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Comportamenti oppositivi e provocatori nei bambini: cosa fare?
 
I bambini e ragazzi “difficili” sono molti e sono tantissimi i genitori che si trovano alle prese, ogni giorno, con comportamenti problematici che vanno dalla resistenza all’opposizione, dallo spirito di contraddizione alla totale disobbedienza. In casi come questi il clima familiare si fa pesante. Come fare a prendere in mano la situazione, per non rimanere intrappolati in schemi relazionali sempre più conflittuali? Ce lo spiega Russel A. Barkley, tra i massimi esperti sul tema.
 
Ci sono bambini che fanno sempre capricci, sono disobbedienti e adottano di continuo comportamenti oppositivi e provocatori. Questi bambini fanno impazzire i loro genitori — talvolta altri adulti e persino altri bambini — rifiutandosi di fare quanto viene richiesto o ci si aspetta da loro, mostrandosi cocciuti e capricciosi, infrangendo o ignorando regole comuni. Vi suona familiare? Se state pensando a come affrontare questa situazione, o avete già provato un certo numero di soluzioni ma senza successo, forse vi potrà tornare utile ascoltare il parere di un esperto: Russel A. Barkley. Professore di psichiatria e pediatria, formatore e autore di numerosi bestseller rivolti a famiglie e professionisti, tra cui “Mio figlio è impossibile” (Erickson, 2016), Barkley ci suggerisce qualche strategia per migliorare i comportamenti problematici e non rimanere intrappolati in lotte di potere che danneggiano la vita dei figli e delle famiglie.

Chi sono i bambini con “comportamenti oppositivi e provocatori”?
Esiste una grande varietà di forme di comportamento oppositivo e provocatorio.
Possiamo considerare un bambino oppositivo e provocatorio quando mostra una dinamica basata su questi tre tipi di comportamento:

  1. Non inizia a fare quello che gli avete chiesto entro il minuto successivo da quando avete formulato la richiesta;
  2. Non finisce di fare ciò che gli avete chiesto;
  3. Viola regole di condotta che gli sono state insegnate. Queste tre tipologie possono assumere le forme più svariate manifestandosi con gradi di aggressività molto variabili.

È possibile delineare un quadro più preciso dei comportamenti tipici dei bambini oppositivi e provocatori?
I bambini oppositivi e provocatori tendono a mettere in atto atteggiamenti di questo tipo: passano dalla contentezza alla rabbia in pochi secondi; lottano contro ciò che è inevitabile (come andare a letto, andare a scuola o mettersi a tavola all’ora dei pasti); tendono a fare ritorsioni anziché dimenticare le piccole offese ricevute; si irritano facilmente; ignorano gli ordini; disobbediscono ai genitori e infrangono le regole senza fare alcuna distinzione fra queste; tormentano, infastidiscono o deridono le persone, talvolta in modo palese, per divertirsi; interrompono il gioco degli altri bambini; sembrano avercela con il mondo intero; non riescono a controllare la rabbia come gli altri bambini della loro età…

Da cosa possiamo riconoscere un bambino “oppositivo e provocatorio” rispetto a un bambino che, semplicemente, sta attraversando una fase di turbolenza?
Se questi comportamenti hanno manifestazioni relativamente recenti, potrebbe non essere il caso di preoccuparsi. Per quanto detestabile possa sembrare, quello che il vostro bambino fa potrebbe essere del tutto normale per la sua età. Ad esempio, non dovreste considerare provocatorio in modo anomalo un bambino di età compresa fra i 18 e i 24 mesi solo perché dice di no a tutto. I bambini, poi, possono comportarsi male come conseguenza di qualcosa che va dai problemi della pubertà al divorzio dei genitori. La chiave di lettura è la durata del comportamento. Abbiamo rilevato che lo stress di un singolo evento si risolve in genere nell’arco di sei mesi, quindi un nuovo comportamento provocatorio di solito non dovrebbe essere motivo di allarme a meno che non duri più a lungo.

Lei ha messo a punto un programma - delineato nel libro “Mio figlio è impossibile” - per affrontare i problemi specifici che esistono nelle famiglie dei bambini provocatori. Quali sono i principi fondamentali di questo programma?
Sono cinque principi, che si possono applicare ovunque e in qualsiasi momento, e sono alla base del programma che ho messo a punto per la gestione dei bambini oppositivo-provocatori.
Eccoli:

  1. Rendete immediate le conseguenze del comportamento, positive o negative che siano.
  2. Rendete specifiche le conseguenze
  3. Rendete coerenti le conseguenze
  4. Ideate programmi basati sulle ricompense prima di pensare alle punizioni
  5. Anticipate e pianificate la gestione dei comportamenti negativi.

Si tratta di principi che potrebbero essere considerati degli utili promemoria per crescere ogni bambino, ma che, nel caso del bambino oppositivo, costituiscono regole inviolabili. Il mio invito ai genitori è di adottarli. Spero che ne ricavino coraggio, oltre che aiuto. Dopotutto, si basano su delle competenze che di sicuro già possiedono, come genitori.


 
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