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Conoscere il disturbo ossessivo-compulsivo per affrontarlo al meglio

 
Avete mai sentito parlare di disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)? Si tratta un disturbo che affligge un numero sempre crescente di persone. Cerchiamo di capire meglio in cosa consiste questo disturbo, con l’aiuto di Gabriele Melli, psicologo psicoterapeuta e autore di “Vincere le ossessioni”. Perché la comprensione è il primo passo per poterlo affrontare in maniera efficace.
 

Le ossessioni sono pensieri, immagini o impulsi che affiorano alla mente, in modo intrusivo, e che vengono percepiti come estremamente fastidiosi e intrusivi. In genere, gli innumerevoli sforzi per contrastarle hanno un successo solo momentaneo. Differiscono dalle preoccupazioni in quanto appaiono eccessive e prive di una base razionale.

Le compulsioni, definite anche rituali o cerimoniali, sono comportamenti ripetitivi (come lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (contare, pregare, ripetere formule mentalmente), messi in atto per ridurre il senso di disagio e l’ansia provocati dai pensieri e dagli impulsi tipici delle ossessioni. Costituiscono, cioè, un tentativo di conseguire un controllo sulla propria ansia.

Ossessioni e compulsioni, purtroppo, affliggono un numero crescente di persone e possono rendere impossibile la vita sia a chi ne soffre sia a coloro che gli stanno accanto. Questo tipo di problema è noto come disturbo ossessivo-compulsivo (DOC).

Il DOC, come il nome stesso lascia intendere, è solitamente caratterizzato sia da ossessioni che da compulsioni. Almeno l’80% delle persone affette da DOC sperimenta entrambi questi fenomeni, ma vi è una certa percentuale di soggetti che non mette in atto compulsioni e ricorre ad altre strategie per cercare di tranquillizzarsi e di gestire il disagio che deriva dalle ossessioni.

Non tutte le compulsioni sono riconducibili a un vero disturbo. Alcuni rituali, come alcune pratiche religiose o certe scaramanzie, fanno parte della vita di tutti i giorni. Preoccupazioni normali, come la paura di contrarre una malattia, possono aumentare durante periodi di forte stress. L’ attenzione clinica si rende necessaria soltanto quando i sintomi persistono, causano molto disagio o interferiscono pesantemente con la vita di tutti i giorni.

A differenza di altri disturbi psicologici, il DOC può assumere forme molteplici, talvolta presenti in concomitanza. Ecco le tipologie in cui viene tipicamente distinto nella pratica clinica:

  • Disturbi da contaminazione. Si tratta di ossessioni e compulsioni connesse ad improbabili (o irrealistici) contagi o contaminazioni
  • Disturbi da controllo. Implicano controlli prolungati e ripetuti senza necessità, allo scopo di riparare o prevenire gravi disgrazie o incidenti (es. il rubinetto del gas e dell’acqua, la saracinesca del garage…)
  • Superstizione eccessiva. Sono i rituali “anti-iella” che una persona sente di dover compiere per impedire l’avverarsi di certi eventi
  • Ordine e simmetria. Questo disturbo riguarda chi non tollera assolutamente che gli oggetti siano posti, anche minimamente, in modo disordinato o asimmetrico
  • Accumulo/accaparramento. Caratterizza coloro che tendono ad accumulare oggetti insignificanti e inservibili perché hanno una difficoltà enorme a disfarsene
  • Ossessioni pure. Si tratta di pensieri o, più spesso, di immagini relative a scene in cui la persona attua comportamenti indesiderabile e inaccettabili
  • Compulsioni mentali. Si tratta di cerimoniali mentali (contare, pregare, ripetersi frasi…) per scongiurare l’avveramento di determinati pensieri ossessivi.
Proprio perché le ossessioni e le compulsioni sono molto varie, è possibile, tuttavia, non riconoscersi completamente in nessuna delle tipologie elencate.

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