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Difficoltà di apprendimento - vol. 21.4

Difficoltà di apprendimento - vol. 21.4

(+ Disturbi di attenzione e iperattività) Sostegno e insegnamento individualizzato

Numero di rivista
aprile 2016
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Editoriale
Parlare di ISIS ai bambini: quando, come e perché farlo
Quali parole può usare un genitore per spiegare a un figlio il fanatismo religioso, gli attentati terroristici, e riuscire a farlo sentire protetto e al sicuro? Come può un insegnante discutere con i propri alunni di Islam, Corano, Califfato, senza semplificazioni né pregiudizi? In sintesi, l’educazione può essere un antidoto alla violenza? La risposta è certamente sì: dobbiamo parlarne con i nostri figli, con i nostri alunni, dobbiamo farlo tutti e con forza, empatia e cultura, tanto più in queste settimane, segnate ancora da eventi terribili, all’indomani degli attentati di Bruxelles e della strage di Pasqua a Lahore, in Pakistan.
Dobbiamo farlo per essere vicini emotivamente a un difficile processo di conoscenza, soprattutto nei bambini e ragazzi. Certo, non è facile: è necessario saper trovare le parole giuste, l’atteggiamento adatto e il momento più opportuno, e soprattutto documentarsi, selezionare e vagliare fonti e documenti il più possibile indipendenti e liberi da pregiudizi.
Il libro Parlare di ISIS ai bambini nasce proprio per questo: per orientare e documentare gli adulti che vogliono arricchire la loro relazione e responsabilità educativa anche affrontando temi difficili e tragici. Una doppia finalità: da un lato, fortificare le capacità empatiche e affettive, che sviluppano quella «base sicura» di cui i bambini e ragazzi hanno bisogno e, dall’altro, arricchire quella dimensione di «adulto che si documenta, studia, riflette, impara per comprendere il più possibile », un modello di adulto che costruisce pazientemente nuove conoscenze, che si confronta con nuovi dubbi, interrogativi che scuotono certezze e pregiudizi. Un adulto affettivamente competente che studia incessantemente la realtà.
A questo scopo il libro è articolato in una struttura tripartita. Nella prima parte Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva e autore di numerose pubblicazioni per l’infanzia, affronta l’aspetto emotivo della comunicazione educativa, spiegandoci come gestire i sentimenti di pericolo e di allarme che possono colpire i bambini quando, ad esempio, immagini tragiche e violente irrompono tramite i mezzi di informazione nella tranquillità delle nostre case, e come riuscire a rassicurarli senza però negare le loro emozioni ma, al contrario, trasmettendo calma, obiettività e fiducia nel futuro.
Nella seconda parte, invece, Marco Montanari, funzionario internazionale a capo di numerose missioni internazionali della Comunità Europea ed esperto di Sahel e Medio Oriente, traccia un’analisi geopolitica dell’Islam accurata e documentata:
dalla nascita dello Stato Islamico ai pregiudizi più comuni sui Paesi musulmani, dalla diffusione della sharia al significato di jihad, l’autore ci fornisce in poche pagine tutti gli strumenti necessari per una comprensione della questione islamica nei suoi aspetti principali.
Infine, nella terza parte, Edgar Morin, tra i maggiori pensatori e filosofi viventi, e Riccardo Mazzeo, editor delle Edizioni Erickson, dialogano di ISIS affrontandone le sfaccettature più complesse e cercando di rintracciare le radici del fanatismo religioso e i possibili antidoti all’intolleranza che esso genera.
Il mondo islamico è un mondo complesso, dalle dimensioni eterogenee, e ricavarne un’idea completa e non banale non è facile: è imprescindibile quindi informarsi, leggere, andare alla ricerca di prospettive anche apparentemente lontane dalle nostre. Per questo elenchiamo di seguito alcuni titoli tra quelli che ci sembrano più significativi e incisivi nell’ampio repertorio della letteratura concernente il tema ISIS: si tratta di testi in grado di fornire dati essenziali e approfondimenti preziosi per qualsiasi adulto che voglia ampliare il proprio orizzonte e saperne di più.
Per chi fosse maggiormente interessato a letture di giornalismo d’inchiesta, perfette per aggiornarsi sul contesto storico e l’attualità geopolitica dei Paesi islamici, nonché sulle origini sia del conflitto con l’Occidente che di quelli interni all’Islam, segnaliamo:
––Garance Le Caisne, La macchina della morte. Siria: oltre il terrorismo islamico, Rizzoli, 2016. La storia dell’ex agente del regime di Assad che ha fotografato migliaia di corpi di dissidenti e ribelli incarcerati, torturati e uccisi. Nel libro si ricostruisce con estrema cura questa vicenda, attraverso numerose testimonianze e un’ampia documentazione sulla tragica situazione della Siria, prima oppressa dal regime degli Assad e poi travolta dalla guerra civile interna a cui si sono aggiunte le milizie dell’ISIS.
––Maurizio Molinari, Il Califfato del terrore. Perche lo Stato Islamico minaccia l’Occidente, Rizzoli, 2015. Un libro che ci spiega cosa è adesso il Califfato, lo Stato Islamico che espande i suoi confini e il suo dominio sui territori di diverse nazioni mediorientali, attirando sempre più europei per combattere nelle proprie fila e sviluppando strategie comunicative ultramoderne con l’obiettivo di creare proselitismo combattente e un’adesione culturale strisciante nella popolazione musulmana residente in Europa.
–– Francesco Borgonovo, Tagliagole. Jihad Corporation, Bompiani, 2015.
Un testo ampio sull’ISIS, analizzato da molte prospettive diverse, sia da quelle più tradizionalmente legate ai rapporti con la religione islamica o ai rapporti geopolitici ed economici delle regioni mediorientali, sia quelle connesse alla sua dimensione di business e di gestione spregiudicata dei mezzi di comunicazione più moderni.
Per una prospettiva storica, sociologica o filosofica, con riflessioni che spaziano dall’antropologia alla filosofia politica all’analisi del discorso retorico, ricordiamo:
–– Franco Cardini, Il Califfato e l’Europa: Dalle Crociate all’ISIS. Mille anni di paci e guerre, scambi, alleanze e massacri, Utet, 2015. Un grande libro di storia, che ripercorre analiticamente un lunghissimo periodo in cui nel Mediterraneo accadde veramente di tutto: guerre, espansioni, disfatte, alleanze mutevoli, scorrerie, declini di interi sistemi culturali ed economici.
È un saggio che ci riporta ai fatti storici, cercando di porre un argine di conoscenza e di razionalità al dilagare odierno di pregiudizio e approssimazioni.
–– Paolo Flores d’Arcais, La guerra del sacro. Terrorismo, laicita e democrazia radicale, Raffaello Cortina, 2016. L’autore esamina la situazione attuale del terrorismo e dello Stato Islamico alla luce di una guerra in atto tra due paradigmi culturali ed esistenziali: da un lato quello del Sacro, in cui le norme, le leggi, i costumi e perfino le leggi naturali derivano da un Dio, e dall’altro quello Autonomo, autodeterminato, in cui è al centro l’uomo, attraverso le sue istituzioni, che in prospettiva dovrebbero diventare sempre più democratiche, assolutamente laiche e fondate sulla giustizia sociale.
–– Edgar Morin e Tariq Ramadan, Il pericolo delle idee, Erickson, 2015.
Questo libro, pubblicato nel 2014 in Francia con il titolo A rischio delle proprie idee, raccoglie una lunga conversazione tra Morin, il celebre filosofo della complessità, e Ramadan, un islamologo formato nella letteratura francese e tedesca. Ne nasce un ricco dialogo tra un laico e un credente, che insieme concordano sulla necessità di far evolvere il Corano e la fede in un modo dinamico e rispettoso del progresso della Storia e delle conquiste del diritto e dei diritti umani.
–– Philippe-Joseph Salazar, Parole armate. Quello che l’ISIS ci dice, e che noi non capiamo, Bompiani, 2016. Questa analisi offre un punto di vista del tutto inedito: quello del linguaggio, del discorso e della retorica. L’autore studia spietatamente gli elementi fondamentali della guerra jihadista, mostrando in modo convincente (purtroppo) come i nostri discorsi, le nostre parole, in ultima analisi il nostro bagaglio retorico siano deboli, non riescano a fare presa e a mobilitare risorse. Un libro scomodo, ma che ci mette di fronte alle nostre responsabilità di persone che credono ai valori dei diritti umani.
Molto importanti anche i volumi di scrittrici donne che danno voce alla questione femminile nei Paesi arabi:
–– Ayaan Hirsi Ali, Eretica. Cambiare l’Islam si puo, Rizzoli, 2015. Una studiosa coraggiosa che crede profondamente che l’Islam possa (e debba) cambiare, e lo crede al punto da definirsi «eretica», esponendosi ai conseguenti pericoli. Evidenzia come non solo i musulmani siano chiamati a un deciso processo riformatore, ma anche gli occidentali debbano superare i luoghi comuni sull’Islam che ci impediscono di riconoscere che la violenza e la sua giustificazione sono esplicitamente presenti nei testi sacri.
––Mona Eltahawy, Perche ci odiano, Einaudi, 2015. Attraverso la propria testimonianza l’autrice racconta la doppia pericolosa lotta che una donna islamica deve portare avanti: una nel contesto pubblico, contro regimi e legislazioni oppressive, e l’altra nel privato, contro un sistema di tradizioni, cultura e religione repressivo, che giustifica restrizioni pesantissime alle libertà personali, violenze e sottomissione sessuale.
Infine, particolarmente utili appaiono anche i testi di taglio prettamente narrativo, che usano la potenza visionaria della letteratura per farci riflettere immaginando:
–– Amos Oz, Contro il fanatismo, Feltrinelli, 2016. L’autore israeliano analizza in modo molto interessante le varie cause del conflitto israelopalestinese, distribuendo equamente i ruoli di vittime e carnefici e proponendo una soluzione di compromesso, di «buona-forzata» vicinanza che dovrà essere frutto di un faticoso e doloroso compromesso laico, antidoto ai massimalismi e al fanatismo distruttivo.
–– Tahar Ben Jelloun, L’Islam spiegato ai nostri figli, Bompiani, 2001/2015.
Un richiamo forte alla laicità, al tentare di mantenere il più possibile netta la distinzione tra religione e istituzioni statali, politica e norme. I concetti chiave dell’Islam sono presentati in una forma discorsiva, con il tentativo di combattere i principali pregiudizi che si stanno diffondendo. La prima edizione del libro risale al 2001, dopo l’attacco alle Torri gemelle, mentre la seconda, del 2015, dimostra come la cultura che l’autore invoca come rimedio primario al fondamentalismo e alla violenza non abbia avuto alcun successo. Purtroppo.
––Michel Houellebecq, Sottomissione, Bompiani, 2015. Mescolando dati di realtà attuale e accadimenti di fantasia, l’autore ci porta in uno scivolo esistenziale e sociale-politico che conduce la Francia alla sottomissione. Una sottomissione al nuovo potere islamico particolarmente straniante e paradossale, perché compiuta da un intellettuale laico, universitario, «assolutamente normale», che cede alle lusinghe del denaro, del potere, della notorietà: tutti privilegi garantiti dal nuovo regime islamico. Una sottomissione «dolce» che, mentre ci atterrisce, soddisfa il protagonista, che dice, accettando di piegarsi al nuovo regime: «Non avrei avuto niente da rimpiangere». In questo romanzo si vive un dolore psicologico, oltre che intellettuale e politico.
Dario Ianes

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