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Una nuova cultura della cura, per rendere visibile ciò che oggi è ancora invisibile
L’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo. Eppure, l’invecchiamento della popolazione è ancora raccontato in modo parziale, spesso attraverso stereotipi o narrazioni che riducono la complessità dell’età anziana alla fragilità o alla patologia. L’ageismo rimane un fenomeno diffuso e poco riconosciuto, che contribuisce a rendere le persone anziane socialmente marginali, quando non invisibili.
La nuova serie La cura alla persona anziana, nata dalla collaborazione tra Edizioni Centro Studi Erickson e Cura, nasce per cambiare questo sguardo.
Per offrire strumenti concreti, sapere fondato sull’esperienza e sulla ricerca, e per valorizzare una cultura della cura che esiste già, ma che oggi ha bisogno di essere riconosciuta, sistematizzata e diffusa.
Se lavori in una struttura residenziale per persone anziane, il tuo punto di vista è fondamentale.
Con questa ricerca vogliamo comprendere meglio i bisogni, le aspirazioni e le percezioni legate al benessere e al malessere lavorativo di chi opera ogni giorno in questi contesti.
Le tue risposte, anonime e preziose, ci aiuteranno a raccogliere dati significativi per promuovere condizioni di lavoro più sostenibili e una maggiore qualità dei servizi.
Metodi, procedure e strumenti per costruire percorsi di aiuto condivisi
Favorire la partecipazione nei procedimenti di tutela coinvolgendo bambini/e, ragazzi/e e le loro famiglie: questi sono i principi che ispirano il Master in Tutela dei Minori.
Chi opera nel campo della tutela minorile si trova coinvolto in situazioni estremamente complesse, dal punto di vista relazionale e procedurale. La tutela dei minori è infatti una delle aree più controverse, in cui le decisioni dei professionisti possono essere oggetto di polemiche. È anche un ambito in cui operatrici e operatori si sentono particolarmente gravati dalla complessità delle situazioni, dalla sensazione di impotenza, dai dilemmi legati alla necessità di dover andare incontro a bisogni e diritti difficili da conciliare gli uni con gli altri.
Il master, partendo da questi presupposti, intende approfondire le fasi del percorso di aiuto di famiglie vulnerabili, lavorando sul loro coinvolgimento a livello decisionale, nel rispetto di bambini/e e ragazzi/e.
Dalla valutazione multidimensionale alla realizzazione di percorsi condivisi
Il Master intende fornire le conoscenze e favorire l’acquisizione di competenze utili alla gestione di tutte le fasi della realizzazione e dello sviluppo del Progetto di vita: dalla valutazione multidimensionale, alla definizione del progetto e del suo budget, fino al monitoraggio nelle varie fasi della vita, con l’obiettivo di rendere la persona protagonista del suo percorso, valorizzando le sue scelte e le sue capacità, le sue risorse e quelle del territorio in cui vive.
Giunto alla 5ª edizione, il Convegno Sono adulto! è uno spazio di incontro e confronto tra studiosi, professionisti, famiglie e persone con disabilità, per costruire insieme una cultura della disabilità fondata su diritti, dignità e piena cittadinanza.
Quest’anno il dialogo si concentra sul progetto di vita: un principio fondamentale della nuova normativa e uno strumento concreto per rendere il welfare davvero inclusivo e personalizzato.
Il Convegno in presenza è sold out!
Non perdere l’opportunità di partecipare all’evento a distanza: potrai seguire a tutte le attività, fatta eccezione ai laboratori.
Costruire interventi volti alla prevenzione e alla promozione di relazioni sane
Come si coltiva la capacità delle e degli adolescenti di riconoscere ciò che desiderano davvero e di esprimerlo all’interno dei rapporti umani, amicali e sentimentali? Come si rinforzano ad autorizzarsi a dire “no” quando necessario? Come si educano le persone ad accettare un rifiuto e a gestire le emozioni che ne conseguono? Come gli stereotipi di genere e i miti dell’amore romantico influenzano la possibilità di dire “sì” e di dire “no” nei rapporti sentimentali? Come riconoscere una relazione tossica e quali sono gli ingredienti di una relazione sana?
Educare al consenso e a relazioni sane significa educare prima di tutto all'ascolto di sé e del proprio sentire. Imparare a riconoscere le sensazioni del corpo e le emozioni. Ma anche imparare ad ascoltare il volere dell'altro, accettando la sua volontà e rispettandone la libertà. Significa imparare ad esprimere assertivamente i propri desideri e bisogni e imparare a negoziare, quando possibile. Oppure a lasciare andare l'altra persona gestendo le emozioni che scaturiscono dal rifiuto e dalla perdita.
Una raccolta di materiali e strumenti operativi dedicati al Lavoro Sociale, che si rivolge direttamente ai professionisti e alle professioniste del settore, che saranno accompagnati passo dopo passo nei diversi ambiti del Lavoro Sociale.
I testi seguono un approccio pratico, avendo al contempo un taglio teorico, che mette in evidenza i principali passi da seguire per conoscere e mettere in pratica uno specifico progetto.
Metodologie e strumenti per ideare, realizzare e valutare progetti
Progettare interventi che mirano a rispondere a bisogni sociali non significa solamente individuare soluzioni tecniche e definire attività, ma costruire processi a partire dall'interazione tra individui, valorizzandone le diverse competenze, esperienze e motivazioni, promuovendo l'integrazione di prospettive e risorse differenti e valorizzando la dimensione relazionale come parte fondante di ogni azione progettuale.
È infatti proprio da questi elementi – la qualità delle relazioni, il coinvolgimento della comunità e la fiducia reciproca – che deriva l'efficacia dei progetti. La progettazione sociale, quindi, non è solo un’azione connessa a metodologie e tecniche di pianificazione e gestione, ma un’attivazione e un accompagnamento di dinamiche umane complesse e profonde.