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Quando il narcisismo è patologico

Nell’uso comune, il termine “narcisismo” è sinonimo di vanità o semplice eccesso di amor proprio. In realtà, come concordato dalla maggior parte degli studiosi, si tratta di una condizione che può essere sia normale che patologica. In quest’ultimo caso, si parla di un vero e proprio disturbo, noto come “Disturbo Narcisistico di Personalità”. Cerchiamo di capire meglio quali sono le caratteristiche distintive del narcisismo patologico con l’aiuto di Antonino Carcione e Antonio Semerari, psicoterapeuti e autori del libro “Il narcisismo e i suoi disturbi”.

Com’è noto, il termine “narcisismo” deriva dal mito che narra la storia di un bellissimo giovane, Narciso, destinato a consumarsi per l’amore verso se stesso. Nell’uso comune la parola è diventata sinonimo di fatua vanità o semplice eccesso d’amor proprio, perdendo così quelle sfaccettature che spinsero Freud a utilizzarlo per designare una condizione clinica dai risvolti profondamente tragici.

La gran parte dei teorici concorda nel ritenere che il narcisismo possa presentarsi sia in forma normale sia in forma patologica. Nel complesso, il narcisismo normale viene descritto sulla base di alcune caratteristiche specifiche quali l’assertività, l’individualismo, una stabile regolazione dell’autostima verso l’alto, l’ambizione, ecc. Mancano, o sono attenuate, le caratteristiche più negative dal punto di vista interpersonale proprie del narcisismo patologico, quali la mancanza di empatia, il disprezzo, l’invidia e lo sfruttamento degli altri.

Per quanto riguarda il narcisismo patologico, le descrizioni cliniche convergono su alcune caratteristiche generali: la mancanza di un autentico interesse per il mondo e le persone, con stati mentali soggiacenti di vuoto e un generale impoverimento affettivo; una capacità danneggiata di costruire relazioni interpersonali; un egocentrismo smisurato, accompagnato da una preoccupazione eccessiva per il proprio valore personale e per le questioni di competizione e di rango; un bisogno smodato di riconoscimenti da parte degli altri.

Vi sono state diverse proposte di classificazione di sottotipi e sottocategorie di narcisismo.
Pincus e Lukowitsky hanno proposto di distinguere i due fenotipi grandioso/vulnerabile dalle modalità di espressione manifesta/nascosta (overt/covert) secondo lo schema seguente:

Nel sottotipo grandioso prevalgono i sentimenti di superiorità e di disprezzo per gli altri, il comportamento può essere apertamente arrogante e incurante dell’effetto sugli altri, i quali vengono utilizzati come fonte di ammirazione senza riguardi per i loro sentimenti e per la loro prospettiva. Gli aspetti di fragilità sono sotto-modulati, nascosti, negati e il più possibile esclusi dalla coscienza.
Nel sottotipo fragile prevalgono vergogna e senso di umiliazione, ipervigilanza rispetto al giudizio degli altri e alla ricerca di ammirazione si sostituisce l’evitamento e il ritiro dalle situazioni che potrebbero comportare un giudizio negativo. Falsa umiltà, compiacenza e manifestazioni inautentiche di interesse per gli altri tendono a sostituire l’arroganza e la ricerca di ammirazione. Grandiosità e invidia vengono nascoste e vissute in fantasie nelle quali l’autoaffermazione narcisistica assume la dimensione della rivalsa.

Entrambi i tipi di presentazione fenomenica sono considerati espressione della stessa difficoltà di base nella stabilizzazione del senso di identità, nella regolazione dell’autostima e nella regolazione interpersonale. Non sorprende, perciò, che diversi autori abbiano sottolineato come la maggior parte dei narcisisti presenti fluttuazioni tra aspetti di grandiosità e di vulnerabilità.

 

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