Nelle nostre classi sono sempre più gli alunni che per una qualche forma di difficoltà preoccupano gli insegnanti e le famiglie. Accanto un 2-3% di “certificati”, c’è un 15-20% di bambini e ragazzi che presentano “Bisogni Educativi Speciali”: dai disturbi dell’apprendimento, alle più svariate difficoltà psicologiche, comportamentali, relazionali, fino ad arrivare allo svantaggio sociale e alle varie differenze linguistiche e culturali. Offrendo basi teoriche e spunti operativi, il corso intende proporre a insegnanti, operatori, professionisti sanitari un nuovo modello di lettura di queste “difficoltà di funzionamento” basato sull’ICF dell’Oms. Ragionando sul modello concettuale e il linguaggio proposto da questa classificazione, oggi disponibile anche in una versione per bambini e adolescenti, si intende offrire uno strumento concreto per leggere questi bisogni e attivare una strategia inclusiva globale che utilizzi le risorse, speciali e non, presenti a scuola e nei diversi contesti educativi.
Argomenti
Modulo 1. Verso una definizione di Bisogno Educativo Speciale
Obiettivi: riflettere sul concetto di Bisogno Educativo Speciale.
Materiali: dispense di studio, video, materiali di approfondimento.
Argomenti
Chi sono gli alunni con Bisogni Educativi Speciali nella nostra scuola
Accenni alla ricerca internazionale.
La nostra definizione di Bisogno Educativo Speciale
Strategie di integrazione: una visione d’insieme
Modulo 2. I Bisogni Educativi Speciali secondo l’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento della Disabilità e della Salute, Oms)
Obiettivi : conoscere il modello Icf e il suo linguaggio per leggere i “Bisogni Educativi Speciali” degli alunni.
Materiali: dispense di studio, materiali di approfondimento, esempi di buone prassi.
Argomenti:
Il funzionamento educativo-apprenditivo secondo l’ICF
La classificazione ICF: Condizioni fisiche, Funzioni corporee, Strutture corporee, Attività personali, Partecipazione sociale, Fattori contestuali ambientali, Fattori contestuali personali
La soglia tra funzionamento normale e problematico
Modulo 3: Sperimentiamo l'ICF-CY (Classificazione Internazionale del Funzionamento della Disabilità e della Salute. Versione per bambini e adolescenti, Oms 2007)
Obiettivi: sperimentare la classificazione l’ICF-CY nella costruzione del Profilo di funzionamento di un alunno
Materiali: dispense di studio, video, materiali di approfondimento, esempi di buone prassi.
Argomenti:
L’ICF-CY: un quadro introduttivo
Come utilizzare l’ICF-CY
Buone prassi di utilizzo dell’ICF-CY
Sperimentazione della classificazione ICF-CY nella costruzione del Profilo di funzionamento di un alunno.
Modulo 4. L'attivazione delle risorse per l'inclusione secondo la prospettiva della "Speciale normalità"
Obiettivi: ragionare su possibili strategie e percorsi educativo-didattici finalizzati all’inclusione di alunni Bes all’interno delle propria realtà scolastica/educativa.
Materiali: dispense di studio, materiali di approfondimento, esempi di buone prassi.
Argomenti
Riflessione su quattro parole chiave: Integrazione o Inclusione? Individualizzazione o personalizzazione?
Come organizzare le risorse per l’inclusione secondo il paradigma della “Speciale normalità”
La sequenza di attivazione delle risorse per l’inclusione: le 14 categorie.
Modulo 5. Uno sguardo alla normativa
Obiettivi: conoscere e riflettere sulle normative in materia di disabilità, integrazione e inclusione degli alunni con Bes.
Materiali: dispense di studio, video, materiali di approfondimento.
Argomenti
Il diritto all’integrazione scolastica: la Legge quadro sull’handicap
L’Atto di Indirizzo e coordinamento alle Azienda Sanitarie Locali (1994)
L’Intesa Stato-Regioni del 20 marzo 2008 e l’introduzione della Diagnosi funzionale su base Icf
Le Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità (Miur, 2009)
Metodologia didattica
Discussione tramite forum per confrontarsi sulle tematiche affrontate nei moduli, rispondere a eventuali dubbi e richieste di chiarimento, condividere esperienze e casi presentati dai singoli corsisti. Esercitazioni a partire da uno stimolo di lavoro proposto dal tutor (es. sperimentazione dell’ICF-CY nella stesura del profilo di funzionamento dell’alunno), differenziato a seconda del grado scolastico di appartenenza.