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L’effetto negativo dell’ansia per la matematica sul rendimento scolastico

 
La matematica, si sa, è da sempre un grande spauracchio per molti studenti. Chi non conosce qualcuno che soffra o abbia sofferto di ansia per questa materia? Quello che ancora non sapevamo con certezza - pur sospettandolo, magari - è che questo tipo di sofferenza diventa poi causa di scarso rendimento nella materia in questione. Ecco cosa ci rivela una recente indagine internazionale PISA sul rapporto degli studenti italiani con la matematica. Per maggiori approfondimenti, vi rimandiamo al libro “Disturbi del calcolo e del numero” di Andrea Biancardi, Enrica Mariani e Manuela Pieretti.
 

Gli aspetti emotivi e motivazionali giocano una parte importante nell’ambito della cognizione e dell’apprendimento matematico. All’interno di questo ampio quadro, un’attenzione particolare è stata riservata a quel fenomeno definito dalla letteratura «ansia per la matematica» e all’effetto (negativo) di questo stato emotivo sull’apprendimento della materia.

Un numero sempre maggiore di ricerche ha riconosciuto che gli stati di ansia e le sensazioni di impotenza e di preoccupazione avvertite durante le lezioni di matematica, o attività correlate, influenzano negativamente l’achievement matematico, sia in adulti che in bambini. Con riferimento in particolare a popolazioni più giovani, l’ansia per la matematica è stata identificata come una causa importante delle difficoltà in matematica: gli studenti che, nel rapportarsi a questa materia, hanno livelli più alti di ansia - generalmente percepita come una sensazione di tensione, accompagnata da emozioni quali timore e paura - tendono ad avere prestazioni più scadenti in compiti matematici rispetto ai compagni che mostrano di provare livelli più bassi di ansia per la matematica o nessuna ansia.

Gli studenti che soffrono di ansia per la matematica già durante i primi anni di scuola, negli anni successivi tendono generalmente a evitare percorsi di istruzione superiore o di carriera universitaria che richiedono e/o includono competenze matematiche. L’ansia per la matematica sembra quindi avere conseguenze gravi, non solo a breve termine (sulla prestazione scolastica), ma anche a lungo termine, influenzando negativamente la scelta della carriera, il tipo di occupazione e la crescita professionale dell’età adulta.

Il fenomeno dell’ansia per la matematica è stato anche considerato nell’indagine internazionale PISA condotta nel 2012 (OCSE, 2013). Nei 65 Paesi PISA che hanno partecipato all’indagine del 2012, circa il 30% degli studenti ha riferito di sentirsi spesso impotente o nervoso quando si trova di fronte a compiti matematici: fatto preoccupante poiché associato a una prestazione scolastica inferiore di 34 punti (pari a un anno accademico). I dati PISA mostrano inoltre una discrepanza in termine di genere: il 24,4% delle ragazze riporta livelli elevati di ansia per la matematica contro il 15% dei ragazzi: in Italia il divario rilevato è del 48,5% per le ragazze contro il 37,8% dei ragazzi (OECD, 2013). Anche la letteratura conferma un effetto di genere legato all’ansia per la matematica: nonostante alcuni lavori abbiano trovato simili livelli di ansia nei maschi e nelle femmine, i risultati sembrano confermare come le ragazze riportino livelli più alti di ansia rispetto ai ragazzi e successivamente nell’età adulta tendano a evitare attività direttamente legate alla matematica.


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