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L’identificazione precoce delle difficoltà del bambino all’asilo nido

L’asilo nido è un contesto educativo fondamentale per osservare il comportamento del bambino e capire se vi siano delle difficoltà. La rilevazione delle difficoltà di sviluppo al nido, infatti, può dare avvio all’identificazione precoce delle disabilità e alla loro diagnosi. Come si può mettere in atto un’osservazione sistematica del comportamento del bambino da parte dell’educatore? Ecco cosa ci suggerisce Daniela Bulgarelli, psicologa dello sviluppo e autrice del libro “Nido inclusivo e bambini con disabilità”.

Il nido è un contesto educativo cruciale per l’identificazione di situazioni potenzialmente a rischio nei bambini in quanto gli educatori hanno conoscenze e competenze specifiche sulle principali tappe di sviluppo dei bambini, oltre a una profonda esperienza concreta. Avendo lavorato e lavorando con tanti bambini diversi, essi possono notare in modo chiaro aspetti che si discostano dallo sviluppo tipico dei bambini.

Inoltre, il nido presenta alcune caratteristiche organizzative che permettono di osservare più facilmente le competenze del bambino: le routine sono ben strutturate e chiare e l’educatore può osservare se il bambino sia orientato o meno in questa struttura. Inoltre, al bambino è richiesto un margine di autonomia (ad esempio nel pasto o nel sonno) che può essere maggiore rispetto a quello richiesto nell’ambiente domestico. L’educatore perciò può osservare se e come il bambino gestisca questi spazi di autonomia. Infine, al nido il bambino ha l’opportunità di interagire con i pari in modo continuativo e ha modo di iniziare a strutturare con loro relazioni durature, un altro aspetto che è importante osservare nel bambino.

Come condurre un’osservazione strutturata del comportamento del bambino al nido
Quando si decide di osservare sistematicamente il comportamento del bambino per capire se vi siano delle difficoltà, si opera una scelta su quali aspetti dello sviluppo siano salienti, quali tappe o «appuntamenti» di sviluppo i bambini non possano mancare. Questa scelta è fortemente guidata dalle idee e dalle teorie implicite di bambino e di sviluppo di cui gli educatori sono portatori ed è quindi molto importante che essi conseguano una consapevolezza dei filtri epistemologici con cui interpretano e danno significato ai comportamenti dei bambini.

Proprio per facilitare questa presa di consapevolezza, la scelta degli indicatori da osservare dovrebbe essere svolta all’interno dell’équipe educativa.
Una volta identificati gli indicatori rilevanti, gli educatori possono scegliere di svolgere osservazioni descrittive e narrative, oppure di costruirsi griglie osservative ad hoc. Quando sia possibile, affidarsi all’uso di strumenti osservativi già pubblicati e standardizzati può dare maggiori garanzie rispetto all’uso di uno strumento osservativo creato ad hoc dall’équipe educativa.

Una volta identificati i comportamenti o gli indicatori salienti e scelto il tipo di strumento adatto, in linea generale un tempo di almeno 2-3 mesi è necessario per osservare il bambino e per monitorare eventuali evoluzioni nei comportamenti, poiché ogni individuo ha tempi di sviluppo che, nella prima infanzia, possono essere molto variabili. Questa fase di osservazione del comportamento permette di basare le proprie riflessioni su dati sistematici; inoltre, sostiene l’identificazione dei comportamenti che preoccupano gli educatori e permette di collocare questi comportamenti in contesti chiari.

Infine, a partire dalle osservazioni svolte, l’équipe educativa può prendere in considerazione l’idea di confrontarsi con esperti dello sviluppo infantile come pediatri, psicologi, logopedisti, facendo riferimento alle ASL o ai consultori territoriali, nonché a professionisti con cui il nido potrebbe già essere in contatto. In questo caso, è fondamentale avere cura del rispetto dalla privacy del bambino e della sua famiglia. Questi contatti non sono finalizzati in alcun modo a scavalcare la potestà genitoriale ma vanno intesi come un’occasione per utilizzare una consulenza professionale rivolta agli educatori, perché essi possano discutere, supportati da un esperto, delle loro idee di sviluppo, degli indicatori che hanno osservato e di quali comportamenti fanno presagire di avere un bambino con difficoltà e bisogni speciali al nido.


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