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Come osservare le dinamiche di gruppo nel lavoro con i bambini in psicomotricità

 
Nel suo lavoro con i bambini, lo psicomotricista, formato all’osservazione attenta del singolo individuo, rivolge l’attenzione verso precisi parametri relativi al corpo in movimento, in relazione allo spazio, al tempo, ai materiali e all’altro. Condurre un’osservazione completa del bambino implica però anche osservare le dinamiche relazionali che emergono all’interno del gruppo dei pari. Ecco la proposta di Lucrezia Bravo, psicomotricista e co-autrice del libro “Il gruppo in psicomotricità”, per orientare una possibile osservazione.
 

Il gruppo di pari offre una ricchezza di situazioni relazionali che lo psicomotricista può utilizzare per avvicinarsi maggiormente al mondo espressivo del bambino: forme diverse di aggregazione, possibilità di scelta di relazioni paritarie privilegiate, diverse tipologie di gioco, possibilità di assumere ruoli e agire emozioni condivise o simbolizzate con altri, possibilità di giocare diverse distanze dal gruppo come luogo di accoglienza, rifugio o rifiuto, piani di collaborazione o di ritiro. Sono tutte quelle situazioni significative che coinvolgono lo sviluppo del bambino, la sua personalità e i suoi conflitti interni.

Anche solo da questi aspetti, emerge immediatamente la complessità dell’osservazione del gruppo, dove occorre che lo psicomotricista assuma uno sguardo diverso, aperto al «noi». Uno sguardo, che apra e/o restringa il campo mettendo a fuoco il singolo elemento o l’insieme. Uno sguardo capace di spaziare, considerando ogni singolo del gruppo come soggetto significativo e autonomo che all’interno di esso assume forma e senso.

Com’è possibile condurre un’osservazione delle dinamiche relazionali con i pari all’interno di un gruppo? Ecco alcuni riferimenti indicativi per orientare una possibile osservazione.

• La modalità di entrata in relazione
Si riferisce a come il bambino si attiva nel gruppo nella scelta dell’altro: se è lui a scegliere, o come viene scelto da un compagno, se ricerca la relazione con l’altro, se viene rifiutato, eccetera.

• La modalità di mantenimento della relazione
L’attenzione si sposta su come e attraverso quale via corporea si mantiene la relazione con l’altro e per quanto tempo, ad esempio attraverso il mantenimento dello sguardo o l’uso della parola.

• Il tempo della relazione
Facciamo riferimento alle modalità con cui il bambino mantiene la relazione: per un tempo breve/lungo, il ritmo degli scambi si presenta veloce/lento, si presentano rotture, discontinuità o continuità.

• La tipologia di relazione
Si tratta qui invece di definire l’ampiezza del contesto relazionale in cui il bambino tende a sperimentarsi: vengono ricercate prevalentemente situazioni di coppia, di triade, di piccolo o di grande gruppo.

• La qualità della relazione
Le relazioni possono dispiegarsi lungo differenti polarità: dalla collaborazione all’oppositività, dall’assumere ruoli propositivi all’essere ricettivi alle proposte altrui, dall’assumere posizioni attive o passive…

• Le modalità dell’interazione
La tipologia di interazione può inoltre assumere connotazioni di esclusività, inibizione, conflittualità, trasgressione, tirannia, adesione, dipendenza, o essere autoreferenziata.

• La gestione della frustrazione
Le reazioni del bambino in relazione alle frustrazioni possono manifestarsi in modo esplosivo (rabbia, opposizione, sfida) o determinare ritiro dall’azione (rinuncia, pianto, isolamento) o, infine, generare capacità di adattamento e/o richieste di tipo rassicurativo all’adulto.

• La gestione del conflitto
Le reazioni emotive al conflitto possono manifestarsi con comportamenti di evitamento/rinuncia, di scontro/mediazione, di alleanze pro o contro pari, oppure con richieste di intervento da parte dell’adulto.

• La tipologia di gioco prevalente
Qui si tratta di riflettere sulle modalità ludico-espressive maggiormente percorse nel gioco dal bambino (ad esempio: sensomotorie, simboliche, narrative), sulle loro caratteristiche e sulla relativa attivazione.

• I ruoli emergenti nel gruppo
Diventa significativo rilevare le costanti relative alla scelta di ruolo e le variazioni che subiscono nell’evoluzione del gioco. Particolare attenzione va dedicata a cogliere l’assunzione di ruoli (leader, gregari, leader complementari), a osservare i bambini non ricercati, quelli esclusi, quelli soli e la fissità di ruolo.

• L’adattamento al gruppo
Comprende gli aspetti legati all’adattamento al contesto: il rispetto delle regole, del materiale, il livello di ascolto, l’adeguamento dei singoli al ritmo e ai tempi complessivi del gruppo, le modalità di inizio e di chiusura delle attività.
• L’espressione e la regolazione delle emozioni
Si fa riferimento agli aspetti di riconoscimento, espressione e regolazione emotiva, con particolare attenzione alle situazioni in cui si manifestano nel gruppo difficoltà legate al contenimento e al mantenimento del livello del gioco.

• Le tematiche emergenti
Nei gruppi si possono rilevare dei temi che permeano le attività e i giochi scelti, quali ad esempio: l’esplorazione sensoriale, il riconoscimento, l’affermazione di sé, i conflitti, l’opposizione, il contenimento, l’espressione delle emozioni, il confronto, la competizione, il piacere della collaborazione, ecc.


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