Lavorare con la famiglia equivale a interagire con un sistema complesso di relazioni che evolve in un processo continuo di ricerca di equilibri a fronte di sempre nuovi, più o meno previsti, scenari di vita. Riconoscendo le competenze della famiglia per affrontare e gestire le crisi transitorie che incontra nel proprio ciclo di vita, l'operatore di aiuto è chiamato ad affiancarla prendendosi cura delle relazioni al suo interno, attraverso un abile uso della stessa relazione di aiuto. L'obiettivo primario diviene dunque l'empowerment del soggetto famiglia, perché possa individuare e mobilitare le sue risorse. Il testo propone un modello di intervento fondato sul lavoro integrato e di rete, in una prospettiva psicosociale di sviluppo e prevenzione. Partendo dal riconoscimento della complessità del bisogno portato dall'utente, viene evidenziata la necessità di una prassi operativa che preveda un lavoro integrato in fase sia di lettura e decodifica della domanda che di realizzazione dell'intervento. L'applicazione del modello proposto alla crisi di coppia consente, inoltre, di riflettere sull'esigenza di operare in tale ambito con una sinergia di interventi (la mediazione familiare, la consulenza legale, i gruppi di auto/mutuo aiuto) che, sola, può consentire la presa in carico adeguata dei molteplici aspetti che la situazione considerata presenta. Il testo offre interessanti spunti operativi per i professionisti dell'aiuto, alla luce del paradigma teorico della Psicologia Sociale della Famiglia, proponendo una lettura in ottica relazionale dei concetti di empowerment, prevenzione, lavoro di rete, sostegno sociale, tradizionalmente approfonditi dalla Psicologia di Comunità. |