni alunno e alunna. Richiede per questo anche un lavoro specifico sulle competenze emotive di alunni e alunne, sul clima di classe, privilegiando la cura del gruppo classe e la costruzione di una comunità. Lavorare con il gruppo classe in modo da creare e nutrire una comunità è la base essenziale per promuovere benessere, apprendimento dei contenuti disciplinari e acquisizione di competenze trasversali necessarie per la vita.

  7. Sviluppo della creatività

    La cura della sfera creativa è un elemento centrale della didattica universale. Alunni e alunni imparano a gestire l’incertezza ed il cambiamento, sviluppando la capacità di pensare e agire creativamente. Essere creativi fa parte del nostro essere umani. È una dimensione strettamente legata alla felicità, alla meraviglia, alla capacità di reazione all’imprevisto. Lavorare sullo sviluppo del pensiero creativo deve quindi essere una costante: solo quando alunne e alunni scopriranno le potenzialità della loro creatività, non necessariamente artistica, potranno essere in grado di perseguire i propri interessi, esplorare le proprie idee, manifestare il loro talento e le loro capacità, sviluppare la propria voce.

Perché una didattica universale? Non bastava quella inclusiva?

La didattica universale è un passo avanti rispetto al solo concetto di inclusione, che, specie nel contesto italiano, rimane ancora connotato da un certo grado di specialità, di risposta al bisogno di alcuni, legato al mondo della gestione della classe in presenza di alunni e alunne con Bisogni Educativi Speciali o disabilità.

«Nel concetto di inclusività permane un limite, uno squilibrio tra chi include e chi è incluso «sopravvive l’idea che esista chi ha in qualche modo il potere o il diritto di includere» Vera Gheno, Chiamami così
Libri e proposte formative: