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Lo sai che...?

 

Adottando alcune strategie ogni insegnante può aiutare i propri alunni con DSA
a valorizzare il proprio potenziale e a sviluppare il proprio stile di apprendimento

Sollecita con giochi linguistici orali sui suoni delle parole (rime e sillabe) tutti i bambini che frequentano la scuola dell’infanzia. In questo modo puoi prenderti cura anche di coloro che, presentando difficoltà nella identificazione delle rime, nella scansione delle parole nelle sillabe costituenti o nel trovare le parole che si formano dall’unione di sillabe, potranno successivamente manifestare un disturbo specifico di apprendimento (DSA). Questi bambini riceveranno un grande aiuto e si potrà ridurre l’impatto del disturbo alla scuola primaria.

Le capacità dei bambini possono migliorare, sempre. Supporta lo sviluppo dell’abilità di lettura con esercizi specifici. Studi scientifici suggeriscono l’allenamento della lettura di bambini con dislessia attraverso il metodo sublessicale, cioè attraverso la proposta di attività per favorire l'identificazione immediata delle sillabe che compongono le parole. 

“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido“ Albert Einstein.
Se riesci a calibrare le proposte didattiche in linea con le reali capacità di uno studente, se sei in grado di dargli gli strumenti di cui ha bisogno, se eviti di chiedergli ciò che non può fare, gli garantirai un apprendimento di successo, da vivere in una condizione di benessere.

Un allievo con dislessia può confondere parole dalla pronuncia simile o con significati simili, commettere errori di sequenzialità, recuperare parole con lettere invertite e sillabe omesse.
È molto utile per uno studente con dislessia acquisire efficaci strategie di studio per immagazzinare con successo un nuovo lessico nella memoria a lungo termine e per essere poi in grado di recuperarlo con facilità. Un’efficace strategia di studio, ad esempio, è quella che implica l’uso di parole chiave.

Lo studio, tradizionalmente, viene mediato dalla lettura, ma per gli studenti con dislessia questo può essere un problema. Per uno studente con DSA, imparare un adeguato metodo di studio significa possedere il principale e più importante strumento compensativo che affianca poi gli altri, sia tecnologici che didattici.

Solitamente gli studenti con dislessia possiedono uno stile di apprendimento prevalentemente globale e intuitivo, ma faticano a memorizzare informazioni verbali. Per ovviare a questo si può aiutarli a memorizzare le informazioni attraverso canali ricettivi diversi, come quello visivo non verbale. Ognuno può usare lo strumento che preferisce: schemi, mappe, tabelle… D’altra parte, a una maggiore personalizzazione delle modalità di organizzazione di quanto appreso corrisponde una maggiore possibilità di memorizzazione.

Gli studenti con dislessia faticano nell’apprendimento di una seconda lingua, soprattutto se questa è “opaca”, come la lingua inglese. È necessario allora adottare strategie per agevolare questo apprendimento. L’allievo con dislessia memorizza meglio le nuove parole se sono presentate in un contesto significativo, e non isolate: pertanto occorre aiutarlo ad ancorare le singole parole all’immagine mentale della situazione in cui sono state incontrate, attraverso canzoni e filmati in inglese, illustrazioni, mnemotecniche.

L’esame di terza media è il primo esame con cui gli studenti si confrontano. Per chi fatica nell’apprendimento, questo sicuramente diventa un appuntamento molto temuto. Tuttavia è possibile, per genitori e insegnanti, supportare studenti con DSA, aiutandoli a organizzare il loro studio e insegnando loro delle metodologie di preparazione, che siano in linea con le loro caratteristiche cognitive.

Spesso le difficoltà scolastiche sono accompagnate da ansia, frustrazione, desiderio di mollare. Queste emozioni hanno, poi, delle ricadute negative sull’apprendimento. È importante allora che gli insegnanti e i genitori non solo si prendano cura di questi vissuti per aiutare gli studenti con DSA a vivere la scuola in una situazione di maggior benessere, ma che riescano a prevenirli attraverso strategie di acquisizione di maggior consapevolezza delle proprie difficoltà, ma anche dei propri punti di forza.

A causa delle frequenti situazioni di fatica e di fallimento che i bambini con DSA incontrano, la loro autostima in ambito scolastico solitamente non è molto positiva. Proporre giochi o riflessioni su questo può aiutare loro, come anche i loro compagni, a viversi in modo più positivo, accettando i propri limiti e sfruttando i propri talenti.

 
 
 
 
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