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Psicoterapia cognitiva e comportamentale - vol. 2015/2

Psicoterapia cognitiva e comportamentale - vol. 2015/2

Italian Journal of Cognitive and Behavioural Psychotherapy

Numero di rivista
giugno 2015
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Editoriale

Una triste notizia si è avuta in questi mesi. Per improvvisa malattia è mancato un nostro prezioso collaboratore, Angelo Cocchi. Era persona mite e molto amata, aveva diretto vari servizi di salute mentale nel milanese, era conosciuto e apprezzato per il grande impulso che ha dato all’intervento precoce sulle psicosi, per la ricca attività scientifica sul piano sia nazionale che internazionale. Alla famiglia, agli amici e ai colleghi vanno le più sentite condoglianze da parte di «Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale».In questo numero
Un anno fa, in ricorrenza dei suoi venti anni, «Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale» ha chiesto ad alcuni suoi collaboratori di preparare degli articoli di vasto respiro, che fornissero un panorama di varie tematiche attuali e potessero rappresentare degli articoli di riferimento per la comunità scientifica e professionale. Sul tema della Medicina Comportamentale è stato invitato Lucio Sibilia e suo è il lavoro che viene pubblicato in apertura di questo fascicolo, in cui si fornisce una trattazione approfondita delle ragioni d’essere e degli sviluppi storici della disciplina, seguita da un’analisi critica e una valutazione dell’attualità. Le conclusioni non potranno non suscitare apprezzamenti e, nello stesso tempo, discussioni. Da una parte, il nostro studioso conclude affermando che la Medicina Comportamentale «sembra quindi destinata a costruire una solida base per una vera scienza della salute e per la trasformazione dei sistemi sanitari in senso più umano, efficiente ed economico». Dall’altra parte, sembrerebbe esaurito lo slancio propulsivo con la diffusione del modello bio-psico-sociale e con lo spostamento d’enfasi dalla cura della malattia alla costruzione della salute. In particolare Sibilia, che riveste il ruolo di presidente della Società Italiana di Medicina Psicosociale (SIMPS), addita la Medicina Psicosociale come naturale erede della Medicina Comportamentale, senza però esprimersi sui rapporti con la psicologia della salute.
Segue un secondo ampio articolo sull’Acceptance and Commitment Therapy (ACT), elaborato da Moderato e dai suoi collaboratori Prevedini e Miselli. L’ACT è una delle principali nuove frontiere che si sono aperte all’interno di quella che si suole definire come la «terza onda» o «terza generazione» del nostro ormai più che cinquantenario approccio. Il lavoro descrive le radici teoriche e i fondamenti epistemologici, illustra le implicazioni per la pratica psicoterapeutica, esamina gli studi controllati randomizzati e le prove d’efficacia. Moderato e i suoi collaboratori ci mostrano, in modo convincente, come l’ACT estenda l’efficacia del nostro intervento oltre le tradizionali limitazioni.
Il numero presenta poi due ricerche relative a tecniche psicodiagnostiche. La prima riguarda la relazione di coppia, una tematica davvero carente di studi nel nostro approccio. Due ricercatori, Raffagnino e Penzo, hanno elaborato un questionario denominato Couple’s Affectivity Scale (CAS). Lo hanno sottoposto a un numero rilevante di coppie di varie età; successivamente hanno analizzato le risposte e ricavato un certo numero (forse eccessivo) di subscale. Benché si tratti di uno studio preliminare, si sono ottenuti risultati incoraggianti. Gli autori riportano anche il questionario in formato fotocopiabile, che può essere usato, citando la fonte, nell’assessment della disarmonia di coppia. L’impiego va comunque ispirato alla massima prudenza, con l’invito a fornire agli autori il proprio feedback ed eventuali notazioni di carattere più squisitamente clinico.
La seconda ricerca riguarda, invece, un ambito meglio esplorato: il perfezionismo. Chiorri e Marsigli si sono occupati della Multidimensional Perfectionism Scale di Frost, il cui adattamento italiano era stato presentato nel 2008 su queste stesse pagine da Lombardo. Chiorri e Marsigli hanno condotto un’analisi fattoriale che ha confermato la struttura a quattro fattori del test e mostrato buone proprietà psicometriche.
Nella rubrica «Brevi comunicazioni» è presentato uno studio di fattibilità relativo a un’esperienza di psicoeducazione e counseling psicologico per pazienti oncologici in prossimità di esami diagnostici. È stato rilevato un tasso di drop-out inferiore al 10%, assieme a una diminuzione del livello d’ansia. L’esperienza è stata condotta presso l’Istituto Oncologico Veneto da un’équipe guidata da Shams.
Chiude il numero un interessante protocollo di ricerca dedicato alla misurazione dell’empatia elaborato da alcuni ricercatori delle Università di Pescara e di Parma.

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