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Applicare i principi della comunicazione non violenta a scuola

 
I conflitti fanno parte della vita quotidiana dei bambini che però, spesso, non hanno gli strumenti adeguati per affrontarli. Ecco allora cosa è possibile fare a scuola per sostenere gli alunni, fin dalle prime classi della scuola primaria, con l’aiuto Comunicazione Non Violenta (CNV), un tipo di comunicazione concettualizzato negli anni Sessanta dallo psicologo americano Marshall Rosenberg. Vediamo che cos’è e come può essere applicato in pratica questo tipo di comunicazione, secondo i suggerimenti di Evelyn e Sven Schoellmann, autori di “Parlarsi con rispetto”.
 

I bambini si trovano spesso coinvolti in piccoli conflitti con i compagni, senza avere gli strumenti per affrontarli in modo adeguato. In questi casi, può essere di aiuto ricorrere alla Comunicazione Non Violenta (CNV), un tipo di comunicazione concettualizzato negli anni Sessanta dallo psicologo americano Marshall B. Rosenberg. La CNV ci offre la possibilità di mantenere un atteggiamento di rispetto verso le altre persone anche in caso di conflitto e di appianare le divergenze in maniera costruttiva.
La CNV – nota anche come «linguaggio della giraffa» , cioè assertivo ed empatico – consiste in soli quattro passi, che risultano di facile comprensione e utilizzo anche per i bambini. Vediamo quali sono.

I quattro passi della comunicazione non violenta
I quattro passi della comunicazione non violenta sono:

  1. Osservazione;
  2. Emozione;
  3. Bisogno;
  4. Richiesta.

Nell’esempio seguente l’alunno P., che da una settimana non ha il permesso di giocare con i compagni a ricreazione, chiede aiuto a un insegnante. Anche all’insegnante sta a cuore che i bambini durante la pausa possano muoversi, divertirsi gli uni con gli altri e tornino poi a lavorare, rilassati e nuovamente concentrati, nella successiva ora di lezione. Per questo il docente, che vorrebbe che i bambini imparassero definitivamente a risolvere i problemi che insorgono tra loro durante la ricreazione, propone agli alunni coinvolti i quattro passi della CNV.

1. Osservazione/percezione: Che cosa vedo? Di che cosa mi accorgo?
Descrivo un’azione o una situazione in maniera concreta e senza formulare giudizi di valore. L’osservazione è priva di giudizi quando anche la parte avversa può dirsi d’accordo con l’affermazione proposta.
Modello linguistico: Quando…/Quando mi accorgo che…
Esempio: Quando vedo che P. a ricreazione non gioca con gli altri da una settimana…

2. Emozione: Che cosa provo?
Do un nome alle mie emozioni in rapporto all’azione o alla situazione osservata. Nel farlo mi prendo piena responsabilità per le mie emozioni (messaggio in prima persona) e non sollevo nessuna accusa.
Modello linguistico: Mi sento…/Sono…/Provo…
Esempio: Quando vedo che P. a ricreazione non gioca con gli altri da una settimana, mi sento preoccupata…

3. Bisogno: Di che cosa ho bisogno?
Specifico quale mio bisogno resta insoddisfatto nella situazione data o di fronte all’azione in questione. Modello linguistico: Perché io vorrei…/Perché io avrei bisogno…/Visto che mi piacerebbe…
Esempio: Quando vedo che P. a ricreazione non gioca con gli altri da una settimana, mi sento preoccupata perché mi piacerebbe che tutti i bambini a ricreazione stessero bene, si muovessero e poi tornassero rilassati a lavorare in classe…

4. Richiesta: Come può essere soddisfatto il mio bisogno? Formulo una richiesta precisa, che possa essere esaudita dalla controparte. Una richiesta non è un ordine, il suo esito quindi è aperto. In altri termini, una richiesta può anche essere rifiutata.
Modello linguistico: Per piacere/Per favore… Saresti disposto a/Sareste disposti a…
Esempio: Quando vedo che P. a ricreazione non gioca con gli altri da una settimana, mi sento preoccupata perché mi piacerebbe che tutti i bambini a ricreazione stessero bene, si divertissero e poi tornassero rilassati a lavorare in classe… Sareste disposti a cercare assieme a me una soluzione per questo problema?


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