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Lavoro sociale - vol. 2017/2

Lavoro sociale - vol. 2017/2

Bimestrale per le professioni sociali

Numero di rivista
aprile 2017
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Editoriale

La vera Scuola
Se si perdono gli ultimi, la scuola non è più scuola. (Don Lorenzo Milani)

Don Milani affonda il pensiero dritto al cuore delle cose.
Ribalta il senso comune e mette a nudo i suoi paradossi.
Ai tempi di don Milani, la Scuola scolarizzava. Non si dubitava che essa doveva tirare avanti chi aveva gambe e lasciare indietro, nelle scuole «speciali» (sic), chi arrancava. Sembrava giusto così. Di per sé la Scuola non è un’istituzione assistenzialistica. Suo compito è forgiare le menti e i caratteri dei giovani migliori affinché possano a loro volta migliorare la società tutta.
Ma don Lorenzo se lo chiese fin d’allora. Quali sono le testate d’angolo di una vera Scuola? Sono le «pietre scartate», si affermava a Barbiana. Gli alunni non diventano migliori solo imparando nozioni e concetti. Non progrediscono davvero solo imparando a competere tra loro per essere i più acuti d’intelletto. Non andrebbero solo selezionati per divenire poi, nel più breve tempo possibile, meri efficienti ingranaggi dei mercati. Gli alunni hanno diritto a poter affinare la loro umanità integralmente. E ciò può avvenire solo imparando a rispettare chi è «diverso», potendogli camminare a fianco. Ognuno è diverso rispetto a ciascun altro, e per fortuna che è così.
Se la Scuola fa la punta solo alle menti dei cervelloni e non ha care per i cosiddetti ultimi, non è più Scuola, dice don Milani. Produce analfabetismo esistenziale. Senza accorgersene diffonde l’egoismo, intossicando la società.

Fabio Folgheraiter

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