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L'importanza delle abilità visuo-percettive per l'apprendimento

 
La funzione percettiva è la modalità primaria della conoscenza. Passiamo in rassegna, con l’aiuto di Patrizia Gaudiano e Bruno Rebuttini, autori di “Lettura e comprensione per immagini”, le principali abilità visuo-percettive e il ruolo che rivestono per l’apprendimento.
 

La funzione percettiva è la modalità primaria della conoscenza: un processo di elaborazione degli stimoli sensoriali che prevede l’analisi, la selezione e l’elaborazione delle informazioni visive.
In particolare, in età prescolare il bambino con abilità visuo-percettive nella norma manipola e assembla oggetti (puzzle, costruzioni, incastri) con attività che richiedono «l’immaginazione visiva». In età scolare le abilità visuo-percettive permettono di discriminare le lettere visivamente simili, di organizzare lo spazio del foglio, di colorare o ritagliare entro i margini. Inoltre buone abilità non verbali sono necessarie nell’apprendimento delle discipline geografiche e geometriche.

Gli aspetti visuo-percettivi sono senza dubbio il punto di partenza e accessori prioritari nell’apprendimento della lettura e della scrittura e quindi della comprensione nei suoi livelli iniziali. Attraverso il canale visivo il bambino finalizza l’esplorazione alla comunicazione e all’apprendimento. Molti bambini, anche con un quoziente intellettivo nella norma, possono mostrare problemi di apprendimento evidenziando carenze nell’elaborazione visiva, in quanto uno o più aspetti della percezione sono deficitari.
Tra le più importanti abilità visuo-percettive rientrano:
•le abilità visuo-spaziali;
•le abilità di analisi;
•le abilità di integrazione.
Passiamole in rassegna attraverso una breve descrizione di ciascuna area di abilità.


Abilità visuo-spaziali
Sono le abilità che rappresentano il prerequisito fondamentale per la discriminazione delle lettere in stampato minuscolo morfologicamente uguali (p, b, d, q) o simili (a, e) e intervengono anche nelle capacità di impaginazione e incolonnamento dei numeri. Esse sono:
• la lateralità, ovvero la consapevolezza della destra e della sinistra sul proprio corpo;
• la direzionalità, ovvero l’identificazione della destra e della sinistra nello spazio;
• l’integrazione bilaterale, ovvero l’utilizzazione dei due emicorpi separatamente o simultaneamente.

Abilità di analisi
Queste abilità riguardano l’osservazione e la comprensione delle immagini più complesse. Si lavora in prima istanza sul riconoscimento della forma, distinguendo la figura dallo sfondo, sulla costanza della forma e della misura e sull’individuazione di una forma anche quando si modificano le dimensioni o l’orientamento. In particolare si potenziano:
• la chiusura visiva: la capacità di completare un oggetto anche se mancante in qualche sua parte;
• la memoria visiva: essere in grado di ricordare un oggetto nella sua collocazione spaziale;
• la memoria sequenziale visiva: essere in grado di richiamare sequenze in successione;
• la visualizzazione mentale: la capacità di creare immagini con la mente e di manipolarle;
• la velocità di percezione visiva: la capacità di utilizzare e padroneggiare con dimestichezza un certo numero di informazioni.

Abilità di integrazione
A questa abilità appartengono le integrazioni visuo-uditive, le integrazioni visuo-grosso motorie e le integrazioni visuo-motorie fini. Lacune o carenze nelle abilità visuo-uditive producono ingenti danni alle performance scolastiche in quanto non consentono al bambino di seguire contemporaneamente due attività, come ad esempio ascoltare una spiegazione e prendere appunti. L’integrazione visuo-motoria fine agisce sulle strategie di traduzione grafica delle rappresentazioni complesse. Ciascuna immagine che si propone al bambino richiede la capacità di saperla leggere, interpretare e analizzare e quindi il possesso dei prerequisiti per attuare queste abilità cognitive.


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