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La promozione delle competenze emotive nei bambini dai 3 ai 6 anni

 
Nelle nostre scuole sono presenti una serie di «situazioni difficili», caratterizzate da aggressività, scarso rispetto delle regole, comportamenti oppositivo-provocatori e difficoltà di autocontrollo, che hanno effetti negativi sul gruppo dei bambini e sono difficilmente gestibili da parte degli insegnanti. A partire dalla scuola dell’infanzia, tuttavia, è possibile mettere in atto interventi di gruppo volti alla promozione delle competenze emotive e prosociali dei bambini, spesso efficaci nel ridurre i comportamenti problematici e migliorare il clima di classe. Ecco una riflessione sull’importanza di questi interventi proposta da Consuelo Giuli, Iacopo Bertacchi e Pietro Muratori, autori di “Coping power nella scuola dell’infanzia”.
 

Nelle nostre scuole sono presenti una serie di comportamenti che, anche se non arrivano a rappresentare un disturbo conclamato, hanno effetti negativi all’interno del gruppo dei bambini e sono spesso difficilmente gestibili dagli insegnanti. Si tratta delle cosiddette «situazioni difficili», caratterizzate da scarso rispetto delle regole, aggressività, comportamenti oppositivo-provocatori e difficoltà di autocontrollo, che spesso mettono a dura prova le capacità relazionali e le doti umane degli insegnanti. In questi casi, gran parte delle energie e dell’attenzione dei docenti è assorbita dal gruppo di bambini che presenta tali problematiche; in questo modo, il resto del gruppo si sente annoiato e non ascoltato nei propri bisogni. Alcuni finiscono per assumere atteggiamenti di imitazione e aderenza, riproducendo le dinamiche disfunzionali e i comportamenti problematici che osservano. Altri, più timidi, ansiosi o inibiti, possono chiudersi ancora di più in se stessi, oppure maturare un forte carico di rabbia inespressa e senso d’ingiustizia per non vedere considerate e accolte le proprie necessità. Situazioni del genere possono essere difficilmente gestibili anche da insegnanti con alle spalle una grande esperienza didattica.

PERCHÉ PUÒ ESSERE UTILE ATTUARE NELLA SCUOLA UN INTERVENTO VOLTO A PROMUOVERE LE COMPETENZE EMOTIVE E PROSOCIALI NEI BAMBINI DI ETÀ COMPRESA TRA I 3 E I 6 ANNI?

Ci sono una serie di vantaggi che rendono la scuola un ambiente idoneo in cui progettare e attuare interventi di questo tipo. Innanzitutto, la scuola consente di mettere in atto interventi precoci. Sappiamo, ad esempio, che le problematiche di condotta e aggressività, se non si interviene precocemente, possono portare a un significativo peggioramento del funzionamento del bambino o dell’adolescente in ambito scolastico, in quello familiare e sociale. La scuola, inoltre, rappresenta un contesto unico di apprendimento e generalizzazione di tutte quelle abilità sociali, prosociali e di regolazione emotiva da cui non è possibile prescindere nel progettare interventi in età evolutiva.

L’intervento rivolto allo sviluppo del benessere emotivo e sociale a scuola avviene solitamente all’interno del gruppo classe. Questo rappresenta infatti l’ambiente naturale dei bambini. I programmi attuati in un contesto naturale presentano il vantaggio di essere in grado di prevenire e/o ridurre la marginalizzazione e la stigmatizzazione sociale che spesso contribuiscono a peggiorare i problemi di aggressività e condotta in età evolutiva.

La sezione e la classe permettono di attivare esperienze di tipo cooperativo, attraverso le quali anche gli alunni che non presentano particolari problematiche possono mettere in campo le proprie abilità emotive e relazionali per aiutare i compagni in difficoltà, avendo dunque la funzione di modello positivo.
Un intervento che agisce sulla sezione o sulla classe, quindi, può essere in grado di ridurre i comportamenti problematici e migliorare il funzionamento sociale anche per mezzo del clima collaborativo e cooperativo che si instaura tra i bambini.


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