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Giornata internazionale sulla Sindrome di Asperger

Oggi, 18 febbraio, in occasione dell'anniversario della nascita di Hans Asperger, Erickson presenta un poster in cui ricostruisce cosa pensa un bambino Asperger e una carrellata sulle rappresentazioni cinematografiche di questo disturbo.

18/02/2015
Categoria: Azienda; Prodotti

​Oggi mi hanno detto che ho un disturbo che si chiama «Asperger»
Hanno poche espressioni mimiche oltre la faccia arrabbiata e quella triste o contenta. Hanno un’eccellente memoria e ottime capacità musicali e sviluppano un fortissimo interesse verso uno o due argomenti. Possono parlare a lungo del loro argomento preferito e ripetere una parola o una frase per molte volte.

Ecco chi sono i bambini con Sindrome di Asperger, bambini che tendono a vivere nel proprio mondo e a preoccuparsi solo delle proprie cose. In questo poster, scaricabile qui, abbiamo cercato di ricostruire cosa pensa un bambino Asperger.

 
E per saperne di più sulla sindrome di Asperger abbiamo chiesto a Paolo Cornaglia Ferraris​, pediatra e direttore della collana “Io sento diverso” che dà voce al mondo “Aspie”, di chiarirci alcuni dubbi.

Professor Cornaglia Ferraris, quanto è diffusa la sindrome di Asperger?
«Secondo gli ultimi studi effettuati la sindrome di Asperger è molto più comune dell’autismo. Se l’autismo riguarda 4 bambini su 10.000, la sindrome di Asperger può raggiungere 25 soggetti su 10.000. Per ogni caso di autismo, pertanto, ci si aspettano molti più bambini Asperger. Inoltre, la sindrome di Asperger è più comune nei ragazzi che nelle ragazze. Le cause sono due, una genetica e l'altra dovuta alla difficoltà di diagnosticare il fenotipo femminile».

Da cosa si differenzia dall’autismo?
«Innanzitutto, la sindrome di Asperger viene riconosciuta dopo i tre anni di età. E i bambini che ne sono affetti, pur mostrando caratteri autistici, conservano una buona intelligenza e hanno un buon linguaggio. Inoltre, sono diverse la goffaggine e la difficoltà al movimento fine delle dita della mano, segnali spesso non presenti nei bambini con autismo ad alto funzionamento».

C’è un trattamento efficace?
«Non ci sono medicine specifiche. Il trattamento è sintomatico e abilitativo e prevede interventi sia psicosociali che psicoterapici, educazione di genitori e fratelli, associati a esercizi sul comportamento per migliorare la capacità di relazione sociale, intervento educativo».

Alcune diete, come quelle prive di glutine o caseina, possono contribuire a un miglioramento del comportamento delle persone affette da sindrome di Asperger?
Esistono certamente correlazioni tra dieta e comportamento, ma non esiste alcuna certezza che una particolare dieta corregga il disturbo di Asperger o migliori il comportamento. Sulla questione, molti «guru» privi di dati scientifici controllati esprimono la propria opinione, trascinando genitori in percorsi di dubbia efficacia e di certo sacrificio quotidiano per la famiglia e il bambino».

A che punto è la ricerca?
«Sinora è chiaro che la sindrome di Asperger ha una base genetica, non sempre ma spesso ereditaria. E soprattutto la ricerca ha chiarito che né i sali di mercurio contenuti in alcuni vaccini, né i vaccini stessi, né il glutine né altre intolleranze alimentari sono direttamente causa della Sindrome di Asperger».

Quale futuro possono avere i bambini con sindrome di Asperger?
«I bambini con Sindrome di Asperger possono crescere come persone adulte indipendenti. Tuttavia, nella maggioranza dei casi, queste persone continueranno a dimostrare vari gradi di disturbo nelle relazioni sociali, ansia, depressione, ansia, difficoltà relazionali».


 
Dal protagonista di “Adam” a Sheldon Cooper di “The big bang theory”: i mille volti della sindrome di Asperger al cinema e in tv
"Sono le persone che nessuno immagina che possano fare certe cose quelle che fanno cose che nessuno può immaginare". (dal film The Imitation Game)

Sicuramente tutti noi abbiamo incontrato almeno una persona Asperger. Forse l’abbiamo giudicata semplicemente un po’ insolita, fuori dagli schemi. Mentre ne abbiamo conosciute molte altre attraverso gli schermi televisivi e cinematografici. Tra film e serie tv, la Sindrome di Asperger è stata raccontata in molti modi diversi e proprio le storie narrate nei film ci permettono di capirla un po’ più facilmente. Con la consulenza di David Vagni di Spazio Asperger Onlus abbiamo cercato di ricostruire l’unicità e l’identità nella Sindrome di Asperger attraverso la sue diverse rappresentazioni. Perché così come ogni Asperger è diverso, ogni personaggio può manifestare, esplicitamente o in maniera latente, solo alcuni tratti della sindrome.

C’è però un aspetto che accomuna le storie di molti Asperger: «È il senso di non appartenenza, la costante sensazione di essere pesci fuor d’acqua, fuori sincronia e sordi alla danza sociale che avviene intorno a noi. È la Solitudine dei numeri primi» dice David Vagni.

Uno dei più famosi “numeri primi” narrati dal cinema è Adam, un ragazzo cresciuto, a causa delle sue difficoltà, in un ambiente iperprotettivo, consapevole di essere Asperger e intrappolato da questa etichetta. Non riesce a capire i desideri e i sentimenti degli altri. Vive una storia di amore intensa ma piena di incomprensioni a causa delle sue interpretazioni letterali e della sua tendenza a dire sempre tutto quello che gli passa per la mente.

Molto diverso è Oskar: a soli 9 anni, se ne va in giro con già in tasca un biglietto da visita. Spinto al miglioramento dal padre, è un bambino brillante, con interessi particolari, differenti da quelli dei coetanei. Ha un linguaggio molto ricercato, ricco di termini enciclopedici. Oskar esplora New York con la sua macchinetta fotografica e registra persone, oggetti, dettagli. Ha bisogno di trasformare la vita in immagini da non dimenticare. Ma non provate ad abbracciarlo, altrimenti si agita. E se lo invitate a una festa, non alzate il volume della musica perché i suoni alti lo farebbero gridare. Emozioni? Intense e difficili da esprimere. Il suo mondo è Molto forte incredibilmente vicino. Vi condurrà in un’avventura di crescita personale.

Ben-X, come accade spesso nei ragazzi Asperger, ha come proprio interesse specifico il computer, in particolare un gioco di ruolo online, dove impersona un cavaliere leale e dalla forte integrità morale che difende la principessa Scarlite, avatar di una ragazza che guiderà il giovane nel corso del film verso un´imprevedibile soluzione finale. Ben subisce, senza riuscire a capire come evitarla, l´aggressione di coetanei bulli che arrivano a umiliarlo al punto di fargli decidere di abbandonare la scuola e ritirarsi a vivere segregato in casa. Come sostiene lo psicologo australiano Tony Attwood, il più grande esperto mondiale sulla sindrome di Asperger, questi ragazzi «non soffrono a causa della sindrome, ma a causa delle persone che li circondano».

Anche se è certo che la sindrome di Asperger è più comune nei ragazzi che nelle ragazze, negli ultimi tempi donne e ragazze Asperger che iniziano a essere rappresentate anche nei film.
Il riccio presenta un bel rapporto tra una giovane Asperger e un mentore saggio in grado di capirla. I problemi alimentari e famigliari si intrecciano con i preconcetti di una cultura che non accetta la diversità.

Destino migliore Amelie che ci trasporta nel suo fantastico mondo. Un personaggio che sembra uscito da una favola, ingenua e pulita, desiderosa di aiutare il prossimo e capace di stupirsi davanti alle piccole cose. Una storia felice che spesso purtroppo nella realtà non è tale.

Passando ai telefilm, incontriamo Bones, antropologa forense le cui abilità sul lavoro e la cui onestà sono inversamente proporzionale alle sue abilità sociali.

Completamente diversa è Lisbeth: giacca in pelle nera, piercing, tatuaggi. Odia gli Uomini che odiano le donne. Calcolatrice e a volte spietata è tra i migliori hacker al mondo. La sua storia costellata di abusi e violenza ha nascosto a lungo il suo cuore. Come dice Attwood: «Ci sono le brave ragazze, perfette nell’evitare i guai, anche troppo. E quelle che dicono: “Ah. Va all´inferno. Mi tingo i capelli, mi faccio piercing e tatuaggi. Odio il mondo e… vada a quel paese... il mondo intero!” Ed escono fuori dai binari perché odiano il mondo e quindi pensano: “Perché dovrei essere coerente?”».

Un altro tipo di donna Asperger è presente in Crazy in Love, film che racconta la storia di amore tra due Asperger, in qualche modo prototipi di due lati spesso mescolati caoticamente dell’essere Asperger. Ragione ed emozione. Un ragazzo rigido, preciso e iper-razionale; una donna artistica ed emotiva: come andrà a finire?

Protagonista di una famosissima sit-com è Sheldon Cooper: fisico teorico di professione, ossessivo e infantile, all’apparenza cinico, spesso in rapporto conflittuale con il suo gruppo di amici in The Big Bang Theory, uno stereotipo comico della sindrome di Asperger che attraverso l’ironia rende possibile l’accettazione.

Altro scienziato, questa volta storico, è Alan Turing, ritratto in The Imitation Game. Il suo contributo alla criptografia ha permesso di salvare milioni di vite durante la seconda guerra mondiale.
Perché, quindi, non chiudere questo breve carosello con una delle frasi finali del film: “Ora, se desidereresti essere nato normale… Ti posso giurare che io non lo desidero. Il mondo è un posto infinitamente migliore precisamente perché non lo sei”.
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