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L'importanza della valutazione degli apprendimenti a scuola

 
La valutazione degli apprendimenti in ambito scolastico rappresenta un momento complesso sia dal punto di vista della progettualità che dal punto di vista degli interventi dei docenti. Oggi più che mai è necessario ripensare la valutazione come componente strutturale dell’insegnamento, anche per rafforzare l’organizzazione inclusiva delle classi in cui sono inseriti alunni con disabilità, DSA o BES. Ecco la riflessione che Luciano Rondanini, ex dirigente MIUR e autore di numerose pubblicazioni sulla scuola, propone nel libro “La valutazione degli alunni con BES”.
 

Nelle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (MIUR, 2012), si afferma che:
«agli insegnanti competono la responsabilità della valutazione e la cura della documentazione. […] La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari: attiva le azioni da intraprendere, regola quelle avviate, promuove il bilancio critico su quelle condotte a termine. Assume una preminente funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo».

I principi contenuti nelle Indicazioni del 2012 possono essere estesi anche alle scuole del secondo ciclo d’istruzione, in quanto costituiscono la cornice entro cui tutti gli insegnanti sono tenuti a orientare i loro comportamenti professionali. In particolare, i tre tempi della valutazione didattica — «precede, accompagna e segue» — risultano indicativi del lavoro che tutti i docenti dei team (scuola dell’infanzia e primaria) e dei consigli di classe (secondaria di 1° e di 2° grado) devono sviluppare per superare un generico approccio al tema, e «guadagnare», invece, un nuovo orizzonte di sviluppo della professione, quello della valutazione personalizzata. Tale superamento presuppone un’effettiva corresponsabilità del gruppo docente, che costituisce la conditio sine qua non della qualità inclusiva delle classi in cui sono inseriti alunni con disabilità, DSA o bisogni educativi speciali.

È importante allora chiedersi quali sono le finalità che devono ispirare la valutazione didattica. Possiamo sintetizzarle qui in tre punti:
1. la valutazione fa parte del processo decisionale della scuola e quindi non deve essere percepita come un esercizio a sé stante, ma come componente strategica dell’erogazione del servizio educativo. Pertanto, il processo valutativo non rappresenta un mero esercizio aggiuntivo alle incombenze della scuola, ma una forma di ascolto e di risposta alle esigenze dei docenti e degli alunni;
2. tra la valutazione degli alunni e i processi di inclusione esiste una relazione diretta. Valutare significa accertare, misurare, rendicontare, ma anche — e soprattutto — aiutare, educare, accompagnare, sostenere, valorizzare. Valutazione e valorizzazione rappresentano due facce della stessa medaglia (non è un caso che condividano la stessa derivazione etimologica);
3. tra valutazione ed esiti conseguiti dagli studenti c’è un nesso molto più stretto di quanto non sembri in apparenza. Una buona preparazione dei docenti e una altrettanto efficace organizzazione della scuola costituiscono fattori straordinariamente favorevoli all’apprendimento degli alunni. Questa affermazione vale per tutti gli allievi, a maggior ragione per coloro che vivono in situazione di handicap o di altre difficoltà.

Da queste tre regole discendono alcuni irrinunciabili obiettivi operativi sia per un’organizzazione inclusiva delle scuole sia per le attività dei docenti.
Una scuola che intenda rafforzare la propria forma inclusiva non può fare a meno di mettere nella propria agenda i seguenti cambiamenti:
 – la conoscenza in chiave pedagogica della normativa, soprattutto in un momento di transizione come quello attuale, dovuto all’attuazione della legge n. 107/2015;
la corresponsabilità del team docente (gruppo degli insegnanti, consiglio di classe, ecc.);
 – la classe, intesa come comunità di apprendimento e come gruppo capace di realizzare pienamente forme di sostegno reciproco;
l’importanza della valutazione diagnostica (osservazione iniziale) da parte dell’intero gruppo docente, momento di fondamentale importanza per una condivisa stesura ed elaborazione del PEI e del PDP;
– l’ineludibilità di un’efficace collaborazione scuola-famiglia;
l’integrazione tra gli interventi posti in essere dalla scuola e le opportunità offerte dalla più ampia comunità sociale.

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