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L’utilizzo dell’approccio evidence based in psicoterapia

 
L’approccio evidence based in psicoterapia mira a sviluppare trattamenti basati sull’evidenza per le diverse patologie mentali, nel rispetto delle caratteristiche del paziente. Da una decina d’anni, questo approccio sta ricevendo attenzione da parte dei decisori politici, incaricati di compiere le scelte di salute pubblica. Tuttavia, nella pratica psicoterapeutica, buona parte delle procedure utilizzate tuttora non sono supportate da prove di evidenza. Cerchiamo di approfondire questo argomento con l’aiuto di Giorgio De Isabella e Ornella Bettinardi, psicologi-psicoterapeuti e curatori del volume “Psicoterapia e valutazione di efficacia”.
 

Nell’ambito della psicoterapia, l’approccio evidence based, che consiste nell’integrazione delle migliori prove di ricerca con le competenze cliniche e i bisogni dei pazienti, ha portato a sviluppare interventi basati sull’evidenza per le diverse patologie mentali, con l’obiettivo primario di identificare i trattamenti «che funzionano», per le diverse tipologie di disturbi, nel rispetto delle caratteristiche del paziente. Nonostante questi progressi, buona parte delle procedure, utilizzate nella pratica psicoterapeutica, tuttora non sono supportate da prove di evidenza e verificate sotto il profilo dell’efficacia empirica. Questo sia per difficoltà metodologiche connesse all’implementazione di tali procedure nella clinica sia per un atteggiamento di diffidenza di molti psicoterapeuti ad accogliere una pratica basata sulle evidenze.

L’approccio evidence based ha trovato due ambiti principali di applicazione: la definizione di linee guida per vari disturbi e la definizione di obiettivi e modalità di trattamento per i singoli pazienti.

Nel corso dell’ultimo decennio si è sviluppata una sensibilizzazione verso l’evidence based da parte dei decisori politici, ovvero degli organismi e delle strutture che assumono decisioni riguardo l’allocazione delle risorse pubbliche e private per la tutela della salute mentale. Questo ha fatto sì che gli psicoterapeuti siano stati sollecitati a documentare l’efficacia dei loro trattamenti sia in Paesi in cui l’assistenza sanitaria è erogata attraverso sistemi a carattere universalistico, legati al diritto di cittadinanza, come l’Italia o la Gran Bretagna, sia in quelli caratterizzati da sistemi privatistici o mutualistici come gli Stati Uniti.

L’approccio evidence based ha suscitato un vasto dibattito, che continua tuttora, sia all’interno del mondo accademico e della ricerca, sia in quello dei clinici che operano all’interno delle strutture sanitarie della salute mentale. In questo dibattito, l’utilizzo dell’approccio evidence based in psicoterapia non è sfuggito a critiche, sul piano metodologico e clinico, che investono una pluralità di questioni. Ha avuto e ha comunque il pregio di spingere clinici e ricercatori a interrogarsi su aspetti più generali, quali i fondamenti epistemologici di questa disciplina, i caratteri costitutivi della relazione terapeutica, il rapporto tra obiettivi terapeutici e aspetti sintomatologici.


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