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Difficoltà di apprendimento - vol. 22.1

Difficoltà di apprendimento - vol. 22.1

(+ Difficoltà in matematica) Sostegno e insegnamento individualizzato

Numero di rivista
ottobre 2016
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Editoriale
Ombre e luci
È iniziato un autunno particolarmente complesso, purtroppo segnato da moltissime emozioni negative che hanno colpito duramente gli insegnanti abilitati (e in alcuni casi con notevole esperienza) che non hanno superato il concorso. E non si tratta solo di tristezza e rabbia, ma anche della percezione di ingiustizia, di essere stati trattati male, con superficialità e incompetenza. E questa percezione è gravissima, perché danneggia un’istituzione — quella del concorso pubblico — che dovrebbe invece essere vista come un’istituzione severa e difficile ma giusta e trasparente.
Abbiamo più volte scritto che la trasparenza non è stata certo una virtù di questo concorso. In più tantissimi insegnanti vincitori del concorso hanno visto cancellata la loro gioia dalla sparizione dei posti banditi, in molti casi assegnati a insegnanti, ad esempio, senza titolo di specializzazione sul sostegno. E tutto questo in barba alla tanto invocata competenza su un ruolo così delicato.
Questi due problemi mi convincono ancora una volta del fatto che quando si lanciano mega-operazioni sulla scuola, tipo un concorso, si dovrebbe partire dal costruire le risorse eccellenti e indiscusse per realizzarla al meglio e in particolare, in questo caso, le Commissioni esaminatrici, le domande, i tempi, i criteri e le griglie di valutazione, ecc.
Altra incertezza viene dal fatto che mancano meno di 100 giorni allo scadere dei 18 mesi previsti dalla legge 107 per l’emanazione, da parte del Governo, di un decreto sull’inclusione e sul sostegno. In questi mesi ne abbiamo discusso molto: in particolare, in occasione del 10° Convegno «La Qualità dell’integrazione scolastica e sociale», a Rimini si è tenuta la tavola rotonda sulla «iperspecializzazione» dell’insegnante di sostegno, alla quale hanno partecipato più di 2.000 persone. Ne è nata una discussione profonda e costruttiva su una tematica che riteniamo tanto delicata quanto strategica.
Ad animare il dibattito sono due visioni diverse del ruolo dell’insegnante di sostegno, anche se comune è la finalità: migliorare la qualità dell’inclusione nelle nostre scuole.
C’è chi, per raggiungere questo obiettivo, intende separare carriere e ruoli tra insegnanti di sostegno e insegnanti curricolari. Altri, invece, ritengono indispensabile diffondere le competenze sull’inclusione all’interno delle scuole.
L’appuntamento di Rimini è stato l’occasione per mettere attorno a un tavolo tesi e proposte differenti, che abbiamo raccolto nell’instant e-book Insegnanti di sostegno: verso la separazione della formazione e dei ruoli? Tutto questo, però, senza avere una proposta organica: solo il testo del disegno di legge FISH-FAND, indiscrezioni, elucubrazioni e interviste-annunci del Sottosegretario. Poco per capire, ma abbastanza per allarmarsi e preoccuparsi. Anche in questo caso, la trasparenza e il confronto politico e scientifico sono ben lontani.
Secondo i maligni, alcuni importanti appuntamenti elettorali farebbero nascere timori e dunque si aspetta… In questi scenari abbiamo moltiplicato i nostri sforzi e segnalo in particolare due direttrici di lavoro.
1. La leadership inclusiva e orientata alla giustizia sociale: nella scuola abbiamo bisogno di leader creativi e visionari, ispirati ai principi della giustizia sociale, non di «burosauri» timorosi e repressivi. Leadership a tutti i livelli: nella classe, nei gruppi di lavoro e dipartimenti, nello staff, nella dirigenza. Con questa idea in mente sono felice di segnalare il primo testo che mette al centro la leadership inclusiva: Dirigere scuole inclusive. Un’opera che raccoglie aree di azione psicopedagogiche e didattiche anche nuove e difficili, come nel caso delle tematiche LGBTQ e di genere. Speriamo dia una scossa salutare a chi potrebbe interpretare una nuova leadership! 2. L’innovazione didattica: per la prima volta il Centro Studi Erickson organizza un convegno incentrato sull’immaginare, inventare e sperimentare strategie e approcci didattici innovativi. Si tratta del convegno Didattiche.2016 (Rimini, 11-12 novembre), che ha riscosso un interesse notevole: i 2.000 posti disponibili sono già quasi esauriti… Questo dimostra che molti insegnanti italiani innovano la didattica e vogliono continuare a farlo con maggiore forza e diffusione istituzionale nelle loro scuole. Questa prima edizione del convegno, che Francesco Zambotti presenta nel dettaglio nel suo contributo pubblicato su questo numero, fa ben sperare e ci stimola a sviluppare questa direttrice sempre più e sempre meglio.
In questo autunno di ombre e luci, vi auguro buona lettura e buon inizio d’anno scolastico.
Dario Ianes

L'annata in corso della rivista:

Difficoltà di apprendimento e Didattica Inclusiva (+ Difficoltà in matematica + Disturbi di attenzione e iperattività)
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