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L’attualità dell’insegnamento di Maria Montessori

 
La scuola di oggi affronta sfide e problemi importanti, spesso con la sensazione di essere sprovvista degli strumenti adeguati o dell’orizzonte di senso che dia forza al proprio agire pedagogico. In questo contesto, può Maria Montessori essere ancora una guida utile per insegnanti, educatori e famiglie? Ne sono convinte in senso positivo Sonia Coluccelli e Silvia Pietrantonio, studiose del metodo montessoriano e autrici del libro “Il metodo Montessori oggi”.
 

Il pensiero di Maria Montessori presenta talmente tanti aspetti innovativi, profondi e geniali da spingerci a domandarci quanti ne colgano veramente la bellezza e profondità. E soprattutto, quanti possano capire e sposare veramente il cuore pulsante della pedagogia montessoriana, ossia il profondo contenuto morale e spirituale del messaggio di libertà e l’appassionato, cristallino amore verso il bambino.

Il pensiero di Maria Montessori è stato male interpretato, trascurato, criticato con assoluta ferocia, ma il danno peggiore lo fanno tutti coloro che, dichiarandosi seguaci della dottoressa, tradiscono il senso autentico del suo lavoro, imprigionando il proprio lavoro e soprattutto le vite dei bambini nelle catene di un «metodo» applicato con rigidità, che impedisce il rinnovamento essenziale alla vita, che rende incapaci di guardare i bambini reali, che per loro natura si discostano dai copioni che abbiamo in mente per loro, restituendoci invece come uno specchio i limiti, i difetti e le ipocrisie degli adulti che li circondano.

Montessori non apprezzava particolarmente la definizione di «metodo» per il suo sistema di pensiero, che va colto leggendo le sue opere nel loro complesso: da Il Metodo (pubblicato nel 1950 in Italia con il titolo La scoperta del bambino) all’Autoeducazione nelle scuole elementari (pubblicato nel 1916), che sono gli unici testi effettivamente scritti dall’autrice, passando dalle raccolte delle sue lezioni, interventi e conferenze, pubblicate sotto diversi titoli, ad esempio Il segreto dell’infanzia (pubblicato nel 1936) e La mente del bambino: Mente assorbente (pubblicato nel 1949). In effetti, ovunque esse operino, le scuole montessoriane sono, o dovrebbero essere, luoghi di una processualità aperta, dove il bambino e la sua psicologia sono centrali e il metodo è solo una conseguenza, cioè secondario, mutabile e perfezionabile.

Recentemente, Angeline Stoll Lillard, professore di Psicologia presso l’Università della Virginia, ha dato vita a una verifica sperimentale, scientifica nel senso corrente del termine, delle intuizioni montessoriane. La studiosa italiana, in effetti, aveva tratto delle conclusioni da esperienze non sistematiche generalizzandole a un modello educativo per lei valido universalmente. Nonostante il linguaggio romantico e mistico adottato e lo stile eccessivamente fiorito che lo accompagna, la scienza contemporanea ha dimostrato che Maria Montessori aveva ragione su moltissime cose.

Vale la pensa allora di riprendere in mano i principi fondamentali dell’educazione Montessori, così come sintetizzati da Angeline Stoll Lillard:
1. movimento e apprendimento sono strettamente collegati; il movimento può migliorare la capacità di pensare e imparare;
2. l’apprendimento e il benessere sono facilitati quando le persone hanno la sensazione di poter controllare le proprie vite;
3. si apprende meglio quando si è interessati a quanto si sta imparando;
4. offrire riconoscimenti estrinseci per un’attività, come premi o voti alti, ha un impatto negativo sulla motivazione a intraprendere tale attività quando il premio è assente;
5. la collaborazione con i compagni può essere di grande aiuto all’apprendimento;
6. l’apprendimento in contesti significativi spesso risulta più ricco e profondo dell’apprendimento in contesti astratti, slegati da riferimenti concreti e sensoriali;
7. specifiche modalità di comportamento degli adulti sono associate a risultati migliori nei bambini;
8. un ambiente ordinato favorisce lo sviluppo e il benessere dei bambini.


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