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Lo sai che...?

In occasione della terza edizione della Settimana Nazionale della Dislessia, in programma dall’1 al 7 ottobre 2018, Erickson e Associazione Italiana Dislessia lanciano la campagna “Lo sai che…?” con l’obiettivo di sensibilizzare e approfondire la conoscenza sulla dislessia e sugli altri disturbi specifici dell’apprendimento.

 

Lo sai che… Mika, stella del pop, conosce 7 lingue (!!!), ma non sa leggere l’orologio? Non legge nemmeno lo spartito musicale, ma canta meravigliosamente e suona molti strumenti musicali!
E Jennifer Aniston, da piccola, non era molto brava a scuola, ma è diventata un’attrice famosa.
Il regista Steven Spielberg a scuola faticava a leggere e ha sviluppato una grande immaginazione. Immaginando, ha creato personaggi come il simpatico extraterrestre E.T. e film sui dinosauri come Jurassic Park!

Che cosa hanno in comune questi personaggi, così diversi tra loro? Sono tutti dislessici… scopri le loro storie e quelle di molti altri, e come la dislessia ha cambiato, a volte in meglio, la loro vita.

Personaggi e storie

Illustrazioni di Ale Giorgini.

Lo sai che… ci sono diversi modi di leggere e di imparare?

Ognuno di noi ha il suo stile di apprendimento e le sue caratteristiche, così come qualcuno può essere più alto, più basso, biondo o bruno, bravo a giocare a basket o a suonare il piano.

Anche nell’apprendimento ci sono delle peculiari caratteristiche che distinguono un individuo dall’altro e nessuna è più o meno giusta di un’altra, così come non è più corretto avere gli occhi blu o verdi, portare o meno gli occhiali.

Fra queste caratteristiche ci sono anche i DSA, ovvero i disturbi specifici dell’apprendimento. Si chiamano specifici proprio perché riguardano solo alcune difficoltà del sistema dell’apprendimento.

Una peculiarità dei DSA è l’intelligenza, infatti uno dei parametri per la loro valutazione è proprio che il quoziente intellettivo sia nella norma o superiore alla norma.

Le persone con DSA, nonostante siano intelligenti e non abbiano problemi a capire le cose, hanno delle difficoltà proprio nelle aree della lettura, del calcolo e della scrittura, perché la loro caratterista è di non riuscire ad automatizzare i processi che stanno alla base di queste abilità specifiche.

Questo non vuol dire che non riescano proprio a leggere o a scrivere, ma che per farlo devono fare molta fatica, usare tante energie e impiegare tanto tempo.

 
 
 
 

Per le persone con DSA è quindi necessario usare delle strategie di apprendimento che gli permettano di superare le difficoltà in questi compiti in modo da non ancorarsi sui loro punti deboli e poter sfruttare al massimo i loro punti di forza.

Fra le strategie ci sono anche degli strumenti compensativi, ad esempio i software di sintesi vocale che consentono di “leggere con le orecchie” i testi, la calcolatrice per fare i conti o il computer per scrivere.

Lo sai che…? si può imparare a valorizzare il potenziale di ciascuno, al di là delle difficoltà?

In Italia la dislessia è ancora poco conosciuta. Secondo le recenti ricerche, i disturbi di apprendimento colpiscono circa il 3-4% degli alunni italiani. Questo significa che in una classe di 25 studenti è altamente probabile trovare un bambino o un ragazzo che manifesti una considerevole difficoltà negli ambiti della lettura, del calcolo e della scrittura.

Un disturbo dell’apprendimento non è una difficoltà scolastica, che può essere temporanea, un disturbo dell’apprendimento pur non essendo una malattia, non è guaribile… rimane stabile nel tempo.

Ci sono però diversi modi, come l’apprendimento di strategie utili e di metodi di studio funzionali, che possono essere adottati per aiutare le persone con DSA, valorizzando e tenendo conto di tutte le diversità in classe, con gli amici o a casa.

Erickson e AID hanno stilato tre decaloghi per aiutare insegnanti, genitori, bambini e ragazzi ad accendere il potenziale delle persone con DSA.

 
 
 
 

Webinar: Lo sai che… anche un insegnante può essere dislessico?

Rivedi il webinar con Filippo Barbera, insegnante con DSA, che racconta la sua esperienza con la dislessia prima da studente e poi da insegnante.

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