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Collana "Logopedia in età evolutiva"

 
Diretta da Luigi Marotta in collaborazione con la FLI – Federazione Logopedisti Italiani

Una collana per diffondere le conoscenze sugli interventi nei disturbi dello sviluppo con un approccio scientific evidence-based. 

È rivolta ai logopedisti, ma di fatto coinvolge tutti coloro che si occupano di riabilitazione, caratterizzandosi per uno spirito interdisciplinare e un approccio multiprofessionale.
 
  LE CARATTERISTICHE DELLA COLLANA
 
La collana, alla luce del cambiamento culturale introdotto dell’EBM, si propone di raccogliere i contributi di coloro che, per formazione ed esperienza, sono quotidianamente coinvolti nell’intervento logopedico nei disturbi dello sviluppo, all’interno dell’équipe interdisciplinare che si occupa della presa in carico di questi bambini. L’intento è offrire un panorama di proposte riabilitative nei differenti profili di sviluppo, unitamente a un inquadramento più generale delle diverse problematiche, presentando nuovi spunti di riflessione o ridefinizioni concettuali, approcci consolidati o iniziative più originali, sostenute da modelli teorici di riferimento riconosciuti e plausibili.

Tutti i volumi sono caratterizzati dal tentativo di coniugare ponderatezza ed entusiasmo, dando spazio sia ai contributi di clinici di primo piano che da anni si occupano di disturbi dello sviluppo, sia a quelli di giovani professionisti che con grande impegno e passione stanno costruendosi una propria esperienza.

Il taglio è essenzialmente operativo, con presentazione dei criteri di inquadramento diagnostico, di protocolli condivisi di valutazione, di tecniche di intervento e di casi clinici.

L’approccio è basato sul modello «bio-psico-sociale», con grande attenzione al bambino in quanto persona, all’ambiente in cui vive, così come ai correlati neuropsicologici.

La collana «Logopedia in età evolutiva» è e sarà sempre aperta ai contributi di tutti coloro che operano in età evolutiva, come dimostra anche la composizione del Comitato Scientifico, che annovera, oltre a logopedisti di provata esperienza, giovani emergenti ed esperti provenienti da altre discipline, quali psicologi, neuropsichiatri infantili, otorinolaringoiatri e pedagogisti.
 
  I TITOLI DELLA COLLANA
 
Le monografie
 
 
 
 
I percorsi di riabilitazione
Manuali di intervento riabilitativo, caratterizzato da un taglio assolutamente pratico, sempre Evidence Based.
 
 
  IL COMITATO SCIENTIFICO
 
Comitato scientifico
Cristina Caselli, psicologa, I.S.T.C. CNR, Roma
Anna Giulia De Cagno, logopedista, vicepresidente FLI
Sandra Di Ninni, foniatra, Istituto Nous, Cagliari
Enrica Mariani, logopedista, ASL Roma C
Deny Menghini, psicologa, Ospedale Bambino Gesù, Roma
Sara Panizzolo, logopedista, Ospedale Monaldi, Napoli
Manuela Pieretti, logopedista, ASL Roma C
Claudia Ronchettilogopedista, Centro Seconda Navigazione
Tiziana Rossetto, logopedista, presidente FLI
Giovanni Valeri, neuropsichiatra infantile, Ospedale Bambino Gesù, Roma
Stefano Vicari, neurologo, Ospedale Bambino Gesù, Roma

Comitato di coordinamento
Valeria Gazerro, psicologa, Centro di Logopedia "Grillo Parlante", Ladispoli
Claudio Paloscia, neuropsichiatra infantile, Associazione Astrea, Roma
Chiara Petagna, logopedista, Centro di Logopedia "Grillo Parlante", Ladispoli
Serena Rossi, logopedista, libero professionista, Roma
 
 
  LE AREE DI INTERESSE DEL LOGOPEDISTA
 
Negli ultimi anni le aree d’interesse del logopedista all’interno dei disturbi dello sviluppo si sono moltiplicate e modificate, richiedendo sempre più competenze specializzate. D’altronde i bambini che nascono in condizione di svantaggio sono ancora molto numerosi e presentano patologie capaci di alterare lo sviluppo cognitivo e neuropsicologico non più semplicemente inquadrabili in quello che era una volta comunemente definito «deficit cognitivo» (se non ritardo mentale) o «deficit di linguaggio» o «disturbo di letto-scrittura» e così via.

Questi bambini presentano infatti patologie complesse e differenziate, anche se in molti casi in comorbilità tra loro: patologie che vanno dai disturbi specifici del linguaggio o dell’apprendimento ai disturbi della memoria o dell’attenzione, dagli effetti di lesioni cerebrali, connatali o acquisite, a quelli di altre patologie, quali ad esempio l’epilessia o le infezioni da HIV o da trattamento con particolari farmaci.

Ma quali sono le migliori prassi di intervento, quali i criteri di valutazione di appropriatezza, di efficienza, di efficacia, quali le misure di outcome da utilizzare? Ma proprio i termini di appropriatezza, good practice, indicatori di efficacia, équipe multiprofessionale e via dicendo, tutti termini usati nell’agire quotidiano dai riabilitatori, sono spesso utilizzati più che altro per tranquillizzarci e dimostrare la nostra competenza nel recepire le trasformazioni avvenute negli ultimi dieci anni nello scenario del sistema sanitario italiano.
 
  L’EVIDENCE BASED MEDICINE
 
La Medicina Basata sulle Evidenze (Evidence Based Medicine, EBM) ha rivoluzionato il mondo scientifico, tanto nella pratica quanto nella teoria. Da una medicina autoreferenziale, orientata dall’esperienza e dalle tendenze del luminare, siamo passati a una scienza in cui contano le prove e le evidenze scientifiche.

Una rivoluzione avvenuta sicuramente anche per motivazioni di tipo economico, ma che ha profondamente modificato sia i principi sia gli orientamenti nel complesso scenario della riabilitazione. L’EBM, infatti, è un movimento culturale che si è diffuso velocemente a livello internazionale, grazie a molti fenomeni che hanno segnato l’evoluzione della metodologia della ricerca clinica e dell’informazione scientifica. Uno dei principali obiettivi è stato quello di mettere in discussione i dogmi dettati dai modelli tradizionali della medicina, liberando gli operatori sanitari dal peso autoritario dell’opinion leader così come era nella consuetudine, e di offrire la possibilità di valutare in maniera autonoma e critica la qualità e la validità delle proprie scelte cliniche usando, per le decisioni, dati sperimentali e bibliografici.
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