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Ultimo numero volume 15, numero 4 (aprile 2010) + Disturbi di attenzione e iperattività (vol. 5 n. 2)
"Difficoltà di apprendimento"

Editoriale
In questo numero abbiamo voluto affrontare alcuni nuclei tematici fondamentali.
1. Le autonomie personali, ovvero un?area di apprendimento a cui ridare importanza e dignità, con un articolo che propone una solida metodologia di lavoro per raggiungere risultati anche in casi difficili, come quelli di autismo.
2. La costruzione della cultura dell?integrazione, l?humus culturale per lavorare in modo davvero integrato, con alcuni lavori che forniscono materiale utile:
? Ambrosino e colleghi riportano l?interessante esperienza realizzata in una classe seconda della scuola secondaria di 1° grado nella quale gli alunni hanno sperimentato, attraverso un?ingegnosa simulazione, la condizione di ipovisione, mettendosi per un giorno «negli occhi dell?altro»;
? il racconto della scuola secondaria di 1° grado che ha vinto la prima edizione del premio «Raccontiamo le diversità», che conclude significativamente: «Guarda che strana compagnia ? un riccio prepotente e borioso, uno scoiattolo ladro e giocherellone, un gufo vecchio e burbero e un pesce invadente e con un corno in testa? eppure essere amici ci viene naturale: tutti abbiamo dei difetti ma a modo nostro siamo tutti speciali»;
? la testimonianza di Tatiana (Spirit), che ci invita a riflettere sulle nostre modalità di comunicazione e relazione.
Sul fronte del costruire la cultura dell?integrazione c?è ancora molto da fare.
3. Una visione inclusiva del recupero-sostegno. Come si può fare recupero-sostegno senza accettare deleghe, uscire dall?aula senza senso, isolare il bambino con disabilità? Dobbiamo avere le idee metodologicamente chiare per realizzare un recupero-sostegno davvero inclusivo.
E per questo vi invito a leggere Il rugby, fare sostegno e Formicopoli e il contributo delle autrici della prima opera della nuovissima collana «Recupero in?» (diretta da me e da Carlo Scataglini), che propone materiali didattici costruiti con una metodologia inclusiva per rispondere in modo efficace ai bisogni di apprendimento senza isolare gli alunni in difficoltà e pensati specificamente per realizzare proposte di recupero coordinate su 4 livelli:
? in attività curricolari per il gruppo classe, adattate e semplificate anche per LIM
? in piccoli gruppi cooperativi
? in coppie di tutoring tra alunni
? in attività individuali alunno-insegnante
Seguiranno altre opere, dapprima relative alle abilità più generali (cognitive, di lettura, di scrittura, matematiche) e poi più attinenti alle singole discipline quali geografia, scienze, storia, ecc.
4. Il passaggio dalla scuola dell?infanzia alla scuola primaria, una transizione delicata in cui è strategico valutare in modo educativo-didattico ed eticamente sensibile le competenze chiave per sostenere adeguatamente il successo scolastico nei primi anni. Ma quali competenze sono le più importanti? L?articolo di Bortolotti e Cardea tratta il linguaggio, mentre quello di Traverso, Viterbori e Usai considera le funzioni esecutive. Sono temi sui quali occorre fare ricerca e attrezzarsi con materiali operativi. Per questo in Erickson è attiva un?unità di Ricerca e Sviluppo, con finanziamento pubblico, per costruire la piattaforma E-Value, un sistema informatico integrato (costituito da un insieme di applicativi web) che consente la valutazione delle abilità di apprendimento ? principalmente di lettura, scrittura e calcolo ? e la gestione del processo di intervento didattico all?interno di diversi contesti educativi. Tale sistema è costruito secondo un modello che integra processi differenti ma interconnessi sotto il profilo funzionale (procedure di valutazione standard e dinamica, raccolta e confronto di dati normativi, lettura quanti-qualitativa dei dati raccolti, formazione, impostazione dei percorsi di intervento, ecc.) volti ad acquisire informazioni e conoscenze sia sull?alunno, sia su metodologie/strumenti di lavoro/materiali didattici direttamente spendibili nella progettazione educativo-didattica quotidiana.
Bene, recuperiamo energie durante l?estate: in autunno ci attendono alcune importanti occasioni per ragionare insieme in convegni di rilevanza internazionale.
Dario Ianes

Ricerche e proposte italiane

Carlo Scataglini
Il rugby, fare sostegno e Formicopoli
Cos?hanno in comune il rugby, fare sostegno a scuola e Formicopoli? Molto più di quanto si possa immaginare. Il gioco del rugby e il sostegno a scuola condividono diversi principi chiave: ci si muove all?indietro per andare avanti, ciascuno contribuisce con le sue risorse e il suo ruolo ma si agisce necessariamente in squadra, organizzati, occorrono metodo e tecnica ma anche capacità di improvvisazione e creatività, come le diverse situazioni richiedono. E con ogni azione anche minima si costruisce e si ricostruisce ? in un caso il gioco nell?altro la scuola e l?educazione ?, come le formiche della favola di Formicopoli, che hanno perso la loro città, distrutta dal terremoto, ma si riuniscono, si legano fra loro, proprio come la mischia di una squadra di rugby, e usando le mani, o meglio le zampe, cooperando tutte insieme, la ricostruiscono.

Rosangela Ambrosino, Stefano Tasca, Caterina Bizzotto, Francesco De Bennardo
«Solo per un giorno»: un?intera classe sperimenta l?essere ipovedenti
«Solo per un giorno» ha avuto come obiettivo far sperimentare a tutti gli alunni la situazione di disabilità di un compagno, l?ipovisione. Nessuna parola, nessuna spiegazione, nessuna teoria può infatti avere la stessa ricaduta che può dare un?esperienza pratica diretta e coinvolgente. In tutta la complessa fase di organizzazione dell?attività e di preparazione della classe l?alunno ipovedente è coinvolto attivamente, con il risultato di favorire un?eccellente rielaborazione delle proprie difficoltà, che diventano, per un giorno almeno, il centro di un felice momento di riflessione consapevole. Gli alunni, divenuti tutti ipovedenti, svolgono una serie di attività (riconoscere luoghi e persone, leggere testi, scegliere gelati su un listino e altro) con un maestro d?eccezione: il loro compagno ipovedente, competente ed entusiastica guida nel mondo delle difficoltà di visione.

Antonella Ruggieri, Luigi Russo
Sviluppare le autonomie personali: storie e attività del programma «Faccio io!»
L?acquisizione di abilità di autonomia personale è un obiettivo particolarmente rilevante nell?educazione di soggetti con disturbi dello sviluppo o ritardo mentale, per ragioni sia igieniche e di salute, sia di partecipazione alle attività sociali della comunità, sia di riduzione della dipendenza dai genitori, a sua volta causa di frustrazione e/o stress. Benché molte di queste abilità possano essere insegnate soprattutto attraverso un lavoro mirato a casa, è possibile inserirne alcune anche in un contesto di apprendimento strutturato all?interno di un percorso psicoeducativo. È quanto propone il programma qui presentato, Faccio io!, che fa leva sui tipici punti di forza (memoria automatica, abilità visuo-spaziali, ecc.) e utilizza strategie visive (storie illustrate e supporti visivi) combinate, ove necessario, con tecniche cognitive comportamentali.

Elena Bortolotti, Michela Cardea
Potenziare la competenza linguistica nella scuola dell?infanzia: efficacia di un percorso mirato
Un obiettivo che oggi ci si pone nella scuola dell?infanzia è costruire competenze, tra cui quella che riguarda l?utilizzo del linguaggio orale in tutte le sue forme, dall?espressione alla comprensione. Si tratta di una competenza trasversale che accompagnerà la vita scolastica di ogni bambino e adoperarsi per offrire sempre migliori opportunità a tutti dovrebbe essere un compito irrinunciabile per ogni insegnante. Partendo da queste premesse viene qui presentata una ricerca che aveva come obiettivo primario verificare l?efficacia di un intervento didattico mirato a stimolare l?aspetto linguistico che riguarda la comprensione di parole e frasi. Lo studio ha coinvolto 46 bambini, rispettivamente di 3, 4 e 5 anni, suddivisi in gruppo sperimentale e gruppo di controllo. Verranno esaminati il percorso didattico svolto e la verifica dei risultati.

Laura Traverso, Paola Viterbori, Maria Carmen Usai
Bambini «a rischio» nel passaggio dalla scuola dell?infanzia alla primaria: prerequisiti scolastici, caratteristiche comportamentali e funzioni esecutive
Questa ricerca indaga la relazione fra prerequisiti scolastici, problemi emotivi e comportamentali e funzioni esecutive in un campione di bambini di 5 anni. Lo studio ha previsto: una valutazione osservativa, svolta dalle insegnanti, mediante le scale IPDA per la valutazione dei prerequisiti, SEDS per la valutazione dei problemi emotivi e comportamentali e SDAI per la valutazione di disattenzione e iperattività; e una valutazione diretta delle funzioni esecutive. L?analisi dei cluster sui punteggi alla scala IPDA ha permesso di identificare profili specifici relativi ai prerequisiti, che sono stati messi in relazione alle caratteristiche comportamentali e al livello di sviluppo delle funzioni esecutive.

Ricerche e proposte internazionali

Nenad Suzic
Paura di sbagliare, pessimismo difensivo e motivazione scolastica 
Perché sono così diffusi tra gli studenti il disinteresse, la mancanza di motivazione, l?atteggiamento rinunciatario? Lo studio presentato ricerca la risposta a questa domanda nell?ambiente scolastico, nelle sue procedure e nelle convinzioni che ne strutturano il funzionamento, evidenziando come le aspettative di «ubbidienza» e di conformismo e la svalutazione connessa al commettere errori inducano negli studenti la paura di sbagliare (per il timore di sentirsi umiliati o comunque inadeguati) e un atteggiamento ? il pessimismo difensivo ? con il quale evitano di impegnarsi nelle attività scolastiche prevedendo che avrebbero insuccesso e proteggendosi così dai giudizi negativi sulla propria prestazione e su di sé come discenti. 

Software didattico e riabilitativo 

Renza Rosiglioni, Patrizia Dal Santo
Recupero in? comprensione del testo: dalla sperimentazione al programma completo
Viene descritto un progetto sperimentale, condotto nella scuola primaria, volto a verificare l?efficacia di un percorso di potenziamento delle abilità di comprensione del testo attraverso l?uso di un software e di materiale cartaceo specifico. È quindi presentato il programma sperimentale utilizzato, I sentieri incantati, mirato a sviluppare alcune prime semplici abilità metacognitive e a facilitare l?individuazione di personaggi, tempi, luoghi e fatti. Questa abilità di base si applica particolarmente ai testi narrativi che nei primi anni di scuola sono quelli letti con maggiore frequenza. Da questo progetto nasce il programma Recupero in? comprensione del testo, una proposta innovativa, in linea con i modelli cognitivi attuali, per l?educazione alla comprensione del testo, che viene illustrato nei suoi contenuti principali. 

Bomba H

"Disturbi di attenzione e iperattività"

Editoriale
Cari lettori,
con questo numero si conclude il quinto anno di attività della rivista «Disturbi di attenzione e iperattività» e in questo periodo assistiamo ad alcune importanti iniziative nell?ambito dell?ADHD. Il MIUR ha inviato alle scuole la prima circolare per tutelare la condizione di svantaggio dei bambini con ADHD, sottolineando l?importanza di una «presa in carico integrata» e il necessario coinvolgimento degli insegnanti. Nelle comunicazioni AIDAI riportiamo il testo integrale della circolare. In secondo luogo, nel mese di marzo 2010 l?AIDAI ha riunito l?assemblea dei soci presenti nelle dieci regioni per rinnovare il consiglio direttivo nazionale: è stato eletto Michele Margheriti nuovo presidente per il triennio 2010-2012 e il conseguente spostamento della sede nazionale a Perugia. Il nuovo direttivo sarà composto inoltre dalle dott.sse Botturi, Menazza, Pezzica e Scheriani. Il neopresidente ha inviato una lettera alla rivista che potete trovare nella sezione delle comunicazioni.
La rivista è arricchita in questo numero da cinque articoli originali prodotti da gruppi italiani che hanno studiato sia il percorso diagnostico che quello terapeutico. Tacchetto e i colleghi del gruppo di Padova hanno studiato e standardizzato il test MF in ragazzi di scuola secondaria, analizzando una versione computerizzata e una standard carta-e-matita. Gli autori hanno riscontrato che le due versioni consentono di ottenere risultati simili a supporto dell?utilità del test MF, recentemente pubblicato nella Batteria Italiana per l?ADHD. Carmen Belacchi ha allargato il fuoco di indagine, abbassando l?età dei bambini e il tipo di processi psicologici, perché ha analizzato il rapporto tra comprensione delle emozioni e comportamenti prosociali in bambini della scuola dell?infanzia. Molto spesso, infatti, i problemi comportamentali dei bambini nell?età della scuola primaria sono anticipati da difficoltà di regolazione emotiva nell?età della scuola d?infanzia. L?utilità di questo studio sta proprio nell?ipotesi che un intervento precoce sulla consapevolezza emotiva dei bambini può consentire la prevenzione di difficoltà comportamentali nelle età successive. L?articolo di Lambruschi e Bertaccini si inserisce invece come spunto di riflessione teorica e propone una visione clinica sull?interpretazione dello sviluppo del disturbo da deficit dell?attenzione e iperattività in un?ottica di tipo cognitivo-evolutivo. Secondo questo modello i sintomi manifestati dai bambini vengono interpretati come mezzi volti al mantenimento dello stato di relazione con le figure di riferimento a fronte di sbilanciamenti affettivi percepiti come non più gestibili. Secondo gli autori il percorso di assessment potrebbe beneficiare di strumenti di valutazione volti ad analizzare i diversi pattern di attaccamento al fine di costruire interventi mirati che prendano in considerazione gli stili relazionali e lo stato mentale del genitore. Un progetto molto importante e ambizioso viene descritto dal gruppo dello Stella Maris di Pisa; Polidori riporta i risultati ottenuti dall?intervento multimodale con bambini che presentano disturbi del comportamento. Gli autori hanno confrontato due modelli di intervento: uno multimodale e uno di tipo classico. Questa esperienza conferma che le problematiche di condotta necessitano di un intervento integrato, per questo motivo è stata messa in campo una notevole mole di lavoro e di risorse che ha portato molti risultati interessanti. Infine Zugno propone esercizi di musicoterapia per favorire un maggior mantenimento dell?attenzione nei bambini con ADHD.
Siamo fieri che le ricerche italiane sull?ADHD siano in continua crescita, in termini di qualità e di quantità, e ci auguriamo che questa tendenza possa proseguire negli anni a venire.
Buona lettura.
Gian Marco Marzocchi 

Diagnosi

Alice Tacchetto, Alessandra Cagnin, Patrizio E. Tressoldi
Standardizzazione e validazione del test MF per la scuola secondaria di I grado
Il test MF (Cornoldi et al., 1996), ispirato al Matching Familiar Figures Test (Kagan, 1966), è una prova utilizzata per la valutazione dell?attenzione e dell?impulsività in età evolutiva.
Poiché in Italia sono disponibili solo le norme dalla seconda alla quinta classe di scuola primaria, l?obiettivo principale della ricerca è quello di ottenere i dati normativi per le classi della scuola secondaria di I grado. La creazione del programma computerizzato del test permette di indagare l?eventuale correlazione tra la modalità di presentazione cartacea e quella computerizzata e le eventuali differenze nei tempi medi di risposta e nel numero di errori al test.

Carmen Belacchi
Comprensione delle emozioni in bambini prescolari e percezione delle condotte aggressive e prosociali da parte degli insegnanti
A 219 bambini tra 3 e 6 anni, distinti in tre gruppi di età, è stato somministrato il Test di Comprensione delle Emozioni (TEC di Pons e Harris, 2000, standardizzazione italiana a cura di Albanese e Molina, 2008) e alle loro insegnanti di scuola dell?infanzia è stato chiesto di compilare un questionario sulla propria percezione di comportamenti proscociali e/o ostili degli allievi (analogo a quello utilizzato da Belacchi, 2008). I risultati hanno rivelato: 1. una correlazione positiva tra livello di comprensione delle emozioni dei bambini e attribuzione di ruoli prosociali; 2. una correlazione significativa delle misure dell?empatia e della desiderabilità sociale di segno positivo con i ruoli prosociali e di segno negativo con i ruoli ostili.

Furio Lambruschi, Riccardo Bertaccini
Un approccio cognitivo-evolutivo all?ADHD
Questo articolo ha come obiettivo una riflessione sull?ADHD a partire da una prospettiva concettuale particolare: l?ottica cognitivo-evolutiva. Una prospettiva, diciamo, integrativa, che nulla toglie e nulla nega all?ottica cognitivo-comportamentale classica (che è la nostra base condivisa), ma anzi vi integra la dimensione evolutiva e inserisce il bagaglio concettuale e tecnico comportamentale e cognitivo entro una cornice che cerca di osservare i sintomi anche nel loro valore funzionale, all?interno della qualità dei legami d?attaccamento che il bambino è stato in grado di strutturare con le figure significative del proprio ambiente.

Interventi

Lisa Polidori, Pietro Muratori, Irene Baldi, Francesca Lenzi, Azzurra Manfredi, Laura Ruglioni, Valentina Viscarelli, Annarita Milone
Il trattamento multimodale per i disturbi del comportamento e aggressività in età evolutiva: l?esperienza di «Al di là delle nuvole»
Gli interventi multimodali sono quelli attualmente riconosciuti dalla letteratura internazionale come maggiormente efficaci nel trattamento dei disturbi del comportamento e aggressività in età evolutiva. In questo lavoro, dopo un?introduzione sulle caratteristiche cliniche e le ipotesi eziopatogenetiche che delineano la complessità dei disturbi del comportamento, si descrivono le modalità terapeutiche attualmente ritenute più efficaci nel trattamento di questi disturbi. Verrà inoltre riportata l?esperienza del Servizio «Al di là delle nuvole» per il trattamento dei disturbi del comportamento in età evolutiva, descrivendo uno studio di efficacia rispetto a un trattamento tradizionale unidimensionale.

Elisa Zugno
Musicoterapia e disturbo da deficit dell?attenzione e iperattività (ADHD): un incontro possibile?
Il raggio di azione della musicoterapia nell?ambito delle problematiche psicologiche è oggi ampio, ma le esperienze del suo impiego per il trattamento dell?ADHD sono ancora poche. Nonostante questo, vi sono alcune caratteristiche intrinseche all?approccio musicale che motivano l?aspettativa di ottenere progressi nel decorso del disturbo grazie al suo utilizzo. Viene presentato un progetto volto a sviluppare capacità di attenzione selettiva e sostenuta, di autoregolazione e di adattamento ai ritmi esterni in un bambino con ADHD grazie a giochi musicali. L?analisi dei dati ha rivelato che la musica ha favorito il recupero di alcune competenze cognitivo-comportamentali carenti nel caso studiato.